307 MDXXVI, NOVEMBRE. 308 per quanto se intende da alcuni venuti da Gambara questa sera, doveva alrovarsi li con molta gente a piedi et a cavallo per andar a tal impresa. De qui molto si spiera che, essendo presti, conseguirano la indubitata vittoria. Del ditto, di 22, a hore 7 di notte. Scrissi a hore k, questa sera inimici dovea zonzer a Ga-zoldo in su la strada ditta la Levada per andar a Marcaria. Hora, hora mi è zonto una spia, la qual hozi zerca 20 hore inviai per intender con più cer-teza il tutto, qual mi ha referto esser andato in campo de ditti todeschi che sono afozadi a Rivalta verso lo monasterio di Santa Maria di Gratia arente a Mantoa 5 mia, et è vero che i doveano alozar a Gazoldo et haveano manda a preparar per il viver; ma havendo consulta el conte Lodovico di Lodron con quelli conli di Gazoldo, par mutasseno opinion, aviandosi al loco preditto di Rivalta, et per quanto potea intender, si voleano drezar verso Borgoforle sopra Po et lì se iudica che passeranno Po. Ho scritto al Capitanio zeneral, 170 Copia di do lettere di Mantoa di Gioan Ja-como Citadino, date a dì 23 Novembrio 1526,drizate a tnesser Evangelista Citadino suo fratello, in Venecia. Reverendo messer Evangelista. Perchè adesso gli campi e le guerre sono qui in mantovano, mi pare debito mio avisarvene. Gli lanzchenechi sono stati questa notte a Rivalta vicino a Mantova 6 miglia, apresso S. Maria di Grazie un miglio. Hoggi per tempo si sono levati et entrati nel Seraglio a (’.orlatone, et passati apresso Mantova doi miglia, et sono andati a Borgol'orte. Hanno mandato a dire al signor Marchexe che, se non gli provede di barche, brusarano tutto il paese, et così si provede che a Borgoforte siano barche assai, aziò passino presto il Po. Questa furia di passar fanno, perchè il signor duca de Urbino gli vien alla coda. Questa notte le gente sue sono al-logiate a Pralboino et Caneto, et li cavalli Iegieri di Mercurio erano apresso agli lanzchenechi 5 o 6 miglia, et il Duca vien con il signore Giovanni di Medici cum tutta la gente d’arme veneliana et circa 12 mila fanti, et gli vengono seguitando alla gagliarda. Il signor Marchexe ha fato dare l’acqua intorno alla città et provisto subito di grossa guardia. Per quanto se intende, costoro sono circa 10 milia fanti, non hanno 100 cavalli in tutto, et la magior parte sono cavalli de artegliaria. Sperano avere artegliaria da Ferrara et altre provisione, et quanto se intende, il Guizardino è andato a Ferara per tirare il Duca in lega, et se è contra, costoro si vederano spaciati; ma gli suoi fautori dicono che non dubitano punto del Duca, perchè dicono è imperialissimo. In ogni modo hanno gran paura delle gente venetiane. Et confessano che se veneliani si trovavano sulla campagna di Brexa quando loro passorono, che in tutto erano rotti el confusi. Penso che passarano domani il Po, avanti che le genie veneziane siano agionte a Borgoforte. Si dubitava volessero andare a passare Oglio a Marcaria, et se ci andavano, li veneziani sarebbero stati a tempo perchè il loro exercito è più vicino a quella volta. Pare che minaziano di andare a Bologna et Firenze; non so che sarà. In Manlova sono entrali solamente qualche suoi messi a parlare col signore; gli altri vanno tutti insieme. Il conte Maxi- 170* miliano era per venire a Venetia, zoè Stampa, et mi ha sconiurato che io voghi fargli compagnia ; non posso farlo senza mio grande incomodo. Adesso non è tempo di andare per viagio, et li ho scritto non si muovi finché siino passati questi exerciti, che ora sono su la via da qui a Cremona. Del ditto date a dì 2i Novembrio, a hore ... Messer Evangelista mio] A me ora tocca avisarvi delle nuove di qua, poi che ambedue li campi sono entro il Seraglio di Mantova, che forsi mai più a di nostri fu veduto essere aperto il Seraglio a li campi de altri signori. Heri vi avisai di quanto allora occureva, et come li lanzchenechi erano entrati nel Seraglio a Cortalone et andati a Borgoforte, et che’l campo de veniliani li seguiva a grossa giornata. Questa notte il signor duca de Urbino è allogiato a Castellucio, vicino a Mantova 7 miglia. 11 signore Giovanni de Medici, et signore Aloysi Gonzaga erano anche più vicini, et se il Seraglio era aperto, entravano et davano alla coda de lanzchenechi; ma essendo alzati li ponti, se è perso tempo, finché è stalo giorno per bavere licenlia dal signore di lasciargli entrare. Heri sono entrali, et aggionli a Borgoforle anziché tutti li lanzchenechi (ussero parliti, et ivi hanno scaramu-zalo qualche puoco, et amazali alcuni lanzchenechi, aspectando che il resto del campo seguitasse come poi ha seguitato, et va continuamente seguitando. El invero il signor duca de Urbino camina assai, et non ha fatto poco a caminare tanto, che gli ha ag-gionti. Li lanzchenechi cum minaziare di brusarci