56 CAPO II. per caso 1’ opera danubiale 11011 fosse stata pubblicata ; la descrizione particolareggiata dell’alveo e del corso del Danubio, con rilievi anche su movimenti di acque sotterranee, descrizione che fa di questa parte dell’opera un saggio di potamograiìa nuovo e pregevolissimo; il ritrovamento e la descrizione dei pochi avanzi del ponte in legno di Costantino poco a monte della confluenza dell’Aluta e la descrizione degli avanzi del ponte di Traiano tra la Serbia e la Valacchia presso Turnul-Severin con una ragionata ricostruzione della struttura dell’opera completa; lo studio accurato dei minerali portato sino a una classificazione di essi, tra le prime certo condotte con criterio scientifico; le chiare osservazioni di ordine stratigrafico, le belle tavole rappresentanti in planimetria e in sezione talune miniere di oro, di argento, di rame. Il sesto volume dell’opera danubiale è una miscellanea di molti argomenti sia nuovi, sia rientranti in quelli dei cinque precedenti volumi. Nel campo fisico il volume contiene una descrizione delle fonti del Danubio, descrizione che contrasta con una opinione errata e allora diffusa collocante le fonti del Danubio a Do-nauschingen (con che il Marsili uscì fuori del tratto di fiume a cui aveva prima limitato le sue osservazioni) e taluni prospetti, seguiti da commenti, di osservazioni meteorologiche dall’11 dicembre 1696 al 30 agosto 1697. A queste osservazioni è premesso dal Marsili l’augurio che in molti luoghi di Europa e fuori di Europa e per molti anni analoghe osservazioni siano effettuate, perchè l’Autore intuisce che osservazioni meteorologiche saltuarie nel tempo e nello spazio non potranno mai consentire di trarre deduzioni attendibili. Il conte Marsili dimostra così di avere presentito la necessità di regolari, sistematici rilievi meteorologici, che solo di recente (da 13 anni) in Italia possono giovarsi di quella fitta rete di stazioni, forse la meglio organizzata del mondo, che varrà anche a porre tanti problemi pratici dell’ingegneria su una base di conoscenza idrologica più sicura e completa dell’attuale. Lo stesso sesto volume dell’opera danubiale contiene il riferimento su tre esplorazioni di velocità dell’acqua, nel Da- V