C07 MCCCCLXXXXlX, APRILE. G08 Vene l’orator di Urbim, e mostrò lettere dii suo signor: come voleva venir a la presentia dii principe 241 ' nostro, e perhò dimandava quando fusse comodo el vegneria ; et li fo risposto ogni volta che ’1 venisse saria il ben venuto et se li diria il tempo, e poi di-mandoe li fosse dato una paga, al suo signor. Vene 1’ orator di Faenza, e ricordò al principe dii suo signor sia messo in questa paxe, et li fo risposto è nostro ricomandato. Vene uno messo dii capitano di Segna con lettere di credenza, et voleva Irata di formento per il golpho, et li fo risposto si consejerà. Da Curfil, di sier Hironimo Guoro proveditor di /’ armada, vechie di ultimo fevrer et 11 marzo. Nulla da conto: par vogli andar a la Valona a inque-rir la verità di l’armada, e che Caracassam corsaro con 6 fusìe era fuora, e a Syo havia fato danno di 200 anime et havia tagliato li vechi a pezi. Item, el rezi-mento scrive dii zonzer lì a Corfù di Zorzi Todesco e Marco da Novara con li fanti, a li qual io feci la mostra a Lio. Da Modom di sier Nicolò Marco Marcello sora-cornilo, di 17 marzo. Nara molte particularità maxime di le nove di Caracassam. Item, li rectori da Modom scrisse di l’armada Iacea il Turcho, et feno molti belli discorsi adeo fo bello aldirla. Di Candia di sier Bernardo Zusliynam capitano e viceditcha, consejeri, di... zener. Scrivono di l’armata fa il Turcho, et mandoe alcuni avisi, et dimandavano monition et coriedi. Di Scalari, di Ferisbei sanzacho. Vene una lettera scrita in latin, et la mansìon dice : al mio come padre doxe de Veniexia, e la sotoscrition di soto: el vostro servklor Ferisbei sanzacho di Seul ari. Et scriver haver mandato zà 45 zorni qui uno suo schiavo, aspela risposta, et ne manda uno altro chiamato Doario, va a Mantoa, prega la Signoria dii principe li fazi bona compagnia, disse etiam zercha i sali, e à comesso a Castelnovo vadi a far una caxa e vender sili, si duol dii nostro proveditor di Cataro non ha voluto lassar etc. Et è da saper questo suo messo menava a donar al marchexe di Mantoa uno cavalo, per esser suo amico. Di Pera, di 12 marzo. Fo leto uno capitolo di una lettera di Gasparo Merigo, scrita a sier Andrea Zane da Santa Maria Mater Domini, come 1’ orator nostro bave;» auto licentia, partirà a dì 1G. Da Ragusi di Nicolò Gondola. In zifra, la qual zifra havea sier Tomà Mocenigo el vechio etiam Zuam Jacomo dii consejo di X. Or scrive a la Signoria di la gran classe fa il Turcho, etiam parla di quel turcho è in caxa dii Sagudino, zoè quello vene, et lo letto la sua deposition: conclude il Turcho è per us-sir certo. Di Cypro di sier Andrea Venier luogotenente e consejer, date a Nicosia a di 6 zener. Come era ritornato sier Hironimo Zustignam, stato orator al sol-dam, con la galia soracomito sier Nicolò Marcello, et nara di la morte dii soldam come è scrito di sopra. Item, dele le page e presenti al soldam morto, et bave la carta di quietation da questo soldam, et manda una lettera scrita per questo soldán a lhoro che dimanda le page et dice li zambeloti è guasti se non se li manda farà pagar a li nostri consoli. Item, manda alcune nove di Damasco, sarano qui soto scrite. Item, zercha li orzi. Item, par sia morto lo episcopo di IMb, greco, et haveano justa il solito fato election videlicel esso luogoti nenie uno, e li consejeri uno per homo, da esser uno de questi confirmalo da la Signoria nostra, el in questo mezo quello che il luogotenente havia electo farà l’oficio, fino etc. Et vene uno portava questo presente mandava 242 11 soldán a la Signoria, dicendo la cassa bolla esserli sta tolta a la dona da li dacieri ; et fo comandato la fusse manda a tuor e portata in caxa dii principe, et cussi fu fato. Item, disse che a Zara era sier Polo Nani soracomito con lettere di 12 marzo da Costantinopoli, et che di brieve zonzeriano qui. Da Damasco di sier Beneto Sañudo consolo, di 12 decembrio. Ai rectori di Cypro in questa forma: le cosse del Cavro passano pazifiche e quiete, da poi la creation di questo nuovo soldam, de qui in questi zorni zonse uno castelam con grande autorità, et do-mandia intrar quel domino Castraci designato signor in Aleppo, el qual è con zercha schiavi 100, e inteso lui e il diodar foraussito trovarsi in uno di borgi di Alepo chiamato Pantussa, con zercha persone 5000, et compagnarà qui con el signor da Tripoli et Saffeto, et sarano quelle più zente potrano, et andarano a la volta d’Alepo, che prego Dio meli presto fine a questo poco di disturbo, aziò nostri non stogino più interditi et manchino di far li fati sui, che invero tal cosse sono con danno di la mer-cadantia. Da Baruto di sier Nicolò Coniarmi, di 14 de-cemlrrio, scrite a diali rectori di Cypro. In questa forma. Per lettere di Amam, di 5 dii mexe, si ha intender per via de’mori come Alidulì era partido di l’assedio di Alepo, et che era restà il diodar solo con zercha persone 500, et zudega che anche lui sia per partirse. Di quanto intenderà, per mie sarete avisato ; zercha quello habiamo da Damasco, come de lì era