13 MDXXVI, OTTOBRE. 14 Per questi tempi cativi non si ha potuto esser insieme con el magnifico capitanio Navaro, qual de qui si aspetta con e! primo tempo per far quelle expedition di queste nave de formenti prese..... de qui per quello potria occorer, et non vedo l’hora per esser mio homo et andar dove potrà acader senza pensier alcuno, imperoché venendo l’armada spagnola, qual se dize sarà presta, bisognerà star in cervello et non haver l’animo in tanti luogi. Però se io dimando le galie baslarde non parlo fuora di proposito, che se le havesse presso de mi, potria esser quelli di Veniexia si contentariano de mi. Tamen io farò sempre dal canto mio quello son debitor. Idio disponi el meglio. Heri zonseno de qui le 8 galie ritornate di Corsica, quale hanno con-duto ancora de la preda restava de li navilii erano cargi per intrar in Zenova. Per l’aviso se ha hauto, solum uno mancò che non siano sta presi tutli, et uno pizolo per avanti che con un tempo fortune-vole intrò in Zenova, et non se li potè devedar per la fortuna granda. La preda è stata tanto grande et fata senza combatter, che è stala cosa miracolosa, essendo andate le tre nostre galie insieme con le altre cinque, che sono 8, alla volta de l’isola di Corsica, et gionti de li sopra una ixola, trovorono una nave di bote (300 nominata Vivalda, quella preseno et insieme con ditte galie conferitosi tutte a P ixola de la Cavrara, discoperseno vele .8, di le quale 5 teneano la volta di Ligorna et tre a la volta di Capo Corso, a le qual 5 andorono le tre galie francese et se le lassorono fuzer da le man. Le tre veramente fono prese per le galie 3 nostre, et do del Pontefice; il che fatto questo, le nostre ri-tornorono subito in conserva con quelle del Pontefice a P ixola di la Cavrara, et doi zorni da poi ebeno vista di una grossa nominata Lumelina, nave grossa di botte 1500 et piui et la preseno ; et per la guarda che era in cheba di ditta nave, fu discoperto vele 13 fra grande et pizole quale andavano . ala volta di Bonifazio per passar a Zenoa, qual discoperte se mosseno primo a la volta di la grossa nominata Fiesca, et quella prese. Ditte galie si separano ; due del Pontefice andono verso Capocorso a tre vele, due di le nostre se acostorono a ditta ixola di Corsica, quelle del Pontefice preseno tre vaselli, le nostre preseno un galion, P altra nostra che fu la Grilla andò verso la Bastia et Bonifazio, et tra la sera et la notte seguente ne prese 8 fra grande et pizole, due di le qual dovevano venir di longo a Porto Venere dove Pera mandate per dille galie. Loro andorono a sorzer sotto uno castello nominato Rico castello di San Zorzi, et le hanno retenute per bisogno hanno de formenti, et fina tre zorni se andarà a Porlo Venere et andarasse a quel castello, dove se haverano per bontà o per forza. Le altre tutte sono zonte a salvamento a Porto Venere, a Ligorna et qui a Porto Fin, le qual summano grande et pizole 18, et 4 prese de qui per nui, et 12 per el capitanio Navaro, che asen-deno a la summa de nave 34 grande et pizole; la qual preda è stala cosa sopra de miracolosa, che tutte siano capitale ne le man nostre. Sono da stara 110 milia et piui, et assai formazi. Quanto al partir non so quello si farà. Ben è vero sono da tre inue mezane de quelli de Saona, che credo se restituirà per esser dada a la devution di la liga. Questi so-pracomiti, messer Francesco Grilli, messer Pelle-grin Bragadin et Jacomo Badoer meritano laude grande. Perdio, non so quanto mèglio si havesse potuto far. Queste galie hanno comenzà a condur de qui dei biscotti fati et che se fanno a Ligorno miara 50, la milà per conto del Doria et P altra mità per nui, el reslo se fa fin 10 zorni sarà compidi in tulio da miara 34. Etiam de qui si fa biscoti et si vederà di farne far, potendo, a Saona, sicome scrive la Signoria. Tien questa invernada staremo in queste bande, però voriano fornirse. Questi di Zenova hanno fatto la descrition del formenlo se alrova dentro la citlà. Dicono non ha-verne per zorni 20. et non ne aspeclario da mar piui, salvo che per via da terra qualche poco ; ma chi li tolesse el passo de Novi li toria la via di le vittuarie : chi mandasse qualche numero di fanti a quella volta si poria far gran fruito et li faria mudar pensier senza troppo longeza di tempo, et chi li desse ogni picolo arsalto da terra se faria frullo, et chi haverà Zenova sarà signor de Milan, perchè non potrà no più haver danari di Spagna, nè zente. El Capitanio et tutti insieme volemo armar queste nave grosse per rispetto di Parmada spagnola, però voria qualche galia bastarda, aziò se possi mostrar el vixo. Copia di una lettera di sier Alvise d’Armer provedador da mar, data in galla in Por-tofin, a dì 2i Septembrio 1526 a hore 6 di notte, drisata a sier Jacomo suo fiol, ricevuta a dì primo Octubrio. Come a di 22 scrisse del zonzer de qui le 8 galle, le qual haveano tatto un poco di preda, perochè