593 MCCCCLXXXXIX, APRILE. perliò de danari de essi pisani. Item, che nel numero di le forteze. se intendi le porle di Pisa. Et (o posto parte per tutti li savii, zoè sier Feri-go Corner procurator, sier Constant™ di Prioli, sier Antonio Grimani procurator, sier Nicolò Fosca-rini savii del consejo, sier Alvise Venier, sier Marco Sanudo, sier Zorzi Corner el cavalier e sier Polo Pixani el cavalier savii a terra ferina, et nulla volse meter; sier Filippo Trum procurator e sier Marchio Trivixam savii dii consejo et sier Francesco Trum savio a terra ferma che si delibi mandar Zacharia di Freschi secretano dal ducila di Ferrara a dirli riconzi la sententia mamme in la criminalità etc. Parloe sier Filippo Trum e ben, qual non volea star a questa sententia vituperosa ; e disse che i frari nie-nori domenega have ducati 4 da li oratori fiorentini e feno dir una messa in canto, e dicea questa scrita di banco questo Garzon si oferse dar ducati sette milia, et sier Nicolò Grimani procurator savio dii consejo li rispose, et sier Francesco Trum intrò in l’opinion di savii, ma sier Filippo Trum messe di mandar ducati 7 milia a Pisa, e poi si vengi a questo consejo con le previsioni ; et andò le parte 5 non sincere, 14 no, 4*2 dii Trum, 140 di savii, e fu presa, e mandato Zacharia, e fu dato sacramento per li ai di X, e tolti tutti in nota acciò non dicesse tal cosse. E Zuam Alberto, essendo pregadi suso, mandoe una scritura che ’1 ducila scrive si duol haver fato il laudo che non piaque a la Signoria, è gramo, pageria etc., voi esser schiavo di questa Signoria, lassar i lioli in protetion, et si el puoi far alcuna cossa si comandi, et che à riconzato, e a bocha dice che, ma non voi si dichi fino non ha la ratification da Fiorenza del primo laudo etc. È da saper li oratori pisani, a la porta di pregadi quasi procurando il fato lhoro, dicendo voi dar ducati 180 milia loro a la Signoria, e non si osservi la sententia ; vi era eliam Piero di Bibiena con lhoro. In questo pregadi, per nui savii ai ordini lo posto parte, atento era molti mexi, queli oratori dii Zante 236 ' che fusseno expediti per collegio, balotando tutti li capitoli acciò fusseno expediti, et have ditta parte 33 et di no 123 et non fu presa ; e questo per*il mal voler haveano quelli de’ pregadi al collegio, dii qual se tenivano mal satisfati: e ditta parte fo la prima fusse posta, perhò si perse. A dì 9 aprile. In collegio recluto in camera dii principe, el qual era vestito sul banco dii leto con uno mantello di scartato, per la morte di suo nepote, qual morite questa note a hore 6, e tutti di collegio li tochoe la mano dolendosi a soa serenità. I Diarii di M. S*nuto. — Tom. II. Et fo parlato di la renga di sier Filippo Trum ili eri, e il principe disse el puoi dir de nui quello el vuol, li havemo dato libertà, ma era mala opinion a ritornar Uerum a la guerra, et che non era danari et li cosse dii Turcho ne veniva adosso, et che a tempo di Ferrara fu fato tanti rumori e fo trovà solum ducati 32 milia, et che a la guerra di Pranza fo trovà danari in prestedo, et sier Alexandre Venier servite di ducati 2000 a esso proveditor, et disse che sier Antonio Contarmi fo quello le’ pi« faciotn dia niun, eliam sier Francesco Barbarico fe’ più faciom disse el proveditor per una testa sola, eliam sier Constanti!) di Prioli el vechio et fu fato un lungo discorso. Ta-men sier Filippo Trum non si ’1 trovava ancor in collegio questa matina. Et Zacharia di Freschi referite quello fe’ eri sera dal duclia, qual andò solo di note, et parlato al duclia di la deliberatoli fata, disse il ducila non poter. E fe chiamar misier Zuain Lucha qual dice in consonante! non poteva azonzer per esser passi il tempo dii compromesso, tamen il ducila restò star sta nòte suso per veder di conzar etc., con misier Zuam Lucha, et trovar modo et che il capitolo dii criminal con-zerà con fiorentini d’acordo. Et come in questa ma-tina Zuam Alberto era venuto a dirli nulla si poi far ; et fu consultato quid fìendum : alcuni di savii voleva levar le ofese et obedir a la sententia; et sopravene sier Filippo Trum procurator qual parloe galiardamente, e terminato far ozi pregadi. Ilem, poi el ducha mandò a dir volea venir questi! matina a tuor licentia in collegio, et fo mandato Bernardini di Ambrosii secretarlo a dir che il principe per il caso di la morte dii nipote non poteva per questa matina darli audientia e venisse domali ; et andato referite come li have dito el ducha rispose maravejarsi etc., quasi dubitando, però che lutti diceva è di caxa di magnazu, et che misier Zuam Lucha disse il signor à gran facendo a Ferrara voria partirsi. È da saper non obstante questa terra fusse in guerra, tamen era abundantia di vituarie, le farine ducali 3 cl ster, vii), ojo bon merchado. D.i Castel Delie di proeetlilori, di 5. Di avisi auti da Bibiena di una scaramuza fata per nostri, et ne amazono 5 et feriti alcuni, hanno da viver solum fin a di 10, danno 24 onze di pan per uno et onze 8 di carne al zorno, et il proveditor si duol non li sia dato socorso ; conclude essi proveditori non poter ni per Bibiena, hanno contenta li spagnoli, mandano le tre capi qui, bali dato ducati 10 de carlini per uno ; el resto di le fanterie sono pai-lite e restati solitili 200 fanti, e li alemani voi partirse, et zà ne erano 3S