483 MCCCCLXXXXIX, FEBRHAJO. 484 dice esser de lì, quali sono questi, quali fono lecti in collegio et dato sacramento nulla si dicesse, eie. Pelicione fata al spirito di Ferrara, con la risposta. Si il papa morirà questo anno et chi li succederà. Risposta : E1 papa morirà in questo anno del mexe di novembrio, et li succederà San Piero in Vincula. Pcticion : Si venetiani perderano Pisa. Risposta : Non perderano'venetiani in questo anno l’impresa di Pisa nè in li altri. Peticion : Si el re di Pranza vegnirà questo anno in Italia, et si venirà si vincerà. Risposta : Non venirà questo anno in Italia ma ben del 1500. Petidon : Si farà guerra o pace con el ducha di Milani et la Signoria in questo anno. Risposta : Si farà guerra con el ducha di Milan, la Signoria rimarà di solo. Peticion: Si il ducha di Ferrara vivente averà il Polesine. Risposta : Non deve haver in vita soa el Polesine. Peticion : Si il ducha di Ferrara anderà avanti pasqua di resurection a Venecia et andando la pace si concluderà. Risposta : El ducha è per andar avanti pasqua di resurection a Venecia, ma non la potrà concluder perchè la Signoria voi troppe cosse per danni e interessi. Petidon : Si don Alfonso si mariderà in questo anno et chi sarà sua moglie. Risposta : Non pierà moglie questo anno don Alfonso ma ben P anno seguente, e torà la ila dii re di Spagna. • Da Palermo di sier Lorenzo Miani consolo nostro, di 31 zener. Come a dì TI vene la barella di la nave di sier Alvise Contarmi Minoto, patron Stefano Schiavo, con homini 23. Disse eh’è mia 30 de lì a l’ancora una barcha dii marchexe di Cotron con homini 400, sora la qual era Piero Navaro, la qual barca li lo data per il re di Napoli per P acordo di la Rozella ; et uno mio luntam li Irete artilarie et il patron butò la barcha in mar e sono venuti lì a Palermo; non è restato niun in la nave se non tre pas-sazieri die non volse abandonar la roba. Et dita bar-za si scorse poi sora il porto di Trepano, presa che ebbe ditta nave Contarina. Item, come si ritrovava la nave Marzolla, va a Majoricha, di bote 1400; li fece saper questo, el qual patron sier Sebastian Mar-zello fa poco conto di la ditta barza corsara. Item, zonto lì esso consolo trovò la nave Donada, zoè quella di sier Andrea Badoer fu presa da le galie del viceré, e lui andò dal viceré richiedendo la nave e li de’ alcune suplication; fo rimesse ai maistri rational; tamen non ha potuto esser spazato ; e per zornata vano quelli vendando le robe di dita nave : si dice hanno scritto al re, aspeta -risposta. Item, de li bi- scoti comprò suo fratello Sebastiani, a chi Dio perdoni, sono li et si guastano. Item, dii danno pagò per il soracomito nostro dalmatin Francesco Griso-gono, qual fo ducati 1200. Et noto pur, a dì 7 fevrer esso vice consolo à nova che la dita nave Contarina presa in porto esser sta disfornida dal corsaro e brusada. Et è da saper la dita nave andava a Jeviza carga di legnami per tornar con sali, e le do parte era di dito sier Alvise Contarini, et una parte di sier Piero Baxadona quondam sier Antonio. Da poi disnar fo consejo di X con zonta. credo per Piero di Medici. A dì 28 fevrer. In collegio fo aldido sier Alvise Zustiniam q. sier Marco, dolendosi zercha la pena volea pagasse per una partida etc. sier Francesco Foscari sora i banchi, et fo fato etc. Veneno do savogini con Antonio di Mastelli san-ser, con lettere dii ducha di Savoja, date a dì 15 zener in Zenoa, et dice al principe nostro fratri carissimo : scrive haver inteso el fiilir del banco di Garzoni, uno di quatro, et che si facea gran meyaveja, e curn sii che Piero Corna et Eustachio Scarona haves-se danari dentro come nel più sicuro di tutti i altri, prega la Signoria li fazi pagar e far justicia, oferen-dosi far il simile. Item, lettere dii Bastardo di Savoja data ut supra in loro recomandatione. Et il principe li fe’ risponder in franzese per Zuan Piero Stela secretano, come la Signoria non ha da far in li banchi, tamen el banco non è falito e steseno di bona voglia che dapoi pasqua comenzerà a pagar. Vene il cavalier Orsino per nome del signor Bortolo d’ Alviano con lettere di credenza ; diman-doe la sua compagnia fusse ben refata; et li fo deto bone parole per il principe si faria. Vene Porator di Urbim. Il ducha recevete lettera nostra che piaceva lui fusse partito da Bibiena e che oferiva il stato etc. Poi dito orator disse havia fato 193 * questo, se li soi restassero in Bibiena, li facea perpetua inmunità a cadauno, et cresuto previsione a domino Zuan Batista Carazolo, sichè fa il dover. Fo ringratiato dal principe di tal bone opere. Vene Zuan Alberto di la Pigna con lettere dii signor ducha a lui drizate da Ferr&ra di 26, le qual le trovò in Corbole. Dice come fiorentini, inteso la liga, feno sorastar la venuta di soi oratori, dicendo non sarà la Signoria di quel voler etc. Et esso ducha per stafeta li mandò a dir la Signoria nostra era di quel animo e ben disposta, unde verano, e zonti lì, subito si partirà per venir qui. Et esser zonto a Ferrara domino Leonardo Bota, orator de Milan per venir con lui. El principe li rispose esser la Signoria