1233 MCCCCLXXXXIX, SETTEMBRE. Or dimorando et aspetando clic la provenza si me- tesse più fresca, et che ’1 sol (usse con nui, levato il crocefìsso, et per dar la trombeta, zonse misier Andrea Loredan clic era a Corpliù con 11 gripi et 4 caravelle, insieme con Simon di Greci ; montato su la pope la magnificentia di misier li disse ste formai parole: magnifico misi: r Andrea baveti lato gran male a partir ve da Corphù, ma zà che seti venuto a tal bora montati su che navilio et legno ve pinze, et fati da valenthomo ; di che dicto misier Andrea rispose : magnifico zeneral ho voluto ancor mi venir a participar de sta gloria : che è di fato, perchè fu dà la trombeta, ditto misier Andrea montò su la nave Pandora, et Io suo canzelier, noto era Marcilo di Santi, Simon di Greci non montò, perchè andò a tuor le arme sul gripo et non arivò a tempo, fato li trincheti a la nave Armerà et Pandora a le qual era termina, la nave grossa inimicha fato lo simile, lo capitano di le nave et conserve, benché dicto capitano se intrigò con una gali a grossa, fato velia el capitano di le galie grosse dal trafego, di qual era la setimana, fate, con gran spironi in li fianchi, velie, le altre principiato a bombardar et investir le do nave nostre prima, al supra. Al vostro honor tutte nave galie grosse, salvo che ’1 capitano del trafego et misier Vicenzo Pollani et lo capitano de la barza con el Brocheta, et do altri barzoti candioti deteno a l’orza e luntanosse come inimici et rebelli del suo stato, di che combatero soli li nostri 8 legni in tutta l’armata inimicha per quasi un hora. La nave Armerà et Pandora incadenade con le do nave grosse mimiche se pose focho in una d’esse, ita che tre se ne brusorno, le do nostre d la più granda del Turcho, l’altra se salvono ma mal conditionada, el capitano di le nave intrò et ussì, ma dissi el prese uno schierazo, la nave Brocheta andò a fundi, ma scapolò assai homeni el patron et altri ; vero è el capitano dii tralego se à porta virilmente, ma mejo misier Vicenzo Polani per mia té è stato uno miracolo esser in mezo di 100 galie et fuste per una hora, et sempre combater el schapolar. Pensi vostra magnificentia se le galie grosse tutte 17 fusse intrate quel saria seguito per Dio immorta] senza bota di spada se haria conseguito immortai victoria ; consideri non tanto vostra magnificentia ma ognun-que altra persona in che termene si trova et basse trovato la magnificentia di misier, io non lo voglio scriver per non poterlo, et non atristar più vostra magnificentia, vedendosi da suo’ propri esser tradito non lui ma tutto il dominio venetiano et più tutta la cristianità, tutta l’armata ad una voce cridavano 1 Diarii dt M. Samuto. — Tom. II. 1234 et cussi cridano apicheli apicheti, et per Dio li seria podio male a quel meritano, ma dovendo apichare se apicheria di 4 quinti di l’armata nostra. Diria, ma non oso, magnifici patroni, so sapeti la natura mia, che in sto viazo mai m’aveli trova in una busia, nè 478 mai me trovarè, ne pensati eh’ io tema altro che Idio e lo mio honore ; io non ve scrivo in zifra, ma pre Bironimo Cesoto scrive che la ruina di la nostra terra è sta sti propri zentilhomeni, scomenzando da li primi a li ultimi; questa impresa era più fazile che romper do navilii che si se presentavemo, mai aspetavano ma fugivano le tre parte de llioro, sieo-me haveano principiato a fare; poiria ben dire, o Idio non ha volesto, dicho che sta volta 1’ à potuto più sii ribaldi, etc. Non parlo a passione, ma ben a raxone, et cussi Dio me ajuta. Or non più haveria ben che diro, ma anderia massa in suso : 1’ è più zorni che qualche colonna se inchinava, etc. Data la trombeta de ricolta tornassemo al locho, primo le nave et galie grosse che erano andà solazo in mare se ne stete la note, simililer nui se metessemo in mar. A d' 13 dillo. Pur in mar su le volle, circum circa al Prodano dove era l’armata lurchcscha, le nave nostre erano disperse, 1’ è parechii zorni che il capitano di le nave à mostrato eie. A bore 4 de dì zonse tre caravelle da Veniexia. A di 14 ditto. Pur 'sempre su le volte. Ma la magnificentia di misier insieme con li magnifici pro-vedadori deliberò dover redurse al Zante, et in quel locho redurse tutta l’armata insieme, sì per for-nirse d’aqua come a proveder per Lepanto et Corphù, atento che quel magnifico zentilhomo misier Andrea Loredam se liabi partito et lassato quelli lochi etc. Peritò spazò tre galie a la volta del mare, zercando la nostra armata, et trovata imponerli dovesse de fato venir el Zante. . Item, il danno nostro seguito è sta grande per dicto disordine, ma più per haver perso tanto uni-versal bene, le do nave grosse brusate senza scampo de homeni fino qui, el la nave Brocliela ma scapolò parte de li homeni, et lo danno de lo inimico è sta pocho a quel aspectava, la sua nave più grossa con tutti li homeni et con quel ladro di Carnali brusati, tamen Carnali non si brusò, un’ altra naveta a fondi, do schierazi gradili cargi de munition, vituarie, tre altri legni, et l’altra nave granda assai mal eon-dilionata, et più, ma fina qui non posso zertifichar unum est sono rimasti una nave et tre galiaze, el resto per mia fè non è da temer, tamen vedendo seguir le cosse che è seguite me faria temer una bar- 18