MCCCCI.XXXXIX. MAGGIO. 676 por li rasonati uno conto. Item, sia fato certe prodarne, et con la lettera di la consignatiom di tutti rectori debbi prontar il recever de le munition sotto pena di ducati 500; e questa parte sia messa in le comissiom di lutti rectori da mar. Et bave niuna non sincera, una di no e lutto il resto dii eonsejo di la parte, e fu presa, et fato le lettere per tutte le terre nostre da mar. Adì 4 inazo. In collegio. Vene sier Francesco Gra-denigo, qual aceptò il parlalo di armar la sua nave per servir la Signoria nostra : tutti i altri veramente refudò, la nave Vendramina era intrigata per molte iniromissiom, eliam per il debito di l’oficio di le ra-zom nuove et la nave di sier Marco Zustignam nolizò a pelegrini etc. Vene sier Beneto Zustignam q. sier Pangrati, dolendosi esser disfato per esser cargato, non voleva dar la sua nave et portò ducati 500, qual disse deva a la Signoria volentieri et prestava la nave per uno anno et la Signoria l’armasse, et non voleva el pardo preso; or li fo dati li danari indrio. E consultato in collegio, sier Marchio Trivixan oferse ducati 1000 havia d’intrada, et ducati 1000 di contadi impresterà a la Signoria, e tutti doveria far cussi e ajutar la terra a questi bisogni; et sier Filippo Trum parlò, dicendo voi prestar ducati 4000, di la procurai ia, et lamen nihildecretum fuil. Fo parla- lo di tuor danari in prestedoa li ciladini et ubligarli a quelli impresterà por il Consejo di X alcuni depositi. Vene l’orator di Ferara, qual voria la letera dii trar di stera 1000 di formento, et perchè era sta su-spesa per il principe, fo ditto non si poi far senza i provedadori di le biave etc. Vene l’orator di Urbim, qual si scusoe di la cossa fata in el loco dii Monte, per causa dii signor di Iti-mano etp. Risposto ut supra. Vene il fratello dii soracomito di Cataro nominato Tritòli, dicendo: non voleva la galia fo dii ze-neral Grimani, per non esser bona, et fo ordinato li fusse data un’ altra picola. 266 * Da Roma, di sier Hironimo Donado iloclor ora-tur, di 29 aprii. Comò havia ricevuto letere nostre in materia dii perdon di la Sensa. Saria col papa, et crede non otenirà per haver suspeso in ccem domini li perdoni dati, et darà in medio jubilei. Quella ma-tina era sta concistorio, fo parlato di l’armata tur-chesca, et il papa disse la Signoria feva più di quello era bisogno per rispetto di le cosse di Franza, per il capitolo è dentro, et tra il papa et Àscanio fo assà parole in materia ili Pisa, perchè il papa dava spira-culi a’ pisani, et Ascanio laudò la Signoria haver con- sentito questo adalamento, et disse la Signoria e suo fratello dueha avrano bona intetìgentia ; fiorentini stano di malavoja, dubita di novo garbujo, et il Cardinal di Medici è stato di note col papa, abuto bona mente: lamen, quelli