L. F. MARSILI PRIMO ESPLORATORE ECC. 197 gherese. Nel 1682 il Marsili partì per la Svizzera alla volta della Germania, e con questo cominciò nella sua vita quell’attività ventenne, poche volte interrotta da riposi, nei paesi danubiani, che lo portò verso la perfezione erudita; questa vita varia, avventurosa, inquieta, ma pure tanto sostanziosa, fu infine « una perpetua occupazione erudita,1 colla quale il Marnili si creò nella scienza ungherese una gloria imperitura. Il Marsili dunque si presentò a Vienna, dove l’imperatore gli diede udienza. Qui il tanto erudito giovane conte italiano espose all’imperatore le sue idee riguardo all’auspicato sfacelo della potenza turca e all’espulsione dei Mussulmani dall’Ungheria. Sembra che i progetti dell’animoso giovane erudito piacessero all’imperatore e re, poiché questi ne approvò l’esecuzione e acconsentì che il Marsili entrasse al servizio dell’esercito imperiale. Con questo permesso dell’imperatore cominciarono per il Marsili molte possibilità, che egli seppe sfruttare eccellentemente, tanto che Clio ritenne degno d’inscrivere il nome del Marsili nelle gloriose pagine della storia ungherese. Il Marsili rileva nella sua autobiografia che nella sua vita comincia una seconda epoca, del tutto nuova : « dalla mia uscita d’Italia ed entrata in Germania ».2 Fin qui la sua vita si era esaurita nell’acquistare il sapere teorico; ora ne segue l’applicazione pratica, ciò che alla prontezza d’ingegno del Marsili non fu cosa difficile. Così la sorte lo condusse nella nostra patria, nell’Ungheria, per esplorare prima dal punto di vista scientifico e poi per amare questa terra, sulla quale e nell’interesse della quale esplorò, faticò e lavorò per due decenni con tanta incomparabile diligenza e con così famoso successo. L’imperatore mandò l’erudito conte italiano sotto gli ordini del suo compatriota, il generale bolognese conte Enea Caprara, 1 Fan'TUzzi : Op. clt. p. 17. 2 Biblioteca dell’Universitil di Bologna : Raccolta Marsiliana. Voi. I. 145. p. 111.