285 MDXX, OTTOBRE. 286 Provedador con le fusto pocho lonlun. Et cussi apro-ximato, levò una bandiera di... . per il che vene uno copano con alcuni dentro a domandar quel voleva. Li disse il lutto. Et havendo mandato alcuni homeni per aqua, par che quelli di la terra in questo mezo metesse l’artelaria a ordine per sfondar ditta galla, venendo molti turchi a cavalo fuora di la tera. E1 schiavo dii Signor era smontado in terra per far la sua Pasqua, che aponto quel zorno era il suo Ramadan. Or vene nel copano uno ciladin di Corfù, nominato Samali Pandin con do altri, a dirli, senza voler dismontar, che lassar dovesseno le fuste ; ma apena si potè parlar, che de la terra fo (rato alcune artelarie per sfondar esse galìe, et li homeni man-. dati in terra per aqua fono da li turchi tajali a pezi; per il che le fuste tajano li cai per fuzer a terra, e parte fuziteno, e parte fono tajali a pezi da li galioti di le altre galìe, quali erano Arbesana, Vejana et Pe-tratin da Corfù, et posto a saclio tutto vi era dentro e tolseno le fuste. Lui veramente, vedendo esserli trato di la terra arlelarie, al meglio potè si tirò per remo e ussì fuora, non senza gran pericolo, pur con non voler trar a la terra niuna arlelaria, che si avesse trato hariano fato mal assai ; e fo feriti alcuni di la galla. Scrive che ’1 Provedador manda le fusle a Corfù, et crede recuperar li danari e robe tolte; et erano su ditte fuste homeni 450, et non haveano vi-tuarie di darli da roanzar, nè etiam a le galle. Dii dito, scrita a sier Marin Contarmi, data al Zante, a dì 20 ditto. Scrive, come il Provedador di l’armada ha ordinato le fuste siano mandate a Corfù, e le robe recuperale siano poste in deposito, e li danari trovali, ch’è zercha ducali 520, et ha scrito letere al Baylo di Costantinopoli con avi-sarli dii tutto, per una nave che va a Constautinopoli. Replicha la cossa di Coron, come fu. Si dice erano da ducati 5000, ma lui non ha auto nulla. Scrive, che in la barella che li vene a lui, essendo sotto Coron, erano alcuni cristiani, quali partono in greco dicendo: « Che fate qui? andate via ». Poi di quel era su la torre, fu visto far segno a quelli de la barella col tuliman si slargasseno, per poter trar l’artelaria per sfondar la sua galla, et cussi si slar-gono ; par da le galie siano sta morii turchi 200, 179 il resto anegati e fuziti in terra, nudando, et rcsla col Provedador Sinan rais col suo fiol e do altri, qual manda a Corfù. E scrive, è sta aperte le casse di le fuste, e tolto quello erano: lui vien a disarmar. Di sier Domemgo Capelo provedador di l’armada al Zante, a dì 20 Setembre. Nara il caso seguito, come ho scrito di sopra. Et che a dì 8 a Cerigo li fo apresentà le 4 fuste. Nara di uno gripo di Malvasia che dite fusle havra preso, et toltoli il cargo et ducali 30 al patron, et li homeni posti a remo sopra le fusle. Manda la copia etiam lui dii salvoconduto dii Baylo ili Constautinopoli. A dì 14 vene, con 6 galìe, poi fato el consulto con li Sopracomili verso Coron per saper da quel diadi. Nara il caso seguito, et che Turchi di le fuste ta-jato le gomene se butono a 1’ acqua per fuzir, et parte fono amazali su le galìe era con lui, videlicet Vejana, Arbosana e Petralin da Corfù, e le fuste mes-seno a sacho. Scrive quello à ricuperato, qual manda a Corfù in deposito, et cussi le fuste. Ha scrilo al Baylo di Costantinopoli il tutto. Sinan rais e suo fiol e do altri è con lui restato, qual lo manda a Corfù in li casleli, et scrito a Constautinopoli il Signor ordeni quello voi di lui, qual è stato corsaro grandissimo. Fo quello prese la galìa di sier Toma Moro. Questo Synan rais è fradelo dii Barbarosa domina in Barbaria Alzer, et dii ditto Synan ha rechiami assai. Scrive, haver lassato a la guardia a Cao Malio sier Hironimo- Lion, et mandate galìe di Candia a disarmar eie. Fa processo eie. Dii dito, date in galìa a Corfù, a dì 27. Scrive, per sier Al ex andrò Contarmi, vieti a disarmar. Avisa, dito Synan rais andò di Barbaria al Signor turco con do fuste, et apresentò al Signor 20 puti, 5 lioni, et do capi spagnoli da parte de suo fradelo Barbarossa, domandando una bandiera dii Signor, e li bassa non ge la volseuo dar, et feno apichar li do capi spagnoli, et vender li puti, e poi stato zercha uno mese, lo expediteno, con dir volerli dar bandiera; ma ben tnanderia con lui uno homo schiavo del Signor, a veder il paese et tornato poi li manderia la bandiera. Il qual si partì da Costantinopoli con ditto schiavo e con la letera dii Signor et uno mandato dii nostro Baylo, con 20 homeni per fusta, et zonto a Metelin, armono le fuste di homeni di mal far, stati corsari, e comprò la mila di una altra fusta per ducali 90 et cussi feno conserva, et a Negroponte robò 6 turchi et altre robe, et veniva zercando di far danno a chi in mar havesse trovato, et verso Cao dii Ducato prese uno gripo di Malvasia con homeni 16 suso eie. Scrive, come le tre galìe era con lui Provedador soto Coron, videlicet Arbense, Vejana e Petralin, le messene a sacho. Fa processo, e di le gente in-quisilion per notar il (ulto quello recupera, et ha posto de lì. Scrilo a Costantinopoli di questo etc. Avisa, dillo Synan ruis, è anni 45 è corsaro, ha so Gol con lui. Avisa come manda le galìe a di-