491 MCCCCLXXXXlX, MARZO. 492 concluderà, et il papa voria qualche buso per suo fiol duclia di Valentinoes, et disse questa liga sarà commodo et utilità di la Signoria; et di Fabricio Cotona altro non intende. Dal consolo di Napoli, di 16. Nara il caso dii corsaro Piero Navaro dii haver preso la nave Conta-rina et brasata in porto di... El qual corsaro è disperato et è in la Fachignana et ben in bordine, voi far gran danni. Et à preso, è sta ditto, una nave di Alvise Zanzes di botte 500. Item, la nave Marcella a dì 4 era a Palermo, non havia auto l’ordine di la Signoria nostra; ma ben havia inteso de lì dovea i 96 ‘ andar a Corfù, pur quella note partiva per Chatelo-gna; et che la nave del Zanzes carga di tormenti el formazi andava per Zenoa. Item, esser brasato lì a Napoli il monasterio di ^monache di San Gregorio et la chiesa. Et che ’1 patron di la nave Contarina, vien qui. lntroe li cai di X in collegio ; et poi disnar fo consejo di X con zonta di collegio et altri, judicho zercha quello à exposto Piero di Medici che tramava adatamento con Paulo Vitelli etc. Et tre savii ai ordeni, zoè io Marin Sanudo, sier Marco Molili et sier Vetor Capello ; sier Alvise Lon-go proveditor sora l’armar, et sier Francesco da cba Tajapiera pagador, fossemo mandati a San Zanepolo al bersagio, a far li balestrieri di do galie sotil, so-pracomiti sier Marco Contarmi et sier Antonio da Canal, et ne missi in mia parte numero 11 di 40 che fo fati, et servili questi: sier Francesco Zorzi, sier Santo Bragadin, do sier Piero Balbi fo de sier Be-neto, sier Bernardin Zustignam, sier Sebastian Lo-redam, Zuam Piero Stella, Bernardin di Anibrosii, maistro Francesco Barbier et do altri etc. A dì 3 marzo. Iu collegio vene domino Urbani d’Alba orator di Monferà, et mostrò lettere di Etor di Montenalt compadre dii signor Costantin Amiti, data a dì 20 fevrer in una terra in Franza. Li avisa-va che per nome dii roy havia ditto a l’orator nea-politano andasse via del regno, nè stagi più di una note per luogo, et non scriva lettere a ninno di la corte, in pena di romperli il salvo conduto ; el li à dato uno vadi con lui. El qual insta di tuor combialo, et da madama Carleta, Ila dii suo re, con gran pianti tolse ; ma lui volea tuor conibiato dal re et da la rai-na, quali non li hanno voluto parlar, et dice li veni-tiani come lo saperano non serano malcontenti ; el che ’1 roy sarà a Bles, et il ducha di Lorena si aspe-ctava a la corte. Et poi leta la ditta lettera, esso orator disse del suo signor Costantin voi recuperar do castelli che li tien el marchese de Final, zoe Chari- sano et Oseria, et misier Zuam Jacomo lo ajuta ; à fato comandamento a le zente, et à mandato in scri-ptis dii roy die recuperi dicti castelli, et à intimato 12 zorni alilcr con le arnie li torà. Et à mandato a dir al ducha de Milan li lazi render dicti castelli. Et mostroe una lettera dii ditto signor Costantin in 'risposta di una lettera scritali per don Fernando de Toppo è a Milan, dice il ducha si duol dii signor predetto et questo non dia far : li risponde e fa il processo, et dice è passuto di bone parole et che le zente è a quelle lege. Et è soto scritta la lettera Costantinus Cominulus Marchionulis gubernator. Or dicto orator voria favori da la Signoria nostra. Li fo risposto per el principe consultato col collegio : si farà ogni cossa per esser certissimo il ducha li farà render come è raxon. Et .poi, partito el principe, disse detto orator eri sera fu da lui, et disse haver lettera da l’orator dì Napoli che si tramava una liga, zoè il re di romani, re di Ungaria, re di Napoli et ducha di Milan. Et voi far le noze el suo re di la sorela fo raina di Hungaria nel re di Ladislao presente; et che il re di Spagna dà ducati 10 milia a l’anno al suo re; et che ’1 ducha de Milan fa ogni cossa per romper la liga medesima. Et à avisi di Faenza che la liga dice amici di amici et nemici contra quos-cumque. D;i Milan di l’orator, di 23 fevrer. Manda lettere abute dal segretario di Monferà drizate al suo orator è qui, qual dice importa et voler prestar risposta, nè altro di novo nulla scrisse. lntroe li cai di X et steteno molto. Fo Piero di Medici venuto per caxa del principe. Et da poi di-snar fo gran consejo; et da poi consejo el principe con li consejeri savii et li cai di X se reduseno in collegio a consultar, scaziati tutti li altri fuora. Da Talamella di sier Lorenzo Zustignam, di 28. Il tempo esser molto cativo ; doman sarà in campo, abuto lettere di Castel Delze, et à ordinà a le zente non vengi di longo per esser tempi crudissimi. Item, à parlato con tutti, qualli condudeno esser impresa dìficile et maledeta, et tutti biastema le strade et non si potrà socorer Bibiena, et non 200 muli ma 500 non basteria a condur vituarie, perchè un zumo pio-vando è perso otto zorni. Da Castel Delze, di 26 a 27, di sier Jacomo Ve-' nier. Come è gran neve e tempi cativi ; il conte si duol et si dispera, si scusa etc. Ha per uno fante, vien da Bibiena : dice è pan per tuto marzo, vin per 10 in 15 zorni, zoè el signor Bortolo, il proveditor et il magnifico Juliano et alcuni contestabili. Manda li conti de li danari dispensati; lauda molto sier Sigi-