511 MCCCCLXXXX1X, esso orator esser sta divulgata la venuta dii ducha di Ferrara et oratori fiorentini qui, per tratar acordo, unde el papa stava suspeso dolendosi etc. Et eri esso orator fu con soa santità la sera, qual dimandò si havia auto risposta di quello li disse, et fece molte parole dicendo la Signoria nostra risponde mai ; et l’orator rispose quanto a la prima proposta non bisognava risponder perchè quando venti Sanclus San-clorum cessabit etc. : et conforta la Signoria si fa-zi etc., tanto la fazi il fato suo. Ilem, hanno termini dar concistorio luni a li oratori di la duchessa di Ber-tagna publico, et non come raina di Franza, et cussi par habi voluto il re di Franza. Ilem, di Franza il papa dice non haver nulla, aspeta con desiderio ; li Colonesi sono a’ lhoro lochi ; et dii signor Fabricio più nulla si parla. Et è nova in Zenoa che misier Zuam Adorno è andato a Milan, si divulga per gran cosse di quella terra. Ilem, esso orator procurerà di haver il brieve' dii perdon di Santo Antonio et poi quello di la Sensa ; ma quello di la Sensa have et quel di Santo Antonio no potè haver, come dirò di soto al loco suo. Ma è da saper era sta dato per il papa uno perdon plenario a San Zuam Grisostomo la terza domenega di quaresema per la fabricha di la chiesa, la qual si fa di novo : unde. el piovan lui con danari etc., osia come si voglia dir, otene la con-tìrmation, adeo al presente el fu. Da Castel Delze di proveditori, di 7. Ba mandato a tuor tutto quello è a Rimano ; ha dato la paga a 500 spagnoli venuti di Roma. Ilem, a 150 spagnoli, prima erano, adeo non hanno più danari. 11 conte di Pitiano si dispera dii tempo, dice esser pronto ma nulla si poi far. Ilem, hanno per uno homo d’ arme di l’Alviano, partito a dì primo da Bibiena : come hanno pan per un mexe e mezo, stano di bona voja ; ben è vero, da li capi in fuora, non hanno ojo, sai, ni aceto, et à fato la volta di la Pieve ; et dice inimici zoè Paulo Vitelli è lì asediato per la neve, si dispera. Fiorentini non ha fato alcuna provision di vitua-rie, lui convien mandarle a tuor da Civita di Castello, hanno fanti 2000 tra lì e li castelli, la più parte paesani, Frachasso è partito per Milano et 150 cavali di soi li è andati driedo. Ilem, come el conte di Pitiano mandava a donar certi presenti di fruti de lì, per uno suo, a la Signoria. Da Udene dii luogotenente. In materia di lanze, voi orzi ctc. Da Silhia di sier Sebaslian Trivixam rector nostro. Dimanda monition come par in la poliza, adeo quella terra è mal in hordine. marzo. 512 In questa matina in collegio fo balotà ducati 600 per la paga al signor di Faenza. Da poi disnar fo gran consejo, per far capitano in Barbaria, in luogo di sier Marco Orio acetoe capitano in Fiandra, quale dovea andar capitano in Barberia ; et fu fato sier Andrea Baxadona, fo capitano a Baruto. A dì 13 marzo. In collegio fo tagliato la balota- 204' tion fata nel collegio deputalo di le banche di la becharia in consilio minori, zoè tra meseri e consejeri introducente li avogadori di comun, qualli sono sier Antonio Gilbo et sier Fedrigo Trevixam etc. Vene Bortolo Rozom secretano dii vescovo orator di Milan et disse : come l’orator ditto era amalato, qual havia lettere dii ducha, che par nostri di Pisa habbi fato certa preda su quel di Piombili, et quel signor si à dolesto al ducha per esser suo homo : pertanto prega la Signoria li voglia far restituir. Et à scrito al suo agente a Lucha avisi di questo li proveditori di Pisa. Li fo risposto, per il principe, si vederà. Da Bologna di Antonio Vinrioera secrelario nostro, di 9. Come el ducha di Milan ha scritto a’ lu-chesi non si sbigotisa per la liga fata de more, perchè era salvà locho honorevole a lui ; et mandarà uno suo in Franza ; et che si trama un’ altra liga non mancho honorevole di questa. Ilem, re Federico ha fato governalor di l’Aquila li Colonesi, e sarà in proposito di esso ducha. Ilem, dimanda stantie per le sue zente d’arme, per conservation di; Italia ; et dice poi che dicti Colonesi havendo tal governo dominerà da un mar a l’altro ; et Iuchesi li ha risposto non poter darli il passo ni stantia a le zente. Ilem, esso ducha ha mandato uno suo secretarlo a Forlì. Ilem, el conte Carlo Sforza è ditto esser sta scaziato dii regno, perchè volea tegnir con la Signoria nostra. Ilem, Fracbasso de lì via passò con li cavali scorticati ; disse Bibiena non si poi tenir, et fiorentini spera recuperala 1’ arano 1’ exercito nostro si dissolverà ; et che Ramazoto contestabile nostro ha scritto de lì, et suo nepote venuto lì ha ditto, la Signoria nostra ha 7000 fanti et poi dice menliendum est quia dies mali sunt. Et ditto nepote ha ditto che cessa le neve de lì, el conte dì Pitiano si spingerà avanti a dar so-corso a Bibiena. Ilem, quella sera a dì 9 erano zonti lì li oratori fiorentini, da matina si partiiano per Ferrara. Da Brexa di reclori, di 9. Zercha cosse di l’arse- ■ nal. Et manda ducati 1500 scossi mediante Yetor di Zuane Scodela per la Signoria nostra. Eliam sierZu-liam Gradenigo proveditor di Salo scrisse, non fu leta.