r,A CELEBRAZIONE DI L. P. MARSILI ALL* ARCHIGINNASIO 69 « se sia possibile di andarne ritirando qualche utile, o da pro-« dotti o da viventi in esse, o d’andarle diminuendo con l’arte, « ed infine, se nella felicità delle antiche belle terre della mia « Patria Pietro Crescenzi fu il primo restitutore degli antichi « precetti dell’agricoltura, più recentemente imitato dal Tanari « per coltivare della loro Patria le terre, io pure comemorante « nei miei beni sommersi da tali rigurgiti ho voluto, ad imita-« zione di quelli due miei Concittadini nelle felicità delle terre « fra le miserie delle Paludi insegnare regole da cavarne qual-« che utile, e per i Padroni, e per dar da vivere a meschini « abitanti, che alettati anche da queste terre non aumentino « la rovina col dispopolare il territorio. « Dunque li miei concittadini esorto anche dalle miserie « a non svilirsi affatto, ma tirare quel poco di più sarà possibile « da esse con li miei racordi, che ho fondati nell’esame locale « delle Paludi e nelle risposte avute a tante mie ricerche da « più esperti delle medesime, affine di potere con minore inco-« modo o nostro o de nostri successori attendere quel reai sol-« lievo, che Dio placato contro di noi ci darà, o per le giuste « disposizioni del Principe o della provvida natura. « Questo trattato della Paludecoltura non è così ristretto « a precetti per l’economia e cultura delle medesime paludi, « mentre si diffonde in più erudite, fisiche, e naturali dimo-« strazioni, che tutte unite insieme pretendo che servano ad una « di quelle molte parti, che devono comporre la storia naturale « del distretto di Bologna... ». L’opera, divisa nei capitoli, « della qualità e natura delle « paludi e della coltura — introduzione alla coltura delle « valli — annotazioni sopra le canne che nascono nelle valli « bolognesi e che servivano di saette per gli archi degli antichi « Romani — per la pesca — per il salice — per la caccia — « notizie botaniche e palustri », può dunque dirsi un trattato di industrie palustri, industrie da praticarsi fino a che sia ottenuta la definitiva indispensabile sistemazione idraulica. E allo studio di questa sistemazione idraulica, che già il conte Marsili, come si è detto, aveva considerato nel 1715 per incarico del Senato Bolognese, egli fu nuovamente richiamato