4ié DE’FATTI VEN ETI Ei'mps- prelidioin Va uri, non fufficienteàdifenderiì,fenefuggì> elafciò Ì7AZ\tuoto > ed in libertà de nemici il luogo . Peruenutonel’auuifoà Profpero-colà auanzò frettolofamente l’altre, e poi l’altre militie, e finalmente andatoui, e paiTato aneli eiTo, feguitollo tutto il rimanente dell’efercito . Al primo auuifo che giunfe à Lautrech della detta rifolutione di Profpero, hauea fpedito, il fratello in diligenza verfo quella parte, per opporfègli ; Manonarriuatouià tempo , e già trouata prefa , e ben fortificatala Terra di Vauri» tornò al fratello, e rappreientogli il fuccelfo . Si gittò Lautrech allora ad vnadifperatarifolutione . Tolta dal Campo vna parte delle genti Venetiane, mandolla in Lodi al Gritti, ed egli entrò in Milano con tutto il reftante,per iui difenderfi, già che no potea luTam^1 vàlidamente in Campagna . Inuaghitoiì Profpero di Ulano- hauer tanto, e tanto in momenti confeguito, non Io afcriife a vaticinio ; riceuello à ficurezza di ogni intero felice auuenimento. ^jnvomper Ordinò lefercito , e prefentoifi con grande ardire in vifta di Mi-tonbatter- jano verfG Ja Porta chiamata, Romana . Non potea fperar men' egli di prendere quella gran Città, fubitocomparfoui. Pur valendo gli attentati, fe nonàfuperar’, à pruouar’almeno i nemici, rifolie di farne qualche ifperimento . Spinfe nell’imbrunir della notte il Pefcara con la Fanteria Spagnuola, e con le più fiorite militie del Campo,ad attaccar'vn Baftione dal canto di quel Bor-^fttjccano go , e di quella Porta, alIacuicuftodiatrouauafiTheodoroTri->a ¡¡aSito- uitio con buon numero di gente, in alcuna parte anco Venetiana. L’improuifo , ed impetuofo alfalto fouraprefegrandemente ogn’vno. Tutti però con forte petto fecero volar lauuiio à Lautrech, per vn bifognofo,e celere foccorfò. Non mancò egli tofto di comandarlo •, ma s’incontrò, che lo comandaifeà quegli Suiz-Zeri, che non partiti con gli altri loro Compagni, erano entrati fecoinMilano . Non vollero co fioro obbedirlo . Tardamente lo fecero anche li foldati dell’altrenationi, onde tato fitrouarono foprafatti lidifènfori, che non più potendo refiftere à fi gran con-t torrido- trailo , furono coftretti à qualche ritirata . Montati fubito non *° • più contefi i nemicifu’l Baftione, faltarono nel Borgo , penetrarono dentro alla Città , e commetterono tante fierezze , ed in-Efitr, andò cendij,che paruero più andatiui per defolar,che per acquiftar Mi-wbKu. Lautrech impauritofi à vn tantoromore, nè più in iftato di poterfi ordinatamente difendere, fuggì la notte medefima con lii-rlitfi kCaualIeria , e con tutte l’altre militie, che in quella gran con-feicUfufionepotèraccogliere , correndo frettolofo àfaluarfi in Co-rno. Spuntato il giorno , epublicatafì la di lui fuga , entrarono in Milano, Profpero, i due Cardinali, il Marchele, e tutti gli al-trioion meno allegri, che marauigliati di vn’acquiftocosìgrande