475 MCCCCLXXXXIX, FEBBRAIO, 476 Ilem, esser ritornà. l’orator di Milan, andoe a esso re, et va a Milan a dir al ducha che a meza quaresima debbi venir in persona over mandar uno per so nome, che voi far dieta. Et eri esser passà da Rovere un’ orator dii re di Napoli, va a le parte su-perior con cavalli 16 et cariazi, non à voluto alozar in la terra ma di Cuora, nè mostrò buona ciera. Et da poi disnar hesscndo il pregadi reduto vene. Dii dito, di 24. Come per el consejo di Yspnrch era sta scripto una lettera a misier Martin da Lo-drom, che non havendo voluto star a la trieva Cata per lo episcopo di Cuora fin San Zuane, alcuni agno-fini e sguizari la havia rota, et però li Iacea comandamento sub pcena privationis che zuoba proxima sii in persona o mandi messo con comission lì, per Car una dieta acciò si habi a proveder, et che quello sarà seguito aviserà. Et per nostri vien da Maran, si ha: sguizari aver morti de li regi 1000, tuta via si Ca provision per alemani, ma sono mal contenti. Et a Bolzam sono sta cargati do passavolanti e mandati a le parte superior, et si dice tal guerra è mossa mediante l’ajuto di la Signoria nostra. Ilem, esso podestà aricorda quella forteza star mal, voria Cusse compita etc. Et Co per collegio scrito ai rectori di Verona dovesseno mandar a compir. Di Axola di sier Piero Lombardo proveditor, di 16. Zercha la fabrica di la terra, che non si siegue - et sta mal cussi. Et poi per lettere di 21 scrive: il ducha di Milan richiese il marchexe di Mantoa mandi contra il conte, el qual rispose non voler mandar solum 100 balestrieri ; et edam Piero Brazadello scrisse in conformità. Di Pisa di proveditori, di 18 in zifra. Venute hessendo pregadi suso ; ma per un’ altra sier Dome-nego Malipiero solo scrisse la calamità di galioti, so-licita sia mandato sier Simon Guoro, avisa il scampar di 100 fanti, e le zente et stratioti non poi più durar. Da Napoli di sier Francesco Morexini dotar orator nostro, o per dir meglio da Lanzano di 11 et 13. Come.quasi vete do nostri navilii mal capitar 190 per fortuna in quelle aque, uno di quali era di sier Francesco Sagredo. Item, la majestà dii re, che ivi si atrovava, voleva conzar il muoio, et Irazer ducati 12 milia dii regno, el à abuto da asculani peze 40 di panno vai ducati 400, da Fermo ducati 300, si-chè de li intorno Inizerà ditti ducati 12 milia; et ha visto la rocha Ce’ Car il padre, la voi riconzar ; aspeta risposta da la Signoria nostra et poi anderà a Napoli ; non si voi lasar trovar di li via, per esser a la di-sprbvista. Ilem, à aviso di Franza, el suo orator va di longo a la corte, et monsignor di Clarius è tornato a la corte. Il ducha di Savoja ajuta la fiola non toja il ducha di Valentinoes, et sta mal contento et dite noze non è per seguir. Et che ’1 Cardinal San Piero in Vincula andò da esso ducha, qual lo fece aspetar. Ilem, esso nostro orator fu a cena con soa majestà, l’orator di Milan et l’agente dii Cardinal Ascanio, rasonono dii principe di Salerno esser morto, et come li Cece guerra et il re voi andar a cao di Otranto, e prima a ManCerdonia overo a Napoli, non sa che Car ancora. Item, li disse di quel homo di la raina vecchia, qual era sta retenuto per maran a Monopoli. Da poi disnar Co pregadi. Vene lettere di'sier Jacomo Venier da Castel Delze, di 22 : come el conte di Pitiano era zonto li nel suo alozamento, contra dii qual andoe. Et ricevute lettere di la Signoria in materia di la liga. Per una andava a sier Piero Marzello a Ribiena, et poi disnar Cu col conte, qual reduti in consulto zurono tutti sacramento tenir secreta la de-libcration. Et disse el conte bisognava 7000 Canti, zoè voi 1000 Canti con le zente di la signoria di Faenza et Meleagro da Forlì vadino a Maradi per divertir, et 2000 Canti con cavalli 500 a la volta di Bagno con uno capo. Terzio restar lui qui con 4000 Canti et spingersi avanti a socorer Bibiena, et voria aspetar la persona dii ducha d’ Urbin. Et lui prove-ditor disse non era tempo di aspectar ; et sono rimasti in conclusion di haver più Canti si poi, et saper si Bibiena poi aspetar o no, et da matina ilerum ridursi in consulto. Et mandoe lettere abute da Bibiena, le qual per esser in zii'ra non Cono lete, et di-cea il mandarli socorso importava, et non era tempo d'indusiar. In questo pregadi, per nui savii ai ordeni Cono poste in bona gracia do galie al viazo di Aqua-morta, con don di ducati 3500 per galia, zoè ducati 2000 di acresimenti, et ducati 1000 di proveditori sora il regno di Cypro, et ducati 500 di dieci olici, et libro de Bernardin Spirai. Ave 4 di no, e tutto il consejo di la parte. Et era anni 4 che galie di Aque-morte non erano andate. Ilem, Co messo parte per li consejeri, cai di 40, savii dii consejo, savii di terra ferma, excepto sier Beneto Justiniam che no si volea impazar con savii ai ordeni, che sia revochà la parte dii 1488 zercha i vini di Candia etc. Et altri savii, zoè sier Marchio Trivixan, sier Lodovico Loredan procurator savii dii consejo, sier Marco Zorzi, sier Alvise Venier et Alvi-xe da Molin savii a terra ferma, voi tal revocation, con questo che le barze forestiere anderano a cargar vino in Candia, debino portar lettere di li soi re over