1577 MCCCCLXXXXIX, SETTEMBRE. 1278 Da Lion, di l’ orator nostro .tier Antonio Lore-dan et cavalier. Vene lettere date a Lion, a dì 29 avosto, primo et do de l’instante. Come il re tornò lì a dì 31 avosto, et le bone parole usoe a esso ora-tor, dicendoli fiorentini et zenoesi voi esser con soa majestà, comunicholi le nove havia di soi oratori aprésso sguizari et dal re di romani stati per pacificarli insieme, et li scrivono formavano li capitoli di la pace. Item, dia venir dal roy li oratori dii ducha di Lorena, el ducha di Geler et li altri doy, come per avanti scrisse ; et soa majestà voi venir verso Italia, si partirà per Garnopoli, et li à despiacesto la crudeltà usata per francesi in Alexandria ; et mandoe la copia di una lettera havia scritto el signor Con-stantin Amiti a soa majestà di le nove etc. Et ha scritto a Roma et al ducha Valentinoes, il pontefice debbi scomunicar quelli darano ajuto al ducha di Milan. Item, esser venuto a la corte uno novo nontio di Mantoa. Dii campo, di prooedadori date a Sm Martin, a dì 9, hore ima di note. Come quel zorno a bore 23 li fono portati li capitoli di Cremona : tolseno tempo a risponder doman. Dii capitano ili le fintarle Zuam Batista Cara-zolo, di 8 in campo a San Marlin. Si aiegra con la Signoria di le victorie, si offerisse andar per tutto over in terra over in mar per servicio nostro. Di Ferrara, dii vicedomino, di IO. Scrisse quello voi exponer il Cardinal legato, qual dice starà 8 dì qui, ha con Ini domino Anzolo da Tioli secretorio pontificio. Item, el signor ducha è molto di mala-voja, sta come perso, manda uno secretano al re ili Pranza. Item, lui vicedomino, Antonio Guarnieri. Ilem, à nova il campo de’ fiorentini si lieveno de l’impresa. Item, che sguizari, inteso il re di romani volea includer in la liga el ducha de Milan non vo-leno far nulla. Item, el protbonotario Carazolo stava col Cardinal Ascanio, qual è a Bologna, à ditto il Turco esser sta causa di tutto il mal. A dì 12 septembrio. In collegio fo prima letto queste lettere: Di campo, di provedadori, di IO, hore 19 date cipresso Cremona. Come mandavano li rapitoli conclusi con la risposta lhoro, quali sarano qui avanti posti, et come si ponevano in bordine col illustre governador, orator francese et condutieri di far quel zorno honorata intrata in Cremona. Et mandoe una lettera scritta per misier Zuam Jacomo Triulzi et monsignor di Lignì et monsignor di Beu-monte orator regio, et li in campo scritta, a di 8 in campo regio apresso Milan : come erano sta avisati di successi per la venuta dii capitano monsignor di Celant, vien dii nostro campo,'oferisseno le zente in ajuto di la Signoria nostra. Item, hanno ricevuto nostre lettere in la materia dii conte Filippo di Rossi, al qual hanno fato comandamento fazi ritornar li balestrieri mandati in Parmesana, et non se impazi in quelle cosse : à risposo cussi farà. Item, dirò quello fo'ditto: il campo nostro esser bellissimo di squadre 75. Di Lion, di l’oraUrr nostro, di 5. Come à lettere, inteso il roy il prender di Parma, Piasenza et Pavia et la fuga dii signor Lodovico, et misier Zuam Jacomo fin do zorni dovea intrar in Milan, havia deliberato doman, eh’ era a dì 6, partirsi di Lion per venir a Milan, et lui orator era stato quella mattina a cavallo a messa con soa majestà cavalcandoli apresso, et si alegrò assai di le victorie, disse oferimo l’exer-cito nostro in ajuto de la illustrissima Signoria, et acadendo torà le bombarde nuove, grosse per bombardar il castello di Milan, et aricordò fussé lato pro-cession ; et cussi soa majestà havia ordiuà per tutte le sue terre fossino fate; et l’orator li disse, vede la majestà vostra l’illustrissima Signoria non obstanle habi l’armada dii Turclio a l’incontro potentissima, pur à voluto far quanto era ubligata: et cussi il re confirmò. Item, el conte di Cajazo par sia venuto lì per oferir Zenoa al re ; et li oratori di soa majestà al re di romani mandati per l’acordo de’ sguizari a dì 4 doveano esser insieme, et sguizari par non siano renitenti. Item, è venuti a la corte li oratori dii ducha di Lorena, il roy si parte, va a Garnopoli poi a Genevra. • Di Brexa, di reclori. Di certo aviso auto : come el ducha de Milan fo a Tyram con tre cardinali, vide-licet Ascanio, Sanseverin et Ferrara, et un episcopo, el marchexe Hermes, misier Galeazo di Sanseverin, misier Alexandro Sforza, el conte di Melze suo l'ra-delo et domino Marco da Martinengo con 200 stra-tioti et 50 balestrieri a cavallo, il resto di le zente havia l'hano abandonato per non liaver danari. Da Ravena, dii podestà, el capilano date al passo de Mailrara, a dì 9 a hore 18. Come era zonto lì, et trovò Jacomazo da Veniexia ferito in una cossa da uno pasador, qual era rimasto solo con Colla suo liol et Meleagro da Forlì a quella impresa. Et eri nel borgo di Codignola andate ditte zente per alo-zarvi con homeni d’arme, 50 dii signor di Faenza et 50 balestrieri a cavallo et quelle zente dii signor di Rimano, et piantate le bombarde, ussite a hore 8 zercha 200 fanti di la terra volendo tuor l’artilarie nostre, et quelli di Faenza el Rimano fuziteno, lui