MCCCCLXXXX1X, FEBBRAJO. 4 !0 loco ; et lui sier Domenego Malipiero à ricevuto li danari per li galioti et li paga sotto man, et non ha-via auto ancora quelli remesse per la via di Lucha. In questa matina, fo balotà il mandato dii conte Filippo di Rossi, et ordinato stratioti 18, erano a Lio, vadino col conte di Pitiano. 165 Da poi disnar fo pregadi, et vene queste lettere le qual fono lete : Da Peschiera di sier Francesco Foscari el cava-lier, di 4 hore 13. Come el conte eri si partì da Ge-di, disnò al Desanzan, et a hore 22 zonse insieme con lui a Peschiera; a dì 7 sarà a Padoa ; voi sia provisto di vittiarie e fanti ; è un di bon cuor e premete dar indubitata victoria. Di Domino Thadeo da la Motella, data a Peschiera a di 4. Come era venuto acompagnar il conte lì, et come scrisse il ducha di Milan volea far cavalchar il marchexe di Mantoa contra il conte; et ora avisa, per uno messo venuto di Mantoa eri sera, esser venuto lettere dii ducha a ditto signor, che non volendo cavalchar mandasse 300 cavali : non ha voluto ; et ha mandato mal volentieri balestrieri 100 dii signor eavalier, et 50 di soi, li cavalli dia mandar. Et etiam si ha el conte di Cajazo cavalcha in persona contra il conte, mena con sì la compagnia di misier Galeazo, à molti fanti. Da Rimano di Zorzi Francho secretario, di 3. Come el principe di Salerno era morto su quel di Sinigaja, et Ramazoto contestabele nostro era lì e faceva fanti, et il signor aspetava la riferma di la conduta. Da Ravena, di 3. Manda lettere dii conte di So-jano : à inimici a torno e stava mal si non era ajulato, et ha inteso fiorentini à impegnà Castrocaro a la madona di Forlì per ducati 25 milia ; la qual nova si ha etiam per le lettere dii secrctario di Rimano. Da Cita di Castello di Marco di Santi de 26, qual era lì prexon, a la Signoria nostra scrila. Come Frachasso li havia dato taja ducati 4000, et per esser amado di la Signoria li ha dito nulla pagerà, et che havia bona compagnia, racornandandosi a questa Signoria nostra. In questo pregadi referì Zacharia di Freschi secretano in renga la relation, come disse in collegio, per esser tornato di Ferara. Fo messo parte per li savii dii consejo e terra ferma, et ordenà di dar licentia a Marco Bevazam, era secretario a Zenoa, atento li era sta data etc. Have ninna di no et tutto il consejo. /lem, fo messo parte per li savii che, atento era sta fato molta suspension di le vendede di le caxe de li debitori di la Signoria et impazavano il scuo-der con danno di la Signoria, che tutte le suspension siano casse et anulade, et la Signoria nostra possi haver il suo ; et fu posta etiam per li consejeri e cai di 40. Ave 10 non sincere, nulla di no, 135 di la parte. /lem, fo scrito per collegio a l’orator nostro a Milan, di la risposta fata per el principe a 1’ orator dii ducha questa matina, et in consonanlia le difieullà di l’acordo. Fo licentia pregadi, e si reduse consejo di X. In questa sera zonse qui sier Zuam Paulo Gra-denigo, venuto da Ravena con febré quartana ; non potè vegnir a la Signoria. Et è da saper che sier Nicolò Foscarini vene in collegio con sier Tomà Mocenigo, et ditto sier Nicolò rel'udoe dicendo non havia voluto cargo di la Sua cassa nonché quella di altri : et fo electo a vece in loco suo sier Marco da Molim fo podestà a Chiosa, et aceptoe. A dì 6 fevrer in collegio. Vene l’orator di Napoli, pur in materia di Marco Manoli per li tormenti tolti, et fo deputato uno altro zorno darli audientia con sier Andrea Loredam fo capitano. Et Zuam Alberto, che era qui, mandoe a dir per Zacharia alcune zanze. Et che ’1 signor suo aspetava risposta da Fiorenza, et di bora in bora aspectava lettere da Ferara, siché non si era totalmente fuora di praticha, et disse parole che consonoe al collegio. Vene uno messo di uno capitano di la liga dii 165' Bo sguizaro, con una lettera di credenza, chiamato ditto orator domino Anseimo Gri, juris ulriusque cubiculario el notano apostolico. Et la ditta lettera era la mansion in questa forma: ZUuslrissiino principi el domino Veneliarum duci sapientissimo, gene-rosis et magnificis dominis almee Senorice dominis mais favorabilibus : et era latina, data Archidot 1499, 22 januarii, sotoscrita Amaris Siler, ligee superioris Alemanice. Et questo orator in piedi parloe latino : concludendo dicto capitano era stato con re Carlo di Franza contra Spagna, et col re Maximiam, et che hora voria volentiera venir a soldo di questa Signoria et havia libertà dì concluder, et era .con lui Alvise Signolo sanser. Or per il principe li fo risposto, zoé che Zorzi Negro secretario li exponeva le parole latine, zoé;’che ’1 fusse ben venuto, el che si conseje-ria con li savii, et benché non fusse niun di collegio se sentisse di tuorlo, pur li fo dà tempo ; et disse una auctorità esso orator, la qual ho voluto qui scriverla : Nihil enim lam facilius est, qua in famara exten-dere verbis.