1161 MCCCCLXXXXIX, AGOSTO. le’ condur a Milan. Ilem, si dice misier Zuam Jaco-mo si aproxinia a Pavia, sarà aceptà in la terra, et el ducila fa ruinar do monasterii propinqui a le mure, uno di San Zorzi e uno di vai Umbrosa. Ilem, per un’ altra spia, hanno le zente franzese andavano a Pavia, et a Milan si dice la Signoria è d’acordo col ducila di Milan, et li dà il ducha Geradada e Cremona. Ilem, per un’altra lettera pur di 26, come al nionasterio nel borgo di San Lunardo era venuto uno frate, dice haver bolle per esser lhoro capo, el qual è di nation brexan over mantoan, et li frali non 1’ banno voluto aceptar ; el qual è stalo da essi rectori, et lhoro non hanno terminato alcuna cossa aspetando risposta da la Signoria nostra. Ancora fo lelo una lettera di li rectori di 26 drezala a li cui di X. Come uno Zuam Batista da Spili, camerlengo dii ducha di Milan, lmvia ditto a uno il duella à ditto nel suo collegio la Signoria è in acordo con mi, li darò quello la dimanda eh’ è Geradada e Cremona e li farò dar altre terre fo sue, volendo dir quello tien il Turcbo, e negò lui esser sta causa di far muover guera ai turchi contra ditta Signoria, e disse li daremo le terre la voi, ma da poi fata la pace ponerò tanto luogo che farò eie., bisogna mover le zente di Geradada perchè venitiani stanno a campo do e tre mexi a uno castelieto. 448' Da Gradiscila, di sier Amlrea Zanchani prove-dador zenerul di 26. Manda alcune lettere drizzate a misier Tristan Savorgnan, et che la fama di le zente di la Signoria è in la patria sta assà ben. Ilem, li è uno quarto di le cermide sono numero 600, et queli di Udene mandò a tuorle, a dea resta solatii cernide 1400, non li piace si fazi la citadella ma voriano fortificar Udene. In le lettere di Tristan Suvorgnun scrive Zuam di Li Torre a dì 23 avosto. Come a dì 18 vene dii capitano di Lubiana una lettera dovesse alozar Jachel Jacob capitano dii re e darli zente e vituarie, el qual vien a Cremons. Ilem, il conte Nicolò di Brigna di Corvatia dia venir con 300 cavali. Ilem, de’ turchi : che tre bassa, tra li qual è Scinder, fe’ coraria in Corbavia, e non è venuti di longo per la fama di le zente di la Signoria vi sono in la Patria. Ilem, ha manda per più zente et ordina porti con si vituarie e presto verano. In questa matina fo balolà in collegio molte mo-nition per Udene, e terminato mandarli do contesta-beli, e scritto a sier Domenego Bolani luogotenente quella comunità si aiuti dii suo la qual ha de intra-da ducati 3200 e dia fabricar. D.i Spalalo, ili sier Marin Moro conte, di 16. Come ha ricevuto la nostra lettera zerclia la risposta dovea far al messo dii bau di Jayza, scrive zà averli scritto, tu meii risposta molto cativa e di gran zanze, per la qual danna il re de’ romani, dice non ha messo di mandar per caxon di turchi, pur vederi. Noto. Fo scritto a Ravena dovesse mandar in l’arsenal quelle bomharde vi era, et questo perchè bisognava per la caxa. Da poi disimi' fo gran consejo et scrutinio. Et hessendo reduto, vene lettere di campo le qual ivi fono lete per Zacharia di Freschi acciò tutti intendesse il passar dii nostro campo. Di campo di 26 hore do di note date apresso Fontanelle. Come quel zorno con gran pioza, fo limi, si levono el passò Ojo juxla l’hordine dato, et mandò a dir a quel loco di Fontanelle si rendesse, et quelli mandono le chiave, el cussi alozono con gran pioza in campagna ivi apresso, et ha posto Michiel Marchesola con la soa compagnia dentro. Item, erano venuti homeni di lochi acquistati, zoè Covo, Anti-gnano, Calze, Barbale el Piuminengo, da lhoro pro-vedadori a zurarli obedientia; et a bore 20 feno consulto nel pavion dii conte governador quid fiendum, erano nove condutieri videlicel il signor Bortolo d’ Alviano, il capitano di le fantarie Carazolo, il conte Filippo di Rossi, il conte Zuam Francesco da Gam-bara, domino Thadeo da la Motella, domino Antonio di Pii et Filippo Albanese, e il conte propose di andar col campo a Cremona per non vi esser il conte di Cajazo ivi, qual era andato a Pavia, el d’Alviano disse era meglio andar a questi lochi videlicel Son-zino, Caravazo et Mozanega, per non se li lassar da drio, et il conte inlrò in questa opinion et cussi tutti per caxon etium di le vituarie, el cussi l'ariano; crede ditti lochi non aspeterano a rendersi, etium in campo 11011 è tutte le zente ni l’artilarie, el mande-rano uno trombela a rechieder ditti lochi di plano, et hanno mandalo a Pontevjcho a far levar il ponte per voler mostrar di far quella via, et doman poi 419 anderano col campo a dilli lochi non si rendendo; et haveano levato alcuni di Fontanelle c mandati a Brexa per esser quasi tulli gibelini et brembaneschi, afermano non si sparagnerano etc. Hanno ricevuto lettere che li ducati 500 mandati al governador è per la compagnia vechia, et che li condutieri maxime Filippo de Rossi et li fanti voriano danari, et haveano inteso che li ducati 20 milia se li manda. El collegio steteno ozi a far alcuni contestabeli de li 2000 provisionati si fa ili le nostre lerre per mandar in campo. Di Chioza, dii podestà. Come eri passò li fanti