MCCCCLXXXXIX, APRILE. 572 Da Ravena dii podestà sier Alvise Venier. Come manda lettere da Bibiena di 26, et perchè ne era di 27 non fono lete, et che fanti scampavano dii nostro campo da Castel Delze, e passati per Castelnuovo varino a Forlì, per una proclama à fato quella ma-dona che i|iun di le sue terre siano a soldo di la Signoria nostra. Itera, di le paje per le zente, zoè ca-, vali sono lì, che ne è sul Polesene. Et fu parlato, inter patres, zercha danari e far pagar a li debitori quali erano assai, nih.il eonclusum. Introe li cai di X, mandati tutti fuora ; poi disnar fo gran consejo. A dì 3 aprii. In collegio vene sier Sebastian Marcello, qual era electo soracomito per avanti, et al presente rimaso podestà a Cologna ; exponendo, come che Cologna fusse sextier de Veniexia, che fusse •terminato, li fosse risalvà la soracomitaria, oferen-dosi armar sempre ; et ita fo terminato. Et sier Marco Antonio Morexini el cavalier, re-ferite l’opinion dii ducha di Ferrara, esser di ruinar tre forteze de’ pisani, zoè Libralata etc. Et fo consultato e lutti di collegio disseno l’opinion sua, et sier Trum Filippo, savio dii consejo, parloe altamente, dicendo questa non era la promision, etc. Da Castel Delze di sier Lorenzo Zustignam e sier Jacomo Venier proveditori, di 29 et 30 marzo. Hanno avisi dì 29 da Bibiena, che ’I proveditor . ha mandati via quelli dii ducha Urbim, e li spagnuo- li et il conte Checho par sia con nostri, e trema di soi lochi ; et li signori Carlo Orsini, Astor Bajom et Antonio di Pij haveano mandato con le persone a li lochi, etc. Et che li spagnoli nel venir di Bibiena per le neve sorazonte è morti 20, et i ninnici stren-ze Bibiena per remuover il socorso ; et quel di Monte Alboto con li fanti si voi partir, per non haver danari. 228 . Da Bibiena di sier Piero Marcello proveditor, di 29. Come havia mandato fuora quelli dii ducha e li spagnuoli. Et dà il pan con terra et semola onze 24 per uno, et onze 8 di carne, et à pan fin a dì 10 aprii, e più no, e manzato erbe. E manda copia di lettere, scrive Piero de’ Medici a Juliano, et Hieroni-mo de Gagliofis a l’Alviano, che il soccorso non è per venir fazino quello i poi; et dice l’acordo si trata : venitiani, varda a la libertà di Pisa e non contravenir a la liga con Franza, et il ducha de Milan voria adatar le sue cosse. Da Cataro di sier Francesco Querini reclor e proveditor, di 13. Come quel sanzacho havia mandato uno a far una cax-a su le saline, et dimanda mu-nition ; et fo data a l’hordine nostro la poliza a ex-pedir. Dii Zante di sier Nicolò Ferro proveditor, di 12 fevrer. Zercha le decime di legumi e gotoni. Et haver avisi da Costantinopoli, di l’armata fa il Turcho, e crede ussirà 2 nave et 10 galie, et che fo armà 2 galie et 4 fuste con uno ambasador andava al sol-dam, et inteso la morte dii soldam l’havia fato so-rastar; et Caracassam corsaro era zonto con la nave Permarina presa a Costantinopoli, e uno altro con tre fuste, e il Signor turcho a tutti li dà soldo. Item, di la rota abuti turchi in Poiana, et esser sta roti 8 over 10 milia per fredo, et esser venuto ivi uno co-rier con lettere dii sanzacho, si lamenta di Cataro etc. Da Mestre di sier Andrea Foscarini podestà e capitano, de ozi. Come era venuto ivi uno sguizaro a far comandamento a’ soi, erano lì a Mestre, vadino per alcune sue cosse, e quello volea la Signoria. Da poi disnar fo collegio, et io andai con li compagni a San Zane Polo al bersajo a far li nobeli di do galie sotil. Et in questa matina, hessendo il collegio per levarsi, vene lettere di Franza di oratori nostri, date a Bles a dì 25 marzo. Come in quel zorno post mis-sam con son di trombeti, campane e fuogi era sta publichà ivi la liga. Et che ’1 matrimonio dii ducha di Valentinoes in la fia di monsignor de Libret seguiva ; et il re mandava monsignor di Lion in Berta-gna a sigilar li capitoli ; et il re li disse che sguizari sono persone 30 milia, et quelli di Berna hanno ter-minà star uno anno in guerra col re di romani, zoè a spacio a spacio una parte prima, poi li altri ; et ha-vea expedito a Lion il mandato di bandizar milanesi e zenoi si, e a quelli hanno salvoconduto darli termine mexi 3, il resto la mità ch’è mexe uno e mezo. Et che il re ha mandato lanze 100 con il conte di Foys, et lanze 40 soto uno altro condutier. Et altri fino a la summa di 400 di qua da’ monti; et voi andar a Lion e menar 300 lanze, e lì farà deliberation dii transito. Item, essi oratori dimandano licentia. Et è da saper, parte di la lettera era in zifra. Et da poi disnar, reduto in collegio el principe con li consejeri e savij, vene sier Piero Pasqualigo el dotor. Exponendo che uno frate di l’hordine de heremitani, chiamato frale Joane Beneto da Castilio-ne retino, predicator a Santa Maria Formosa, havia posto alcune conclusion le qual eri doveva disputarle ; zoè era una conclusion, in pertinentia theolo-galia sub specie panis el vini tolus Chrislus contine-tur, et il Corelario dice : hcec est falsa prepositio ; hoc est enim corpus meum. Item, una conclusion altra : non inconsonum est ergo dicere aliquod false dicium a Chrislo, et che erano periculose a disputar quasi 228 *