108 CAPO IV. quelli degli « Unìversitati* Bononiensis Monumenta », parecchi dei quali ben degnamente con i Libri segreti, ossia i registri antichi delle lauree, dove figurano i nomi di scienziati e politici ungheresi, siccome di uomini illustri di tutto il mondo, venuti a studio nélYAlma Mater. Ma non solo le vetuste reliquie pubblica esso Istituto; sì anche Studi e Memorie presenti intorno alla storia tutta della Università. Esce proprio ora questo X° volume di tali nuovi studi, ed è dedicato al Marsili, e oggi offerto con quegli altri volumi relativi al Marsili or compiuti dal solerte Comitato. Contiene codesto libro Memorie varie, ed una fra esse di un dotto Ungherese, il dott. Yeress, benemerito, e da non pochi anni, degli studi intorno al conte Marsili. Il nuovo lavoro del signor Yeress illustra i rapporti fra l’Ungheria ed il Marsili, ed è degno dei precedenti di lui ; è dunque vario ed erudito, elegante e preciso, e giova alla biografia del nostro celebre poligrafo e soldato. Non ha però l’Italia verso l’Ungheria solo tali ricordi del passato; ha molte altre relazioni non mai interrotte: ha i rapporti letterari con l’opera di Mattia Corvino, di cui le Biblioteche d’Italia conservano documenti preziosi; e noi ricordiamo, coi nostri padri, le aspirazioni comuni politiche all’indipendenza e alle libertà costituzionali, ed i soldati venuti fra noi nel 1848, che la lingua latina usavano per intendersi. Ben ricordiamo noi il grande Kossuth, che, esule dalla patria, volle stabilirsi in Italia e si fermò a Torino, dove seguì il nostro Risorgimento, dove pubblicò le sue Memorie e dove vide crescere i suoi figli, fatti italiani di affetto. Ricordiamo, ed io anche personalmente, il generale Stefano Turr, valoroso soldato e patriota, magnifico, simpatico tipo di soldato; venuto a combattere coi nostri le guerre dell’indipendenza; colonnello e poi generale di Garibaldi ; ed infine Aiutante di campo di Re Vittorio Emanuele II. La storia del nostro Risorgimento così si onora di questi illustri nomi ungheresi ; e ben congiunge il passato col presente dell’Italia; e fa bene sperare dell’avvenire glorioso delle due belle e grandi nazioni.