633 MDXXX, FEBBRAIO. 634 dissima incomodila loro, nè alcuno si vi è trovalo che, per molti danari fusseno voluti, esser restalo di atrovarsegü. Hor trala la corona, gli fu posta la imperiale la quale ha anco di più due picaglie da drieto come hanno le mitre episcopale, alquanto • più picóle ma carche, come anco la corona, di be-lissime gioie. Et il pontifiee li disse : « Accipe signum glorine et diadema regni, coronam 427* imperli, in nomine Patris et Filii et Spiritus Sancii (facendo la croce) ut spreto antiquo ho-ste spretisque conlagiis vitiorum omnium sic iustitiam misericordiam et iuditium diligas et ita iuste, pie et misericorditer vivas ut ab ipso domino nostro Jesu Christo in consortio sanctorum aeterni regni coronam percipias, qui cum Patre etc. ». Et cussi come l’altro zorno fu poi condula Sua Maestà a la sedia preparjlagli, simile a quela del papa a man drela, ma quella era nel proprio mezo di la capela et più alla; et poi era quela del primo vescovo reverendissimo Farnese, che era più bassa di quela di Sua Maestà. Et vene poi il primo de li subdiaconi apostolici con altri subdiaconi e con i capelani suoi al luoco di le letame, dove cantorono le laudi a lo imperator dicendo : « Exaudí Christe » et respondergli alcuni che erano sopra il choro con li cantori : « Domino Carolo invictissimo imperatori et semper augusto salus et victoria ». La qual laude repli- • cala tre fiate, il primo dei diaconi disse: « Salvator mundi » ; el lor risposeno : « Tu illum adiuva » ; el poi disseno : « Santa Maria......tu illum adiuva ». El in questa forma cantorono le litanie, respondendo sempre : « Tu illuni aditiva ». Di poi fu per li cantori cantalo certe cose, et poi fu dito lo evanzelioet Credo; el alora Sua Maestà, de-posta la corona, manto el sceptro, discese, et andò dal pontefice, el offertogli Io seguile a l’aitar dove gli offerse in loco di subdiacono il calice et patena con le hostie, et l’aqua da meter nel vino ; retra-heudosi poi a banda drila, vi siete lino che Soa Beatitudine dopo levato il Corpus Domini, dito il Pater Noster e I’ Agnus Dei si ritrasse a la sede . per comunicarsi. La quale seguila da lei et tolto il sacramento et comunicali li diacono et subdiacono di le parte di 1’ hostia, fu da Sua Santità comunicala ivi ; et poi ritornata a la sua sede, Sua Maestà ritolse il suo manto et le insegne, el il papa andò a l’altare, finita la messa, el diede la solila benedi-lione. Et alora li cardinali et prelati, deposti li suoi paramenti, preseno le loro cape, et il pontefice depose quelle da messa, et ritolto il piviale et mitra di zoie, vene con l'imperator a le scale di la chiesa solo un medtismo baldachino, dando la benedition con la man destra, et lenendo Sua Maestà con la . sinistra per la mano sino giù de li scalini, dove dato il sceplro al suo... pervene al cavalo di Sua Santità, et in honor del Salvator nostro per essergli vicario gli apresentò la staffa al pie’ et dopo Sua Santità montata menogli il cavalo per la briglia alcuni pochi passi; et fato.di qùeslo alcuna inslanlia per il pontefice, Sua Maestà lo lasciò et monto sopra il suo destriero, qual era benissimo in ordine, che lo aspcctava, et gli passò a man sinistra, et solo un medesimo baldachino portato fra li altri da li nostri clarissimi oratori Tiepolo et Veniero, si aviorono 428 per cavalcare con questo ordine. Ma vi dirò una buona sorte de li signori nostri oratori, quali in cliiesia siando streti et a mal partito, venerono in contentione di pr cedenza queli di Siena oralori con queli di Genova, a tale che per quelo eh’ io intesi, non eh’ io lo vidi, feceno ai pugni, di sorte tal che, non si potendo adatara, furno scadali de li ; et cussi li nostri oralori rimasero alquanto respiradi, da poi la partita loro. Hor passorno prima le fame-glie de reverendissimi cardinali co le valise, el insieme le famiglie de prelati, principi et cortesani, si di Cesare come del pontifiee ; et poi le due valise del papa ; poi li famigliari domestici de l’imperator el dopo queli domestici del papa, et dopo li nobili et baroni, de li quali fu tanta la pompa el il numero de le veste d’ oro, quanto ho dito di sopra ; et le cavalcature et loro fornimento niente manco superbi. El fra li altri che haveano belissilne el bravissime livree di stafieri quanto dir se "possi, el marchese de Moia ne havea 12 vestiti de chasaco di velulo charmisino con una lista intorno di qua-Iro dita di brochalo sopra zuponi di brochato, calze di scarlato, scarpe et berela di velulo canoismo ; il marchese di Aslorgas ne havea allralanli vestili sopra bel issi me calze et zuponi et cape di restagno d’oro, fodrate di tela d’argento; et molli altri principi ne erano molli inferiori. Da poi venia un scagno coperto di velulo charmisino, col quale il papa monta a cavalo. Da poi li stendardi de li confalonieri, el poi quel del populo, et poi queli de l’Imperio, el poi quelo del papa, et poi quel do la Chiesa, portalo per il conte Lodovico Kan-gon, armato sopra un corsiero inbardato sopra vestilo di raso bianco taglialo sopra tela d’arzenlo, el al medesimo modo vestili li soi palafrenieri; et quel di la croce per il signor Lorenzo Cibo cosi a cavalo sopra vestido, et vestili li stafieri di Iella d’oro in