941 MCCCCLXXXXIX, LICUO. 942 a Nudino e la Grana, et sopra questo fano longo discorso; et haveano mandato le munition in dieti lochi. Per un’altra lettera scriveno di uno conteXarco vayvoda sta vicino a Zara, a uno castello chiamato Nutiacho sora il fiume Cetina soto el sanzacho de Castel novo vicin a Poliza et confina con turchi, qual era stato da Ihoro, et dittoli non poteva più manle-nir quel castello, voria darlo a la Signoria nostra, over a qualche signor cristiano, et haver di condula 100 cavali quali ha vendo si obligeria con segurlà di ducati 2000, non si faria danno per cavalli 300 dei turchi che eoresseno ; et perhò essi sindyci voi la resolution nostra, e dicono havendo questui si faria seguro Trau, Spalato, Sibinico e Zara. Hem, che per armar la galia Malipiera haveano fato uno edito che tutti li banclizaii, excepto assassini, stado et monede, dovesseno venir su ditta galia, sichè harà homini 30. Directori di Zara, di 13. Zercha i danni à ahuto quel teritorio, maxime una villa fo di sier Piero Venier di l'uogi 200, voria poter meter quella in for-teza per haver reduio per corarie di turchi. Hem, scriveno in la materia dii conte d’Arco, etc. Da Dulzigno, di sier Piero Nudai conte et capitano, el Alvixe Sagudino secretano, di 7. Hanno nova, per una spia, disse el campo dii Turcho esser partido, vien per la via di Philipopuli, et l’armata esser partita, el campo va lemporizando fino l’armata vengi più avanti, per esser a un tempo dove voleno, el questi llambulari, over sanzachi, li intorno è in bordine, aspettano mandato dal Signor; et di uno edito fato, che martolossi a Scutari vengi a danni di la Signoria nostra; et quel conia di Dulzigno esser in fuga ; maxime Antivari ; et molli sono fiiziti a brichi et scogi con le Ihoro robe; et si disse a la Valona esser 7 fuste quale dieno scorer de lì via, et venendo porterano via quelle anime de li scogii. In questo zorno io fici expedir li oratori di Antivari, di munition. Da Crema, vene molle lettere di sier Hironimo Liom el cavalier podestà el capitano, di 18. In la prima, in materia dii subsidiocristiano: come proposta nel consejo fono tulli di la parie, et fin bora 22, haveano caia ducali 700; et fu scritto una lettera in risposta per collegio, laudando assai quelli fedelissimi. hem, per un’altra lettera, avisa feva continuar la l'abricha di le mure, sarà compite tutte per questo mexe di avosto. Ilem, per un’ altra in risposta, di biave comprerà su quel di Milan, ben voria danari per esser quella camera povera. Hem, per un’ altra avisa domino Marco da Martinengo era a Orzi, par- tite con certi cavalli, va a Sunzitn poi a Milan ; è da saper, à venduto tutte le sue possession ha in brexana. Ilem, per un’ altra, avisa l’edito fato per il duclia a Cremona, che niun non porti arma fuora dii teritorio, et questo medemo lui podestà ha fato a Crema, et più che niun non esca di la terra, zoè di la porta senza licentia. Ilem, per un’ altra, zercha misier Anzolo Francesco da Santo Anzolo, qual sarà in bordine per cavalchar, et Lodovico de Vilmerchà over di Sermoni, qual à cavalli 80 li fo dati per collegio. Et consultato di scriver al capitano di Brexa vadi a Gedi dal conte di Pitiano governalor nostro, per consultar in secreto de l’impresa quello li par expe-diente ; et avisarlo zà era sta scritto per le terre che de li danari dii sussidio dovesseno dar do page a tutte nostre zente d’arme, et fo partecipado in qual camera si dovesseno pagar, fato prima la mostra eie. et dar a homo per homo d’arme: le qual page do, montò ducati assai milia. Ilem, fo parlato di fare uno capitano di le fanterie : non c’ è de nostri se non Zuarn Griego, è capo di balestrieri in Friul etc. Fu aricordato domino Zuam Batista Carazolo è col ducha di Urbin, licei sia a governo di le zente d’arme, edam è valentissimo et probaio a tal meslier; altri aricordò Chiria-cho dal Borgo, el conte Checho, el marchexc dal Monte, et Zuam da la Vechia, homeni experti, sono a soldo di fiorentini et verano pherò con la Signoria, perhò che alias si volscno acordar. Ilem, uno Nicolò Marin, fo dii signor Ruberto di Sanseverim, sta ad Asola. Et fo parlato di molte cosse per l’impresa di Milan necessarie, ma nulla fu concluso. Et intisi le decime numero 4, pocho si scodeva, et non era sta scosso fin qui, computà il sconto dii prò di Monte nuovo, ducati 40 milia, quali per sier Bernardo Soranzo officiai a la camera d’imprcstidi erano scossi, et questi di sussidio cristiano sarà ducati 25 milia, et li X savii tuttavia mandavano per brigata laxandoli etc. A di 21 lujo. Domenega in collegio. Vene sier Bernardo Bembo dotor et cavalier, venuto vicedo-mino di Ferrara, referì brieve : quel signor ducha mostra pio et è crudo, è gajardo di la persona et fa stravita. Ilem, li nostri capitoli si comenzavano a romper; et che si ha dolto di la liga fata con Pranza, et questo per amor dii zenero ducha di Milan. Fo laudato de more. Vene tutti do li oratori francesi : et disseno si haveano pensà, non hessendo le vie segure di mandar lettere, mandar Placido dal roy per la via di