173 MDXX, SETTEMBRE. 174 andar a Salila Maria del Popolo il zorno di Nostra Dona. Scrive sier Hironimo Lippomavo di Roma, di 4,particular. Come a dì 27 Avosto di note vene la febre al Papa, et vene 4 parossismi di terzana ; ma è passati do dì e non ha ’ilio altro ; lieva suso, va per camera, sta bene, e luiTà visitato. Si lien farà uno over tre cardinali il primo over secondo concistorio. Le pratiche vanno atorno. Fiorentini feno lajar la lesta a Renier di la Saxela pisano. Lo fazeano condur a Fiorenza, et uno de li Vili con il Maislro di la jusli-tia li andorono conira, e scontralo apresso Volterà, in campagna li fece lajar il capo; non se intende la causa. È letere di Fiandra, lo Imperador per lutto Septembrio voi esser in Germania, 11 re di Franza è apresso Bles a caze e piaceri. Domino Philiberlo era stalo a l’Imperador e tornava in Franza dal re Cristianissimo. Si lien farano triegue fra loro Re. 115’ Di Palermo, di sier Pelegrin Venìcr qu. sier Domenego, di 28 Avosto. Come don Hugo di Monchada capitano di l’armata stala a Zerbi non osava venir in ierra, e si stava a la Fagagnana, e questo per dubio che li fanti volevano esser pagali de li suoi stipendi. Et che erano letere di Spagna, come li moti in quella provintia erano grandissimi, et che le cità di Valenza, Cordova, Sibilia, Salamancha, Burgos erano acordale insieme, e fato capitoli tra loro: primo di non lassar fuori di Spagna le intrade; secundo che s’il re Catholico voi tornar in Spagna vengi ma senza nessun fiammengo ; terlio che se ’1 non venirà in fra un certo termine, di voler far maritar la serenissima Regina vechia nel principe di Calavria fo fiol dii re Federico, il qual si atrova pre-son ne la lore di Saliva. Item, come haveano fati 13 capitani con 1000 fanti per cadauno, et haveano scrito al Pontefice che ’1 vogli far andar a star a li soi episcopati li prelati, perchè altramente loro farano intrometer le intrade, et le spenderano parte per fabrichar di le chiexie e parte dariano per l’amor di Dio. Item, come andando di Sicilia a Napoli uno ambasador dii signor di Zerbi, in Napoli lo haveano fato morir, et che Zerbi era dii signor, qual è stato zà 100 anni, e non dii re Catholico. 116 Diluvio venuto a dì 27 Avosto 1520 in brexana. Ve anonzio una nova quale al tutto sbigolite li homeni di questa valle. A dì 27 de Avosto, venendo el Martedì, vene una piova a le parti del piebeato de Edolo, e non altrove, tanto grande che l’Ojo et valli de Veza, certa vallela a li pressi del Ramni e Valle Rabia de Sonico fo in tanto incremento, che dal de-luvio in qua non fo tal cossa in questa valle. Prima a Ponte de legno, a Prà et a Pentagna, et..... . . . morte persone, sequendo a li . . . , et è vernila una rovina che hano desinilo molini e case, possessione, albergi de campagna eie., et lo simile de Veza. Non dico niente li edefizi de li molini, faucine e case, el maxime quelli del Commi e quelli de domino Mafejo et li altri sono destrulli et minali, come ultra rovinar de prati et campi et albergi, fino a lo albergo di domino Martino de Parisso in . Vajana, et molti molini et hostarie et case a Edolo. Tutte le fanzine et molini, foli et tentone et case de la terra dimenò, con rovina de le case di Pezoli et Prati, di la casa de Barlolameo de Pasi con in-comprensibile rovina e depositione. Et non de man-elio de le bande de Corleno. Poi uno exterminio allo, flebile, borrendo de Sonico, dove per mezo la terra è venuto una rovina deslachata dal monte, dove mai non fo, de sassi grossissimi, quali hano extir-pato numero infinito de albori et castagni, et poi al luto dessolato cercha case sessanta, de note a im-proviso, et è spinta in Ojo con rovina de mobile et persone. Sono morti in la dita terra numero sessan-taquatro, quali la zornata se vano trovando, el se trova li corpi lacerati chi senza capo chi senza brazi chi senza gambe, uno pezo in qua et uno pe/.o in là ; con rovina di le biave el feni avevano excussi. El lai rovina, descorendo in Ojo per far li Iraversi et re-teni, dita rovina exlrala parte assae del piano tra Edolo et Sonico, da poi ha desinili fauzini et case altre, el la fauzina integra del nostro magnilicho domino Pietro de Fedrici, e de inde tulli li ponti de Ponte de legno viene in Cuzeno et Veza, Malano, Cidegol, Siancea, Breno, eie. tutti desinili et strepi e con una universal jaclura de teritorio et de tanti lignatni, che se quelli de Ponte di legno avesse abulo adito, sariano andati fina lo Cevo, per lo grande et incomprensibile incremento de li fiumi, per li quali si vedeva mobili de ogni sorte. Et dico, se avesti visto li legnami di opera che sono venuti zoso, se ’1 fusse andato tutta la vai come le persone in uno mese non ària possuto rovinar tante case come è minato, che el pareva fosse andata a deslruzione quella povera vale; poi destruti logi l de carboni, che credo sia andati fina a li exlremi del lago sachi quatro milia, poi non digo de li feni et semenze et meio et altri fruii da Ponte di legno infino al lago, perchè la vai era tutto lago, et pareva volesse exorlir uno altro deluvio ; che se ve-