mcccclxxxxix, marzo. voi una zornata di audientia dal papa, e cussi lia ditto pubblice et voi far cognoscer chi è suo amico, eh’ è ’1 ducha di Milan, et ditto dueha fa instantia con il papa per via dii suo orator si risolva di la liga per saper quello habi a far, et soa Santita va scorando, et per questa pace si trala con fiorentini sta perplexo, et si non havesse il iìol in Pranza si acorderia con Milan. Ilem, si aspeta uno orator di Spagna episcopo, et quelli altri sono lì non vano fuor di caxa, et Gracilasso orator vcchio non è ancor partito, non ha auto licentia da’ soi reali. Ilem, da Fiorenza di 7, si ha li oratori lhoro parlino per Venecia. Di Napoli dii consolo, di 2. Nulla da conto, per non esser ivi la corte. Poi 1’ orator nostro dice che con il re suplisse solum. Scrive zercha la nave Marcella; à lettere di Palermo dì 10: come quel zorno la partì per Chatelogna. Ilem, con una barza francese erano venuti alcuni lì a Napoli, quali haveano lassato robe in salvo, non le hanno trovate. Ilem, la nave di Liesna si rupe a Ischia, e otene da la raina mandato che tutto quello si recuperasse di ditta nave fusse salvo : provede. Di Spagna di sier Zuan Budoer doclor, orator, date in Ochagna a di 22 fevrer, venule per via di Zenoa. Come le regie altezc a dì 4 ditto si partino per Madrid, mia 40; et la raina stedo zorni et partite, qual bessendo amalata ritornò a Ochagna et fo a dì 7, et cussi fe il re et li oratori pontificio, milanese e lui bessendo in camino eonveneno ritornar lì a Ochagna, et la raina sta mejo, el principe era alquanto indisposto, et per lhoro sanità si havia fato processione. Et a di 11 zonse li do oratori di Bertagna, venuti per alcune caravele, a dì 13 ebbeno audientia. Ilem, erano venuti alcuni mori di Granata per la renovation di privilegii. Ilem, si aspetta uno orator dii re Maximian, vien per condur la principessa sua fìola via di Spagna. Et che la diferentia dii gran con-testabele e il ducha di Nazara era sta adatata ; et il conte di Nevola nepote dii gran contestabele fo ban-213 dito, e poi do cavalieri di tultc do le parte tra lhoro fono a le man, e seguite certi rumori. Et che ’1 non-cio dii papa non scrive lettere per il presente corier perchè il re non voi scrivi al papa. Et el doctor Angui era stato da lui a dirli da parte di le regie alteze : come uno biscayno si adoltò di una sua nave fu presa per sier Bernardo Zigogna capitano in Barbaria, voi venir in questa terra, pertanto-le regie alteze voleva esso orator scrivesse in sua recomanda-tione a la Signoria nostra. Li ha risposto la Signoria nostra non voi corsari et è gran soi nemici, ma ha-vendo questo ragion venga che non li mancherà di justicia, e tome» li fara lettere, qual venirà presto. Ilem, aricorda il dazio di li arzenti, et che ha solum lettere di cambio per mexi 6, et è zà mexi 5 eh’ è fuora, nulla sapea di la licentia. Da Cadore di sier Andrea Dolfin'capitano, di 14. Zercha legnami per l’arsenal, et per esser cossa pertinente a li patroni fono data. Da poi disnar, el principe andoe col bucintoro contra el ducha Hercules di Ferrara, fino a santo Antonio. Era questi oratori: Napoli, Milan, Mon-ferà, Rimano, el commandador di Cypro, Malipiero e altri patricii, non però ben in hordene, ma vestiti di scartato, et la terra non mostrò molta ale-greza, come quando vien qualche signor suol mostrar. Fu fato cinque paraschelmi, et H savii ai hordini li deteno a chi li piace, quali fono conzi con lhoro arme, et se li dà per la spexa ducati 5 per uno. Or il ducha dismontò a santo Antonio insieme con sier Fantim Pizamano podestà di Chioza, et altri patricii mandati incontra a Chioza e San elemento, era hore 21; non vene il vicedomino, come suol venir col ducha, et era insieme l’orator di Milam domino Leonardo Bota vestito di negro di pano, et li oratóri fiorentini domino Joan Batista Rodolfi et Paulo Anton Soderini vestiti di scarlalo, non ben in hor-dine, et il ducha era vestito di damaschin negro et bereta di veludo negro, Ha anni 78, lumen è ga-jardo ; et il principe lo acompagna: fino in camera in la sua caxa, e poi tornò con li piati a san Marcho, et li altri oratori andono a lhoro habitatione preparade. quel de Milan a la Carità et li fiorentini in calle di le Rasse. A dì 18 marzo. In collegio vene el ducha di Ferrara, con alcuni patricii, contra dii qual fue mandati, e sentato apresso il principe, avanti fo mandati tutti fuora chi non intrava nel consojo di X, si per dar più reputation come per veder si el ducha voleva dir alcuna cossa secreta, lamen disse come era venuto per obedir la Signoria in questa terra, et il principe li parlò in rechia di le cosse promesse etc. Rispose de si, et che saria con li oratori fiorentini per veder il mandato, lumen non stete molto, et poi disnar dovea venir li oratori fiorentini et esso ducha, tomen non vene. Da Pisa di proveditori, di 12, el etiam una di sier Vicenzo Valier. Replichano quello scrisse, nè altro da conto nè di farne nota. Di Asie di 14 a la Signoria scrile per domino Zuam Jacomo Triulzi. Manda lettere di li oratori nostri in Franza, venuti con la sua cavalchata, si ra-comanda, et si dà titolo comes el regius locumlenens.