$9 MCCCCLXXXXVIIt, NOVEMBRE. 90 ociabrio. In risposta di la nostra lettera dolce che li fo serita. Et el signor era andato a Goyto, tornò a hore 23, li parloe mostrandoli la lettera, la qual leta rispose da matina li daria risposta; e come era andato a Goyto per far cavar li fossi, eh’ è mia 10 di Mantoa ; et che esso proveditor facea quello el poteva, ma nulla li vai ; et che continuamente li provisionati di le nostre terre zonzeva, et etiam zonto Carlo Sccho. 36 Di domini) Thadeo da la Moietta. Vene una lettera, dala a San Piero apresso Lignago, dove er.i alo-zato. Scrive come era stato a Mantoa e parlato col signor, qual li ha ditola Signoria mi perde, et esso li havia risposo : « Come signor ? non mancha mai la gratia di la mia illustrissima Signoria. » Et iLmarche-xe li disse : « Non mi voi dar danari ni titolo. » Conclusive tien el non sia per cavalchar per esser messo suso, li qual cosse advisava come bon servidor nostro. D i !' Abacia di Polesene, di sier Aleixe Bembo podestà nostro. Vene do lettere come a Tresenla erano sta preparati 100 leti pei’ la venuta dii dueha di Ferara, qual si dice veniva su certa diferentia dei confini. Item, come domino Lorenzo Bernardo havia tolto certi tereni de li, qual caverà gran utilità. Di Rovere, di sier Nicol') da cha da Pexaro podestà, di 30 octubrio. Come erano zonti in luto 373 schiopetieri alemani, e dice vera il resto, benché di note sieno facti certi editi non venisseno, per nome dii re di romani. Item, come havia che a dì 29 ditto, la domenega passata a messa, a uno loco qual nomina, per l’arziprete fo ditto a populo che dovesseno pregar Idio per la majestà dii suo re, qual havia abu-to una rota dal re di Franza el feno procession. Item, esser venuto in quelle parte uno Sigismondo per nome dii dueha di Milan a far 5000 fanti todeschi ; et che il re di romani non voi soi subditi vengino con nui, ma ben contra di imi ; et come veniva per nome di esso re al marchexe di Mantoa uno chiamato domino Belim Spego ; nomina etiam uno dominio Jorio di Pietrasanta operarsi etc. Di Udene di sier Domenico Balani luogotenente di la Patria di Frinì, di 30 octubrio. Come a Goricia si facea fortifìcation, et etiam a Cremons locho di l’imperador, over re di romani, tarimi fono feudi nostri, et si lavoravano a furia, e li maislri erano di Como, terra dii dueha de Milan. Et come par, per lettere di domino Nicolò Savorgnan, cavalier e primario castelam di la Patria e citadin de Udene et • zentilomo nostro, che facevano etiam cavar li fossi e renovar le mure, et Simon Focher dava danari per il re. Di Cypro di sier Andrea Venier, luogotenente e consejeri, dade a Nichosia a dì 11 septembrio. Come haveano mandato li presenti soliti al soldam, con la galia sotil, soracomito sier Nicolò Marcello, qual li conducea fino in Damiata, et lì portava sier Hironimo Zustignam patricio nostro, electo orator al soldam, per il suo predecessor. Item, per un altra lettera scrivevano molti capitoli di le cosse de lì, et le nave carge di orzi et fermento di raxon di la Signoria nostra, qual erano sora porto. E hessendo pregadi suso, vene le infrascrite lettere, et prima : Di Mantoa di sier Nicol) Foscarini, dii primo a hore 22, per Piero Riso corier. Et podio da poi vene le prime di hore 19 per le poste, et dpnum di hore do di note, sichè fono tre lettere. Per la prima el signor mandava a la longa di farli risposta, et di- • ce poi disnar li risponderia. Per quella di hore 22 disse come voleva quello havia richiesto, si contentava dii titolo ma non de li danari, et esser fermo di questa opinion, qual era messo suso da la marchexa-na et altri calivi soi castelani. Item, per quella di hore do, di coloquii abuti con fra Hironimo, el qual si duol e rimane morto. Et come el signor Zuam suo fratello li havia ditto esser mostralo, adeo in corte, per esser marchesco, e che lui voi servir con la sua conduta li fu data di 100 homeni d’arme, quando ben il signor suo fratello non venisse con nui. Et che ’1 prefato don Hironimo fi havia ditto pregando di haver le scriture lassoe in materia dii signor di la 36 ' Mirandola, e non siano date a domino Antimacho, qual era che ’1 signor Galeoto da la Mirandola proludeva a la Signoria suo fiol conte Lodovico, era con fiorentini contra Pisa. Item, scrivea esso proveditor, come le zente nostre d’arme erano sul veronese verso Ponte Molin, e li provisionati zonti tutti e quelli di Sallò, et li guastadori el li schiopetieri.. Item, come el marchexe era in streti coloquii con la marchesana soa moglie et altri tutti dueheschi, qualli sono pessimi signali. Et venule queste lettere, tutto il collegio d’acor do concluseno non esser più di aspetar, et che non era più di aspetar; e fo scrito a Mantoa al proveditor come, destro modo, dovesseno subito mandar li provisionati guastatori et altri da piedi schiopetieri verso Romagna. Et è da saper come etiam in ditte lettere da Mantoa si conteniva come era ritornato di Franza lì a Mantoa uno che fu zenero dii dueha Ga-leazo di Milan, el qual have una soa figlia bastarda; et il fiol di domino Zorzi Brognolo era ritornato a Milan ; et come esso proveditor, zoè sier Zuam Pau-