633 MDXXVII, GENNAIO. 634 come il Papa exortava la Signoria si facesse animo a fiorentini, mandando lì uno nostro segno, overo exortar fiorentini in Venetia a scriver a quelli Signori. Scrive, si mandi zenle contra il duca di Ferrara che voi esser cesareo, et si mandi l’armate a l’impresa di Sicilia ; et il signor Alberto da Carpi ha scritto al conte Piero Navaro venisse con l’armata uno suo a Civitavechia, et la sua persona andasse in Fiorenza. Scrive, il Papa è molto conquassato; dice spender ducati 80 milia al mexe et non poi più spender. Et havendo inteso esser venule lettere del Viceré, fo dal Papa, qual li disse era vero, ma che ’1 voleva andar intertenuto, ma crede non potrà far dimancho che non fazi l’acordo, ma prima ne lo farà intender aziò possiamo revocar le zente dì qua di Po. Li cesarei si voriano prima acordar con Sua Santità ; poi con la Signoria nostra far un’altro accordo. Voria dal Papa 150 milia ducati et le terre zà ditte, et etiam suo nepote per ostaso. Il Papa monstra voler assentir a le trieve ; dice con 50 milia ducali tien il Viceré le farà, et Soa Santità voria pagar 100 milia per farle ; non poi star a questo modo, non ha il modo di spender; si dubita fiorentini non si accordino prima per esser quelli molto inviliti. Il Datario et il Salviati li ha ditto cussi, il reverendissimo Farnese voria il Papa fugise di Roma, et lui non voi andar in Franza et marito a Veniexia, et defendersi qui non poi ; la terra é grande, vi è gran carestia ; cegna voler far le trieve o la pace, ma le voria far insieme con nui, et per raxon che lui Orator dicesse a Soa Santità, mai lo potè aquietar, dicendo esser disperato, non vede haver aiuto da alcun, sichè da paura converà far le trieve. Et si trata l’Imperador li dagi 6000 fanti et 600 homeni d’arme per soa defension, et lui ne meterà altratanti et 8 galie, et voi andar a la impresa contra Turchi o contra lutheriani; Soa Santità investe il duca di Ferara del suo Stato. L’Orator li disse quello voleva far ; Soa Santità disse che la non concluderla nulla senza nostra saputa, et exorta si mandi le nostre zente di là di Po. A dì 12. La mattina, fo lettere di le poste, venule questa notte. Da Bergamo, del proveditor seneral Contar ini etprocurator Pixani, di 9, hore . . . . Come esso Pixani quel zorno era zonto lì, stato a Lodi, dove ha provisto et mandatoli di Crema uno canon grosso et 10 barili di polvere fina da schiopo, et tolto uno canon grosso rotto era 11, et fato condor in Crema. Scriveno zerca-danari si mandi ; et come hanno recepulo la dcliberation del Senato zerca meter in arbitrio del Capitanio zeneral di passar Po etc. Unde è stati con Soa Excellentia, et di-toli tal deliberation. Soa Excellentia dice : . . . Item, si ha Barbon esser ritornato a Milan, et altre particularità. Da Crema, del Podestà et capitanio, di 9, hore 9 di nocte. Manda avisi : Copia di lettere del signor conte Paris Scotto, da Piasenza, a li 9 Zenaro, 1527, hore 17. Illustrissimo signor et patrono osservandissimo. Ho recepute le sue di 5 et 7 del presente, quale molto mi sono state gratissime intendendo li avisi a me scritti per vostra illustrissima signoria, a cui rendo gratie immortale. Li lanzinech sono di qua di Trebia, et vostra illustrissima signoria haverà per aviso de qui come essi lanzichenenech questa notte passata sono intrati in uno castello nominato Goso-lengo, assai forte, quale è de certi frati de Santo Sisto distante di Placentia per migliava 5 et non più, et firmamenle se tiene debbino venire a la terra. Qui non si attende ad altro che a fortificar la terra ; et gli sono più de 2000 guastatori senza quelli di la terra, quali continuamente tendeno a fortificare la terra, et spero in Dio, se non gli serà trattato, che se li inimici gli vengano ne [laveranno poco honore. Vero é che gli sono a Placentia qualche homo che ha gran timore, et se non fosse la fede quale hanno ne lo exercito di la Illustrissima Signoria, credo che la maggior parte seria fugita ; pur questo è quello che li fa intertenirsi. Alla parlila del cavallaro, scriverò a Vostra Ma-gnifSenlia a la quale etc. Sottoscrilta : De V. 111. S. devoto servitor Paris Scotto. Copia di lettere di domino Babone di Naldo, da Piasenza, di 9. Da novo habbiamo,come lanzichenech sono lun-tan de qui 4 miglia, et hanno piglialo uno castello se dimanda Gusolengo. Nui pensamo certo voglino andar a la volta di Fiorenza. Altro per hora non zè, salvo mollo loro svalisano. Ba sier Zuan Vituri proveditor seneral,