MCCCCLXXXXlX, aprile. G4t> Secho Tuzo di Costanza, et li Colesehi : come erano lì con le compagnie, voriano danari, etc. Da Spalato di sier Marin Moro conte, di 13. Come per le incursion fate per turchi su quel territorio, era sta menado anime via nel paexe fo dii du-cha Stefano, e non si trovava niun volesse andarle a recuperar, perchè erano malmenati da’ turchi ; or venuto lì el conte Zorzi Marchovichy, conte di la Graina subdito dii Turcho e amico di la Signoria, col qual esso conte si dolse, et ditto conte Zorzi si offerse acumpagnar li messi fino a li voyvoda de Most et Mostichii, et cussi mandati recuperò 16 anime tolte nel conta di Sibenico per turchi ; eliam dito conte Zorzi andoe in persona e recuperò altre cinque anime, e li voyvoda scrivesseno a lui conte di Spalato dovesse scriver a li lochi dove manchava anime subdite di la Signoria nostra venisseno a dir le anime li mancha le faria restituir; et cussi havia scrito. Et me aricordante fo dato risposta a la lettera, laudando esso conte di tal operation, etiam el conte Zorzi. Et el capitano zeneral disse in collegio non poteva compir di armar la sua galia che era gran cos-sa, licei fusse la parte per 6 mexi, e la galia dii ze-ncral, e fo termina d’acordo tutto il collegio darli domenega il stendardo, e che le galie altre andaseno a compir di armarse per la Dalmatia, e fo consultato de modo, etc. Vene sier Sebastian Zustignam nel levar di collegio, exponendo consit fusse sta electo, alias orator al re di romani e comandato si metesse in hordine, unde oltra le altre spexe dete dii suo a’ provedidori assa’ danari. Itevi, che havia speso ducati.., per questo pregava la Signoria li facesse dar: et-li fo risposto desse in nota la spesa etc. Vene sier Vicenzo Barbaro, fratello di sier Jaco-como, era castelan dii Scojo di Brandizo, e disse zer-cha i salii di Brandizo etc. Da poi disnar fo gran consejo, et fato capitano in Cypro sier Marco Barbo fo consejer, qual refu-doe, e poi fu fato sier Troylo Malipiero fo governa-dor de l’intrade q. sier Marin, et aceptoe. A dì 24 aprii. In collegio, prima fo lecto una ledi misier Urbam di Al bit, orator di Monferà, mandava una lettera di misier Marquardo di Brisich data a di primo di questo a Yspruch che li scrive a lui voglij dir a la Signoria nostra li dagi quello fu promesso a li soi per le investiture abute da Federico terzo Imperator, qual non fu mai li privilegii pagati, perhò lo pregava fusse suo comesso a rechieder questo a la Signoria. È da saper questo misier Marquardo è de’ primi apresso il re di romani. Vene li oratori fiorentini, e dissello haver lettere da soi excelsi signori : come havendo mandato a dir a’ pisani volesseno ubedir il laudo, pronietendo etiam farli miglior pali, quelli non voleno, imo hanno mandato oratori a Zenoa e in Franza, e più a Roma, in questa terra e Milano hanno electi oratori : perhò pregavano la Signoria volesse confortar pisani a star quieti; et fono'mandati fuora e consultato di la risposta, li fo poi ditto ; nifi haver leva lo nostre zente le qual, zìi dieno esser in caniin, e haver scrito lettere a Pisavoglino asentir, et che eliam, conforte-vemo fiorentini a far con desterità, et venendo qui soi oratori sapremo ben che dirli ; e poi dicti oratori disseno haver auto risposta zercha quelle robe tolte a Berga, che soi signori haveano mandato a intender la cossa, et di l’homo d’arme relento a Forlì à scrito sia cavato. Vene l’orator di Milan; et le’ Iezer una lettera dii suo signor, di 19, in conformità di quello scrisse l’orator nostro; et poi dimandò di gratia per nome dii ducha, et mostrò la sua lettera la Signoria lasas-se trazer alcune artilarie fate far a Brexa, qual fono tolte hessendo lune sier Marco Sanudo podestà,' che è qui in collegio. E li fo risposto per il principe si vederà il processo et arasi information, et ringra-tiato il suo signor di le parole. Vene l’orator di Napoli, et disse : come el signor re suo havia abuto uno fìol maschio. Ilari, che Zuam Antonio Cenliglìa: per haver il castello suo in Calabria, don Cesare li dete una barza qual ribello al re, siche si fa danno el suo re non ne à colpa, poi querelò di avogadori per certi azali non voleno Piero Mar-tinez consolo trazi ; et fo mandato per li avogadori, partilo esso orator, qualli si difeseno : et parlò sier Lorenzo di Prioli dicendo haver fato justa la leze eliam perchè Lucha Arian dazier dii ferro si era venuto a doler di questo. Vene sier Albani Darnier patrona di la nave, dolendosi di sier Lodovico Griniani proveditor sora l’arsenal non li voleva dar un.a bombarda grossa, et al dito sier Lodovico preditto fo ordinato la ge sia data et expedì dii resto. Et fo ordinato di andar (re de nui savii ai orde-'ni al bersagio col pagador a l’armamento, a far li balestrieri di do galie sotil, zoè Mezo et Pasqualigo et butade le tessere tochò al Barbo, Trivixan et mi. Da, Castel Delze di proveditori, di 20. Come li Spagnoli erano venuti da lhoro a dirli gran cosse con brute parole, dicendo che la Signoria li havia ditto haver in campo ducati 50 milia, el non voler pagar lettere di cambio-, et essi proveditori si