445 MDXXVII, aziò che imperiali non habbiano tempo di fare maggior pie’ di quel che hanno fatto fin qui. Et la ragione che tiene la Sua Excellentia ad far la guerra in queste bande, è per non lassare il Stato de fiorentini in preda de minici ; gli quali fiorentini, per esser troppo sensitivi nè volere guasto sul suo, facilmente polriano accordarsi con imperiali, il che saria la ruma di la impresa, come può ognuno iudi-care. Et quanto pili lontana si tiene la guerra verso Roma, tanto meglio sera, per non voler loro che questo exercito tochi del suo Stalo ; il che fanno in-294* tender ogni di. Et per questo insta che si fazi intender a monsignor di Lautrech che vengi di longo et con celerilà senza fermarsi in loco alcuno. Li maestri del campo sono stali a veder certo alogiamento verso Castiglione del Laco, pensando che ’l dovesse esser al proposito per inlerlenir questo exercilo, il quale patisse stando <|uì, maxime perchè non si trova da pascer li cavalli; ma hanno trovalo che non li è acqua a sufficientia per bisogno di tulio il campo. 11 signor Federico Gonzaga è stato eleclo ad andar a veder il paese per trovar un sito forle da meter col campo in caso che imperiali usciscano di Roma nauti la venula di Lautrech, per poterli resister et velarli che non faciano danno sul tereno de amici. È stato scritto al signor Loise Gonzaga per un gentilhomo da Todi, che lanzchenechi sono ussiti di Roma ; pur non se li crede perchè non se né ha aviso da altro loco. Esso signor è andato a Cortona amaialo di febre et de una descesa che li é venuta ne le gambe. Missier Paulo Luzasco è partito questa matina per Mantoa. Il signor Jidio Sa-vorgnan è ito con lui. Esso missier Paulo conduce seco la compagnia la quale non ha voluto pigliar denari se lui non restava qui ; ma per esser stalo deluso da fiorentini, quali hanno dato la condula di fanti, che havevano promesso a lui, al signor Hora-lio Baglione, non ha voluto restare per conto alcuno. È qualche differenza tra questi signori circa il pagamento di le spexe che accadeno farsi per bisogno di lo exercito ; pur la cosa pigliarà bona forma, et ogni dì loro signorie gli sono drielo per lo assetto. Il signor Duca mostra servir mollo mal volen-tiera a la Signoria, et ha ditto al Provedilor, che lui per non mancare a l’honor suo è per servir con la persona sua fedelmente ; ma per servir di mal animo, pensa non poler far cosa bona in suo servilio, et tanto più che non voi far cosa che lui dichi, anzi si fa tutto il contrario. Per li avisi che ha il comis-sario fiorentino, monsignor di Lautrech parti da luolio. 446 Lione a li 13 di questo per venir in Lombardia ; ma non fu vero. Advisi di le cose de Hongaria, habuti da do 295 mercatanti venetiani quali se partirono da Suda a li 18 Zugno 1527, et affermano come qui sotto, ricevuta a dì 3 Luio. Che la Maestà del re Zuane se atrova in Buda, et che erano venuti a Soa Maestà tre honoralissimi ambassatori, uno de Polonia, uno de Valachia et uno de Moscovia, et expectavano el ritorno de li oratori di quela Maestà andati a Lomuz terra de • Boemia, per esser insieme cum li ambassatori del re de Polonia et del principe Ferdinando, quali dovevano gionger de bora in hora per intender la resolulion de quelo haveranno fatto, et se iudica che siano venuti ad oferirse in aiuto suo. Come era stato a quela Maestà uno valentissimo capilanio nominalo Radiz, qual voleva esser suo cnpitanio in tempo che l’era vayvoda de la Transylvania, et al presente è a lo stipendio del signor Zuane Negro. El qual hebbe audentia secreta, et fu subito expedito; else tien che ’1 dillo signor Zuane sii più presto per favorir le cose di Sua Maestà che altramente. Et è opinion de alcuni, che il fratei de Sua Maestà qual già fu dillo esser stà morto nel conflitto turchesco, sii insieme con il prefato signor Zuane Negro ; ma non si sa cum cerleza. Come tutta la provinlia di la Transilvania sta parechiata in arme expectando ordine da quela Maestà ; et se dice che sono da persone 100 milia, et che erano gionti a Buda boemi 500, et se expeclava el resto fino a la summa de 7000, mandati da uno signor boemo qual soleva esser locolenenle del re de Hongaria morto, et aspirava a la corona de ditto regno, inimico capitai del principe Ferdinando. Come Sabato passalo, olio de li prefali meccadanli arivorono a Vienna, dove videro el principe Ftrdinando qual due hore da poi mezo giorno montò sopra uno carrelo.et' andò a la volta de Cilanova, distante de lì miglia 40, per veder le arlelarie che 1’ ha fallo gelar da novo, et sono in bon numerò ; et che de lì ne era qualche voce che le treugue se prorogariano, tamen se faceva grandissima preparation de barche, munition et vicluarie, ma de gente non sanno che numero el possi haver. Et altro non sanno che sia degno de saputa. t