93 MOCCCLXXXXVllt, NOVEMBRI.;.- 9t Ancora fo posto per i savii dii consejo, terraferma et ordeni la comission a sier Bernardini Lore-dam et sier Nicolò Dolfira, vano syniclii in Puja, et da Corfù in qua, ai qual se li dà ducati 800 di salario, con la mità hjhino contumatia, et mexi 3 da poi zonli dovesseno haver expedite le lhoro intromissione, et datoli le auctorità solite con li capitoli in simele comision consueti di poner : la qual bave tutto il consejo. 37 * A di 3 novembrio in colegio, vene una lettera dii patriarcha nostro. Come avisava esser molti poveri in questa terra che morivano da fame, et sono anialati, et aricordava che di lo erario publico fosseno sobvenuti. Item, che non era tolerandum che uno fiol naturai di sier Domenego Loredam, che stava a Roma col cardinal Benivento, qual havia obtenuto dal papa la vicaria di San Bortolomeo che dice ejus patronatus dii patriarcha, et a lui sta ad elezer dicto vicario, che noviter era manchado di questa vita. Et per collegio fo ordinato fusse fato la descrition de li amalati erano in la terra poveri, et fono trovati esser numero 800. Et per dar qualcossa a la camera di l’armamento, justa la diliberation fono faeta nel consejo di X, di darli adesso ducati 1000 a li galioti erano creditori di la Signoria nostra per il lhoro servito, fono balotadi in colegio do, qualli dovesseno li a l’armamento dispensar li dicti danari : (pialli rimaseno, hes-sendo tutto il lhoro ordine balotato, sier Polo Barbo savio dii consejo et sier Marco Zorzi savio di terra-ferma, qualli per le feste doveano andar, etc. Di Zenoa di Marco Bevazam secretano, di 27 et 28 octu.brio. 11 ducha solicitava zenoesi che, mostrando venisse da lhoro, dovesseno ’divedar le vi-tuarie vano de li a Pisa per mar et di la Riviera ; et che ’1 comissario dii ducha et orator fiorentino molto questo solicita veno; et che li otto signori antiani haveano risposto non voler, ma lui ducha dovesse far editi come lhoro signor ; et che quelli daria contraria parte di Adorni tche regna, desiderava che zenoesi si immichasseno con la Signoria per esser in lhoro prepósito ; et che zenoesi erano fati richi per la guerra di Pisa. Item, come poi far una compreda dì tormenti per Pisa piacendo a la Signoria ; e che quel domino Theodoro di Fornari è tutto nostro, qual ne dava li biscoti si mandava a Pisa, et li era fato lettere di cambio de qui ; mandava lettere di Spagna. Item, come il corier, portò le lettere dì 15, fo retenuto e conduto dal ducha a Pavia. Item, per la lettera di 28, come domino Zuam Adorno fradello dii governador havia 75 homini d’arme, de li qual 25 è per conto dii re di Napoli et 50 per Milan, et el ducha li havia scripto dovesse star preparato e in hordine per cavalchar a li bisogni. Di Saragosa di sier Zuam Badoer dolor orator nostro, andava in Spagn tf data a dì 20 octubrio. Era zonto a Barzelona, et a di 8 partì di Zenoa con la nave Justininna, bave prospera navigation, e zonto propinquo a Barzelona li saltò fortuna, et convene andar irt porto a Rosas, dove dismontò et andò per terra mia 100 fino a Barzelona, dove comprarà le mulle et anderà fin G zorni a la corte, ma volea ivi aspetar sier Domenego Trivixam orator nostro , qual havia inteso ritornava per terra. Ilem, come era passato de lì monsignor di San Martin, andava in Spagna orator dii re di Pranza, ma credo voglia dir monsignor di Salesera e non di San Martin, etc. Di Spagna di sier Domenego Trivixam cavalier etiam. orator nostro, date a dì 1.° octubrio, in Sara-' gosa di Ragom. Come a dì 27 setembrio, gionse li monsignor di Salesera, orator vien di Pranza, ave audientia, e fo jurato in cliiesia la pace tra lhoro • majestà ; et che il re intendea la Signoria nostra, esser per acordarsi con fiorentini per Pisa ; laudava 1’ acor.lo : qual doveva partir fin 8 zorni per * Ochagna, per caxon che la raina non li comporta l’aere, ma voi andar in Chastiglia. Ancora vi fu lettere dii ditto orator dì 1.° octubrio pur a Saragosa di Ragom, come havia con la solita riverentia rece-vuto la disiata licentia di repatriar, et era andato a la regia alteza a tuor licentia, qual disse che etiam sua 38 majestà la deva a domino Laurentio Suares suo orator qui, ma ne manderia uno altro che non havia ancora electo. Et come esso orator mandava per tuor uno salvoconduto in Franza di vegnir per terra ; et come le regie alteze haveano apresentati certi presenti a l’orator francese, qual partiva etc. Da Brexa di sier Marco Sanudo et sier Zuam Francesco Pasqualigo rcctori nostri, di 1.° Come el conte di Pitiano eri era zonto a Gedi a hore 21, ben contento di la Signoria nostra ; havia fato comandamento, per uno trombeta, a tute sue zente è sora Ojo, stagino in hordine. Ilem, esser lettere del podestà brexam, è a Orzi nuovi, di primo, come li advisava el ducha di Milan facea far propinquo a Ojo uno vaso grande da tuor l’aqua di Ojo, tra la torre fo dii signor Tristam, verso Piminengo et Sonzim, el qual vaso è di passa 28 atorno. Ilem, la expedition di tutti 500 provisionati. El questo inteso, fo scrito a essi rectori et al podestà di Crema dovesseno far veder et intender di