1099 MCCCCLXXXXlX, AGOSTO. 1100 Boche de bombarde, zonte . . . . N.° 28 Guastadori coriza strade per carete . . » 1200 Boche de bombarde, era sta in Aste . » 27 425 A di 19 avosto. Vene lo episcopo di Rossi, dicendo non poteva viver senza li soi benefizii, atento il papa li vuol tuor, perchè el vescoado de Trevixo dava de intrada ducati 1400 et ha sopra ducati 500 al Cardinal San Pietro in Vincuta di pension, qual li dete domino Franco, et el vescoado di Cividal valeva ducati 700, etc. Et fo ordinato scriver a Roma, per collegio a l’orator nostro, digi al papa non li toglii li altri soi benefizii. Et ringratiù il collegio et si partì ; ma prima disse zercha madama Zuana soa so-rela moglie di domino Zuain Batista Malaspina fiol dii marchexe Gabriel di Josdinovo, qual per mali portamenti l’haveano apresso di lhoro fradclli di Rossi, pertanto voriano la dota eh’è ducali 4000 zoè segurlà di averla et lo alimento di Villabona sul veronese eh’è di predilli Malaspina, vai ducali 15 milia. El fo consultato quid respondindum, lamen li Malaspina liaver favori, nihil conclusum. Da Roma, di l’orator eri venuta, di 13 fin 15. Come havia ricevuto le nostre di 8, con 1’ hordine comesso debbi ringratiar il papa esser cussi caldo in benevolentia con la Signoria nostra, et con le nove di le lettere intercepte scrivea il ducha di Mi-lan in Germania dimandando ajuto dal re di romani, e quello disse al nostro orator al partir suo da Mi-lan: unde fu dal papa a bore 22 a dì 13 et li comu-nichoe tutto, qual have gran piacer, dicendo pur si fazi presto. Et li disse haver lettere di 5 da Liom dal ducha di Valentinoes. portate con pericolo di esser impiebato per uno stafìer in la stafa dii cavallo, qual fu preso da li comessarii dii ducha a Novara et have alcuni scossi di corda et fo menato a Milan quel zumo che entrò el ducha e il Cardinal Ascanio, qual si dolse et li disse recomandateci al papa. Et per ditte ledere, par, il re quel zorno partiva per Castel Romorantino e andava da la moglie con 10 cavalli, et lui ducha andava con 5 cavalli, starà 6 over 8 zorni, poi ritornerà a Liom per andar in Aste; et a Liom à lassato il Cardinal Roani con la corte e volea andar quasi per stafeta, et che di questo il papa fo di malavoia perchè non veniva all' impresa ; et esso orator nostro lo confortoe dicendo : Sanale pater è re che quello promete observa sicliè non è da dubitar. Item, il papa li disse : el re ha voluto li pagemo 200 lanze promesse, et ge le daremo, el ducha è liberal trovaremo quanti danari el voja pur el re vegni in Italia. Demun intrali in la materia di lo epi- scopato di Trevixo dovesse conferir al Rossi bene-, merito di la Signoria nostra, disse soa santità: serno contenti; et ordinò al Cardinal Capua lo promovesse in concistorio ; ma disse qucli beneficii l’ha, zoè 1’ A-batia di San Grisogono da Zara, li dà ducati 400, et P archidiaconato di Padoa voi dar a li soi. Item, dii vescoà di Cividal di Bellun non voi aspetar raco-mandation di la Signoria nostra, dicendo promuo-veremo uno sarà a grato a la Signoria ; videlicel scrive l’orator è domino Bortolo Trivixam protho-notario a requisition dii Cardinal Michiel, et etiam de altri cardinali. Item, scrive in materia de li fanti vieneno, quali voleno ducati 200. Et scrive come hes-sendo a ragionar col papa, soa santità fo chiamato dal Cardinal Alexandrino, et soa santità fa questo per l'uzer il troppo aldir, et esso orator si partite, eie- Da Napoli, dii’ orator nostro, di 7 et 11. In la prima haver ricevuto lettere zercha il re si < xtegni far che Colonesi molesteno il papa, ah ter si aricordasse di le nostre parole si nulla li interveneria, unde a dì do fo esso orator a Ischia da soa maestà et expose il tut- 425 * to, qual soa majestà disse doman saremo a Napoli, et quella li disse harà inteso don Alfonso, idest ducha di Bexagne, è partito di Roma voremo saper prima da lui qual cossa poi vi rispondessemo. Or tandem li disse in risposta : come era fiol di la Signoria nostra, e ringratiava deli aricordi, et che ’1 papa li era inimico e cercava ofenderlo, et ha mandato il fiol in Franza e voleva sua Boia, qual non la volse dar perchè li reali di Spagna lo consejono, et etiam volse il reame suo dal re di Franza, el che ’1 papa teniva Teracin:i loco suo, et suo fiol in Franza havia fato licentiar li soi oratori, tamen che Colonesi non leva fanti solum si ineteva in hordine per la prestanza abuta, et voi esser bon fiol di la Signoria nostra. Poi li disse aspe-tava don Alfonso lì a Napoli, et li baroni bona parte erano zonti, zoè el principe di Bisignano, el ducha di Melfi etc. Per l’altra di 11 : come era zonto uova lì che domino Zuam Batista Carazolo è stato fato capitano di le fantarie nostre, tulli laudava dicendo è homo degno. Itevi, uno Vincenzo di Mele zentillio-mo neapolitano cognato di Zuam Paulo Manfrom era stato da lui, dicendo voria venir a stipendio di la Signoria, qual à cavali 400, eie. Item, a dì 10 zonse uno secrelario dii Cardinal Ascanio, crede sia venuto per solicitar il mandar de’ Colonesi in Lombardia in aiuto dii ducha suo fratello, et esser venuti lì tutti li baroni exepto il conte di Populi, qual era restato di venir per la contagione di morbo è nel suo paexe. Da Rimano, di Zorzi Franco secrelario, di 15. Come quelo signor era satisfato per haver auto 1/