LA CELEBRAZIONE DI L. F. MARSILI ALL’ ARCHIGINNASIO 45 un popolo: la sapienza che è data dalla Scuola, cioè dalla Scienza impartita ai giovanili intelletti bramosi di apprendere, insieme con la educazione della coscienza; la forza che si raggiunge dai giovanili animi gagliardi con la diuturna disciplina delle energie fisiche, col senso del dovere, con l’abitudine alla obbedienza, che conduce alla idoneità per il comando. Armonia perfetta tra scuola ed esercito, perchè, completandosi l’una con l’altro, affinano le qualità migliori dello spirito umano, avendo in sè le ragioni del suo perfezionamento a vantaggio della Patria. Di tutto ciò limpida visione aveva il Marsili. È molto, se ci riferiamo ai tempi in cui egli visse; allora invero anche gli spiriti eccelsi della nostra stirpe non potevano divinare che l’Italia avrebbe potuto costituirsi in una politica entità, in cui Stato si sarebbe identificato con Nazione, e meramente poetico, se non retorico, era presso alcuni l’accenno all’Italia, come a madre di un popolo solo. Perciò nella serie dei primi antesignani del rinnovamento morale, intellettuale, politico della Patria nostra noi scorgiamo la franca, balda figura di Luigi Ferdinando Marsili. A duecento anni dalla sua dipartita, la luce di Luigi Ferdinando Marsili, resa fioca in due secoli di oblìo, oggi, perchè siamo in tempi di un’adeguata comprensione dei nostri valori spirituali, risplende più fulgida: è luce di un grande italiano, è luce di un eroe. Si inalzi reverente ad essa il nostro pensiero e sia pensiero di gratitudine e di onore. Discorso dell’On. Prof. Umberto Puppini Luigi Ferdinando Marsili Ingegnere d’acque. La figura del Conte Luigi Ferdinando Marsili, balzata luminosa e viva nel discorso del Collega Pericle Ducati1, merita (l) Pekicle Ducati - Luigi Ferdinando Marsili (20 luglio 1658 - 1 novembre nSO). Discorso pronunciato il 29 novembre 1930 aU’Archigin-nasio.