67 UCCCCLXXXXVM, OTTOBRE. 68 poi obviar le vituarie vano in Fiorenza per Val di Amo; et al monte di l’A verna ha via posto 300 fanti per custodia : la qual nova fo perfetissima, e tutti li padri di colegio si alegroe di questo. Di campo apresso Villafrancha, di 26. Come si doveano levar et andar con lo exercilo a Bibiena. Et da Ravena dì 26 copiose, qual non fu lete. Et di quel Polidoro Tyberti si voria aconzar con la Signoria nostra, prometendo far statini provisionati. Da Roma di l’oralor, di 23. Come erano zonti do oratori hungari, qual exposeno al pontitìce dii Turche, poi torno in cosse eclesiastiche. E1 Cardinal Ascanio era in Roma, ma non va a palazo ; sta sul so, elium il papa non manda per lui. Item, come el pon-tiflce havia mandato un brieve al re di Pranza, voria Pisa l’usse messa in le sue mano. Item, havia dato i beneiìcii olirli dii Cardinal Valenza che renonciò il capello: un, zoè l’arzivescovà di Valenza, al reverendissimo Cardinal Borgia suo nepote, et li altri dispensati. Item, erano zonti quel zoppo li do oratori venuti di Franza ; et che si serava la porta dii Borgo nuovamente fata ; et che el Cardinal Ascanio era stalo da madona Lugrecia fia dii pontitìce, ni ad altro atende. Item, come havia dal fratello dii signor Bor-tolomeo d’Alviario, di uno contestabele era in Pisa, qual fu quello dete Vico a’ fiorentini, che se intendeva (co’ i) inimici. Fo scrito stillini di questo a Pisa a li proveditori nostri, et che dovesseno inquerir il tutto. Da Nipoti dii consolo nostro, di 12 et 14. El re era pur a Casal dii Principe. Le do galie erano parti-de per Zenoa, et madona Antonia sorda di la raina nova presente, che fo moglie dii signor Zuam Francesco di Gonzaga et fo lìola dii principe di Altemura. Il re esser pur indisposto; è zonto domino Tomaxo Tomacegli stato in Franza ; et che domino Antonio Frixon, andava orator in Franza, havia inteso il re li mandava conira per honorarlo, et però ne mandava con lui uno altro huomo famoso chiamato domino Troiano de Botemis. Item, il re non l’andava in Apruzo come fo ditto, ha manda > per li baroni. La r.,ina vechia 'parte a dì 25 di questo per andar in Spagna; la raina presente è graveda, ha mala grave-danza, farà maschio; et la raina va spesso a Santa Maria di le Gracie, videlicet questa medema, il ducha di Melfe stato amalado, fato voto, varisse. Di Lucerà. Vene lettere di quella comunità, chiamata dii Bo, a la Signoria nostra drizate, in reco-mandatione di certo merchadante, diceva doveva haver denari di uno fiol, za morto, di sicr Bortolo-meo \ ituri, per la soa taia li fo data quando al tem-. po di la guerra di Ferara era con sier Nicolò Fosea-rini andava in Borgogna orator nostro, et per la ex- 27 comunicatione fece papa Sisto, tane esso patri ciò fo preso da’ sguizari, et anche l’ainbasador preditto, qual poi fu lassato ; et dita lettera era latina et ben scrita, tamen nulla fo fato per esser cossa vechia et passala. Di Roierè, di sier Nicoli da cha da Pexaro, di 25. Dii comandamento havia fato far il re di romani in quelli lochi soi, niun alemano si acordi e pigli soldo con la Signoria nostra et il marchexe di Man-toa. Et che ’1 vescovo di Trento havia fato retenir alcuni capi, et tamen era passati de lì et expediti per Mantoa 160 alemani, capo Zuam de Marcio de Berna. Di Ferara dii vicedomino, di 25. Manda lettere abute di Pisa, e una di quel pisano è a Castelnuovo : avisa esser passato da Berga Galasso di Pii, venuto con 50 cavalli lizieri di comandamento dii ducha di Milan in parmesana. Da Pisa, di 20. Come sier Piero Duodo prove-ditor stava meglio ; erano zonte le fuste a Motrona con polvere di bombarda tolte a Pietrasanta. Item, aspetavano il socorso; et che erano partiti dii campo nemico 50 balestrieri di Forlì, et il ducha di Milan Iacea levar le suezentedi ditto campo; et come essi proveditori haveano tolto in Pisa ad imprestedo da’ citadini per dar a le zente : chiedeva danari etc. Da Turin di Zuam DJze secretano nostro, date a di 17, 22 et 23 in zi fra. Come alcuni castelli di Milan su quel di Aste huveva fato iuramento a do mino Zuam Jacorno di Triulzi per nome dii re di Franza ; e che ’1 ducha avea risposo a esso Triulzi in la diferentia di astesani et zenoesi, et che volea far ripresa ditto misier Zuam Jacomo, nè indusiar più. Item, esser lettere da Paris, di 15, come era zonta lì la nostra resolution, et che ’1 re havia ditto volemo troppo, e ne bastava di qua di Adda, et era sta fato trieva per mexi tre col re di romani, et che misier Zuam Jacomo havia abuto da Milan di uno Triulzi, il ducha facea novità. Li ha risposto gaiardamente li debbi risponder. Item che hano di 18 di Franza la liga nostra è quasi conclusa, et il ducha di Valentinois a dì 8 era smontato in Provenza, et di uno Zuam Bosco, ha per moglie la fia di Matio Spandolin, che andava in Franza con ducati 4000 per il thesorier di Orliensi, et che misier Zuam Jacomo sospectava di questa andata non tramasse per Milan etc. D i Brexa di retori nostri, di 25. Et mandoe una lettera di domino Bernardino da Martinengo. Come el ducha andava a Parma con le zente et feva meter in hordine la zente, con questo non passasse