LIBRO DECIMOQVINTO. 601 à procurare con lui, e parimente col Rè di Francia, dibenedirui la pace, mandando ad amendue vn Legato ttraordinario. Con Ja República poi parea,che abbondale di ogni fuifcerato affetto • rNj*ntijal-Pareggiaualafeco negl’intereffi della Prouincia, ed ei con pater- l£*JÌ*a ne dimottrationi, ed ella con filiale oiTequio, fi medefimauano à gara in vn’iftettòfanto proponimento. Così andò reggendofi la ¿ «¡V Beatitudine Sua fino,che le primitiedel Solio non lehaueano per ancora tratti li penfieri fuori della priuatafrefca conditione. Ma per ben fcoprire gl’interni geni;, è l’ambitione il più efficace eforcifmo. Nel principio dell’anno nuouo principiò anch'egli àfuelare li I535«i> fuoi al mondo, mentre gli fi prefentò occafione d’illuttrare dVn Principato la Cafa. _ jtOMm* Trai pochi giorni, che fi erano impiegati ne’ funerali del de-Scofertafi fontoPapa,edin quelli di chiuderfi il SacroConclaue, follenni- m zaronfi le Nozze di Guido Vbaldo,figliuolo di Francefco Maria, Ducad’Vrbino, in Giulia figliuola di Giouanni Maria Varano, Duca di Camerino, ch’era in que’ tempi mancato di vita,e l’hauea lafciataherededelDucato, comevnica rimaita della fuaproia-pia. A ifunto Paolo alla Santa Sede,lodò ancor egli ne’primi tempi il Matrimonio ; ma tocco poi dalla pattìone del dominio, concepì in fefteifo, che eiTendo quel Ducato di Camerino fèudo della Chiefii, e per la morte di Giouanni Maria fenza figliuoli ricaduto nella difpofitione de’ Pótefici,poteife valer’egli al coniegui- ¿»ci" mento del defiderio. Pafsò prima à intimationi contra Francefco menno d-Maria ; ma già etto impotteiTatofi,in vece di arrenderfi, anzi ap- vroffde parecchiandofi più tolto allarmi, lofè prorompere in rigorofe fcomuniche, & in militari ammaffamenti. Premerono molto al- d nbino. la República quetti principiati bollori, e per gli fconcerti, che po-teuano nuouamente fouuertire la Prouincia, e per l’affetto, e per lobligo fuo verfo il Duca, che hauealain tanti bifogni, e per cosi lunga ferie meritoriamente feruita. Pafsò caldi offici; pretto al Papa ; nè fiate baflanti per fuperarlo ragioni, e preghiere, auan-zofli ad offerirgli,eh e fi farebbe rimetto il Duca inGiudici, perche terpone. diffiniffero il tutto,che co ampia autorità. A ciò meno fi compiacque la Beatitudine Sua di acconfèntire,onde premendo a’Padri di eftinguere più,che andauafi accendendo, il fuoco, rifolfero alla fine di ricorrere àCefare,accioche con la fua Imperial’autorità vi Ericantd s’interponeffe. Incontrò Carlo volentieri l’occafione. Già im-c^arr-patronitofi in Italia della più bella,e più fiorita parte,trattauafi di conferuar co la publica quiete quella di fe fletto,e di fodisfar’infie-mealla República, che per l’alta ftima, che di lei facea, bramaua cbrvm fopra tutto di obligarla feco in vna fincera amicitia. Efercitò con Gggg Paro-