MCCCCLXXXXlX, GENNAIO. tia, come ¡1 duella li disse: sì la Signoria Riavesse ditto prima Lodovico voio cussi, quella haria visto lui non have voluntà di Pisa, ma mai li liavia ditto nulla. Da Padoa di sier Marco Butani podestà et sier Luca Zen capitano, de 14. In materia dii studio, zercha il lezor di domino Antonio Francesco di Doctori. Introe li cui di X, e poi Co consejo di Xeon zonta di collegio. A dì 17 zener in collegio, fo Santo Antonio. Vene il signor Antonio Maria di Sanseverino per caxa dii principe con domino Davit suo secretarlo, et tutto il collegio restoe. Era vestito a la franzese d’oro con uno mantello di sopra ; qual sentuto apresso il principe, exponendo come si voria conzar con questo stado, el principe li disse stesse di bona voia, la Signoria nostra lo havia in la sua grafia, ma quanto a darli conduta per adesso andasse pi r esser tempo de inverno, e che si tempo verrà si darà conduta etc. Et esso signor rispose voler esser sempre scrvidor di questo stado, e haver portalo ferite c stato prexon da’ tedeschi per quello, et voleva andar a star a Citadella loco di essi signori in padoana, che per la Signoria nostra fo donato al padre lhoro signor Ruberto, et ivi aspetaria il tempo, pregando la Signoria si aricordasse de lui. Et è da saper havia mandato per la moglie, era a Siena, che venisse; la qual vene ad habitar a Citadella. Et non voglio restar da scriver, questo non fu casso mai di la conduta de’ cavali havia con la Signoria nostra, come fu Frachasso; ma lui tolse licentia per andar in Salucio, dove ebbe por moglie una fia di quel marchexe, ma poi fo disfate le noze e caziato di quel paese vene a Milano, si mari-toe in questa signora da Carpi. Demum fo fato capitano de’ senesi, dove se ritrovava al presente. Da Ravena di lo. Come havia mandato Zuam Filippo colateral con ducati 500, ha trovati de lì, al conte di Sojano, por dar a esso conte e a quelli con-dutieri ; solicita lo expedir di Jacomo Sacho ; et par liabl lettere dal conte inimici andasse a campo a Spinello loco suo, ma si levò per il tempo ; dieno tornar e dimandava ajuto, e lui podestà la justava di quel poteva. Da Castel Dolze non havia altra nova se non li condutieri tutti si partivano excepto il Manfron e li Bajoni. Et fo chiamato dentro Jacomo Sacho, qual non era ancor partito, et admonito si partisse e ba-lotato darli ducati 40 por spender, el qual mostrò una lettera dii suo conte, inimici esser a campo a Spinello, et era disperato. Di Brexa di sier Marco Sanudo podestà, e sit>r Zuam Francesco Pasqualigo doctor e capitano, di 14. Come havevano mandalo a dir al colile di Pitiano governador nostro, quello li havia scrito la Signoria zercha la sentenlia etc. El qual dice misier Scaramu-za Visconte esser venuto a Robecho, dove voi far far una forteza l’incontro di Pontevico ; et il ducha iacea meter in hordine le so zente. Da Ferara 'di Zacaria di Freschi, di 14 et 16. Come havia ricevuto nostre lettere con la delibera-tion fata in pregadi ; fo dal ducha et exposlo il tutto soa excellentia fece risposta in scriptis di man di Zuam Alberti la qual manda de qui, di questa su-stantia. Quanto a li Medici li piace il modo, ina dico 139' l’orator fiorentino non haver mandato di parlar, ot quel Jacomo Acioli fiorentino è barba di Lorenzin nemico di Piero di Medici ; quanto ai danari è contento in 10 over 12 anni, ma voi il conto di la spoxa per caxon di la soa consientia ; et di la jnsticia li piace la diliberation, ma voi scriver a Fiorenza ot catar sesto, et a Milano, che era una longola. Item, disse haver haulo lettere da Fiorenza in quella sera di 15, come fiorentini erano contenti esso ducha venisse qui, et l'orator lhoro rimangi a Ferrara ; sichè a uno minimo cegno di la Signoria era in bordine per vegnir, et molto si racomandava. Et Zuam Alberto mar.doe una lettera a l’orator di Milan, el disse a esso Zacharia fusse mandata quella a bon voler. Or inteso queste lettere, tutto il collegio uno ore disseno venirno sojati e tenuti in tempo, et fiorentini vedendo il lhoro prosperar in Casentino non so curavano di far acordo. In questa note intrò fuogo in la caxa di sier Zor-zi Emo a Santa Marina, soto el mezado dove nium habitava, et vien ditto fo butado il fuogo por li balconi, tamen fo reparado, non si brusoe. Da poi disnar fo gran consejo, e fato capitano a Bergamo nium non passò et cussi fo... conseglii ; poi rimase sier Francesco Baxadona cao dii consejo di X, et il collegio si redusse : et alditeno quelli so-pracomiti zercha il partido di armar, et consultalo di risponder a Ferrara a Zacharia domati che venisse in questa terra. È da saper eri nel consejo di X con la zonta, fono su la cossa di sier Toma Zon ol cavalier stato proveditor a Pisa, che pur la terra mormorava non ora expedito; mal non havia fato perchè andava per tutto, tamen non poteva venir a consejo ; imo hes-sendo quello anno al primo di avosto a consejo fo mandalo zoso con bel modo : or fu asolto ditto sier Thoma con questo dovesse pagar ducati 300 a la Signoria nostra, et che non sia provado fino el non pagi ditta quantità.