238 MDXX, SETTEMBRE. 234 partili a dì 3 introno a Cales, dal quale loco poi a dì 5 sì parti il Re acompagnalo da oratori e il resto di la comitiva sua, et al tardo pervenero al castello di Guiñes, dove Sua Maestà inter alias havia fatto edificar fuor di la forteza uno palazo qualro piedi sopra la terra di saxo, lo resto dì legnami et le pa-rieti di canevaza et cussi il coperto. Questo palazo è per quadro: in mezo una corte grande, ogni parte è longa verge 200, larga 60, cosa grande et richissima per esser tutte le parte quadre divise ciascuna parte in doi parte grande, et ciascuna di quelle in quattro saloli over camere. Tutte queste parte erano fornite di dentro di razi belissimi a figure di seta et d’oro, et tra le altre sale quella di la Regina era fornita di razi a verdure minutissime, pur di seta et d’oro, li più belli che mai di vista di homo siano stati veduti, costano scudi 7 al brazo. Eravi in ditto palazo due . capelle che ambe guardavano ne la irtagior capella, tutte investite: la prima di drappo d’oro et velluto verde, alto basso, con sopra l’insegna dii Re che 149 * sono rose, lo ligame della Gallitiera de........ quartiti con li gigli, et la seconda di velluto cremesino et violeto, alto basso. In ciascuno di quelle, doì allaroli, con sei figure per uno di oro massizo alle più di uno cubito l’una, et bacili dui di oro che passavano ad judicio nostro ducali 3000 l’uno, dui turiboli d’oro, due navicelle, do candelieri et uno calice pur d’oro, et questo per ciascuna de ditte cápele, de le qual una era preparata per li Re l’altra per la Raina, e ciascuna liavea un seraglio alla foggia di An-glia; ma in quello dii Re de oro tirato, l’altro quello de la Raina di velluto allo basso cremisino. In quella dii Re, sopra lo altare, olirà le ditte cose vi erano sei figure di gemmo, un santo Giorgio a cavallo che ferio il dragone et uno sanio Cristophoro con il fanciullo in spalla, ambe queste erano di diamanti, uno presepe di varie gemme, santa Orsola con la compagnia, santa Catarina et santa Barbara, cose tulle che valeno un mondo. La capella grande era coperta tutta et razata di drappo d’oro et ve-lulo verde, con li dodese Apostoli d’oro sopra l’altare e uno crocefixo in mezo di alleza di un brazo. Da l’una di le bande di questo palazo è tirato uno corridor ovver gallaria che protende fino alla porta del palazo de Guiñes, de dove el Re ascende et descendo al ditto palazo a suo piacer et beneplacito. A dì 7 dii presente mexe di Zugno, come era apontato, doveasi far le visite dii Christianissimo re di Pranza el il re di Anglia. A ore 21, questo serenissimo re di Anglia si levò da Guiñes acompagnalo, primo dal reverendissimo cardinale Ebora- cense, quale andò a paro di Sua Maestà, poi dal umilio pontifìcio a paro con lo archiepiscopo Canlua-riense, lo orator ispano con il duca di Buchingan, lo Orator veneto con il ducha di Sopholch, poi lo resto di signori et cavalieri al numero di circa 500, tutti benissimo vestili di oro et seda, et prcesertim la Maestà dii Re, che portava in dosso una zimarra di broccato d’argento lutto tagliato in pezi et convinto con cordoni pur d’ argento, a li una de li quali pendevauo belle zoje, et una collana al collo di gemme di grandissimo valore. Questa compagnia, parte precedeva, parte subseguiva il Re a doi a doi. Da la banda era la guardia dii Re per numero 500 vestiti di saioni quartali di velluto bianco et verde, 150 e tulio il busto.ricamato alla rosa, che è la insegna regale, tutti con alabarde in mano: questi facevano testa ad uno squadron di pedoni 4000, che fu un bel vedere et sì grande che dette qualche suspitione alle parte di Franza, di maniera che mandono ambasciatori per sopraveder el numero di tal comitato et si erano armali o non, et ritrovali quelli esser senza arme justa li capìtoli. Fu et ¿am successive ob-servato quello instesso per gli anglici verso francesi. Tandem assicurate ambi le parti cosi anglese come francese, si processe avanti fino a una collina al fondo de la quale è una amena vallimi che si apella Va-lis aurea. Sopra questa colina il Re anglese si fermò, et tulio il comilato seco si slargò facendo quasi una ala ; et quello instesso observò il re Christianissimo, perchè pervenuto a la collina opposita a questa pur riguardante la vailina, al fondo de la quale era teso un padiglione coperto di oro. Et qui fati fermar li oratori, el Re anglese fece evaginai1 la spala, qual portò el Marchese, et solo esso Re con il Cardinal a cavallo, a piedi el Gran scudier vestito di sajon d’oro, et domino Riccardo Winfeld orator di questo Re apresso il re Christianissimo, alora venuto di qui, vestilo d’una zimarra di brocatello donatoli per il re Christianissimo. Questi Ire discendetene alla vallina, e da l’altro lato quello instesso fece il re Christianissimo solo a cavallo, et a piedi il Gran contestabile che portava la spada nuda, monsignor l’Armirajo con la insegna del fischietto et il Gran scudier a piè. Devenuti li Re al fondo di la vallina et apropinqualisi, prima si salutorono con le barete in mano, poi molto amorevolmente se abrazorono così a cavalo; deinde smontati da cavallo iterum se abrazorono, et introrono nel preparato pavione, insieme con il Cardinale, dove sle-tero rinchiusi per spazio di meza bora. Poi ussiti iterum si abrazorono frequentemente, e montati a