Cherso ed ossero sotto la serenissima 29 che negli ultimi secoli s’aggirava inforno al sei percento. Questue per la città, consentite dal consiglio, per i bisogni della confraternita, largizioni in natura 1 e in denaro ai poveri, feste religiose e civili, rendevano le scuole benvise ai sudditi ed al governo. Certamente frataglie tanfo numerose e con sì svariate funzioni non potevano tutte e sempre andar bene. Ma c’ era il conte che aveva la facoltà di rivedere i libri d’amministrazione, assistere alla consegna della cassa ai nuovi gastaldi, conservare una chiave dello scrigno delle elemosine ; c’ erano le leggi che vietavano di essere posuppi di più frataglie, e debitori e conduttori e gastaldi insieme. E infine c’ erano le adunanze e regolari e straordinarie, alle volte onorate dalla presenza del conte-capitano; in esse si potevano chiarire le controversie, i dissidi, sanare i mali, e provvedere alla saggia amministrazione e all’ incremento religioso e civile della scuola : bastava la buona volontà. Negli ultimi secoli i verbali di queste adunanze si registravano nei libri-consigli : leggendoli nel manoscritto del Lemessi mi parve che i posuppi fossero stati rigidi e alle volte fin troppo scrupolosi amministratori delle sostanze sociali. Ne citerò qualche esempio. Una nobildonna avea lasciato la sua sostanza in eredità alla scuola del Rosario, ed i posuppi, giusta le disposizioni vigenti, aveano venduto tutto quello eh’ era stato possibile di vendere ; ma „ alcuni rottami de piatti, de caratelli e strazze de puochissimo valor e momento.....per diligenza usata, non si son potute essitare . . . “ ; tuttavia gli amministratori, eccessivamente ligi ai loro doveri, non osano levarsi dattorno quelle cianfrusaglie, e appena quando s’accorgono che „senza alcun frutto marciscono“, nella adunanza del 2 ottobre 1689 interrogano quale debba essere la sorte loro riservata ; e 41 confratelli, affinchè da esse „ si cavi al men qualche utile spirituale “, votano di incaricare i posuppi a dispensarle „ a poveri miserabili acciò preghino o diggiunino (!) per 1’ anima di chi erano essi rottami, e per 1’anime del Purgatorio, a laude e gloria del somo Iddio“. Un villico d’ Orlez offre alla fradaglia delle anime del purgatorio 400 lire, purché venga celebrala una messa ogni primo 1 Due volte 1’ anno vendevano ai poveri lana a 4 soldi la libbra.