1029 MCCCCLXXXX1X, AOOSTÚ. 1030 zieri ; el cussi fìci balotar sfera 100 biseoto per la forteza di Almiza. Vene do oratori di Sibinico, diinandoe una fusta et più fanti per custodia, fo comessa ai savii di or-dem la expeditiom. Vene do oratori di Trau, dimandò biseoto per il castelo di Vituri, et cussi fo balotà darli stera 25 biseoto. Et è da saper, io Nlarin Sanudo fu causa di la expedition di questi oratori dalmatini, quali subito fono spazati acciò tornaseno a caxa, et non desse spexa a le lhoro comunità. Vene sier Nicolò Pasqualigo, q. sier Vetor, fo ai X oficii, et volendo suo suocero sier Francesco Marzelo fo eonsejer sia depenado da palazo perebè ozi si fa proeurator, voi depositar eie. Interloquen-dum disse al principe : si, sì ve vojo ben serenissimo principe, unde ne ho voluto far qui nota per esser cosa ridieulosa. Veneno li do oratori di la comunità di Verona, ai quali fo dato audientia, zoè domino Zuam Bevi-laquu cavaliep, et domino Alberto de Albertis do-tor, esponendo con tra sier Hirouimo Capello stato provedador per le camere, per certo bordine fato, etc. Unde per la Signoria fu comesso a li cai di X debino realdirli un’ altra volta. Da poi disnar, fo gran eonsejo, vene il principe, et li oratori di Pranza quali li sentono apresso. Lemy domino Piero Dentize nontio di monsignor di Lignì et domino Jacorno da Nolla secretano dii conte di Pitiano, eliam vidi framezo i banchi come nostro zentilhomo vestito, lumen a la greca, el conte Zorzi Zernovich ; et fu fato proeurator di San Marcho sopra le comissarie de ultra canal in luogo di sier Nicolò Liom a chi Dio perdoni, et rimase sier Marin Liom fo capitano a Padoa, q. sier Andrea procura-tor, et fu di 4 : questi ditto sier Marin Liom, poi fo soto sier Marin di Garzoni fo podestà a Padoa, sier Marin Venier fo podestà a Padoa, sier Marchio Tri-vixan fo capitano zeneral di mar, solo di 4 fo sier Marco Antonio Morexini el cavalier, et andò meglio di sier Polo Barbo, ergo etc. Et fu fati tre cai di se-stier, nè altro fu fato, et compito di balotar tutte le voxe, et fossemo a balotar li 4 numerati 14G5. Lem, vene alcune lettere di Brexa di novità di seguito a Cremona. 398 ' A dì 7 avosto. In collegio vene uno messo dii principe di Rossano introduto per sier Marin Grili, et disse el principe preditto esser in uno schierazo zonlo hora in questa terra, et presentò una lettera di sier Piero Nani governador di Otranto, di 17 lujo : avisa la Signoria di la venuta di esso principe de qui. Et li fo ditto per il principe dovesse dismontar et domai) se li daria audientia, et ordinato mandarli alcuni zentilhomeni condurlo in collegio; el qual principe smontò, et per li soi parenti li fo preparato la caxa di Venieri in calie di le Rasse, et vene con persone 30. La condition sua, dirò di sotto. Veneno li oratori di Franza, et disse; haver serito lettere al roy pregando la Signoria le mandino, et che lui monsignor di Beumonte si voleva partir do-man et anderia a Brexa, et cussi tolse licentia dal principe et dal collegio, el partì con quel capitano monsignor.....era quivi con lhoro, et li fono dati lì ducati 200 per le spexe di uno mexe, et scritto a li nostri rectori dove el passava lo honrasseno, et al provedador che in campo lo meli di sora. Da, Crema, di sier Hironimo Liom el cavilier, podestà el capitano pici lellere, di 3 el 4. Come eri el conte di Cajazo con 30 cavalli vene da l’Abacia di Ceredo, et passò sul eremasco, tamen poteva far altra via per andar a Sonzin, el passò mia tre apresso Crema, et li fo ditto cavalcando era in mezo de paludi, et per alcuni contadini li fo dimandato si erano seeuri et s’il ducila romperia, risposo il ducila non comenzerà a romper si la Signorìa non comenzerà prima. Ili-m, in Lodi esser inlradi fanti 150 sotto Pauleto Albanese, et in Bordolam fanti 150 sotto uno contestabele chiamato el Malo, et uno altro non sa il nome. Et per l’altra de 4 : come per uno mandato a Cassam, et era intrato in la ridia, referisse esser burchiele, el si conzava, et erano preparate per far il ponte, qual non era fato ma si poi far subito. Lem, haver parlato con uno di quelli, et è deputadi sora Ojo questa zelile d’arme, zoè: ho-meni d’arme 1000, el conte di Cajazo 100, ìriisier Francesco Bernardin Visconte 100, misier Marco da Martinengo 100, dii re di Napoli 400, domino Ha* nibal Bentivoy... domino Scaramuza Visconte 100, et che misier Francesco Triuizi, è comissario a Mo-zanega; et come uno era sta cazalo di Alexandria qual è poi sla lato prexom per ditto Triuizi a Ahli-gnano, poi l’à menà a Brignano, deiniin fo con* duto a Capavazo, el qual citladin di Alexandria à nome Caxavillano. Lem, per un’ altra lettera di 4, zercha Zuam Mato contestabele, qual si doleva era sta dà a Bergamo a Pini da Bergamo do page, et a lui si poche, lumen esser parlilo con la compagnia, et andato fin a Brexa. Di Beryamo, di rectori di 4. Come, per do bergamaschi venuti di Franza, hanno inteso haveaim scontrato in camino 60 carde di balote, et 300 pezi