47 MCCCCLXXXXIX, NOVEMBRE. 4§ xani fuora, e li altri do non reduti a l’oficio, et an-doe tre di colegio, qualli fono sier Andrea Cabriel, consier, sier Domenego Marini, savio dii conscio, c sier Piero Balbi, savio da terra ferma. Et dismontò a la riva pizola di’corte di palazo, a horre 24; e la corte tutta era piena, et persone 2000, tra li qual molti zenthilomeni. Et el ditto capetanio, è da saper, si parti a dì 15 da Caxopo, et vene con la sua galia, la qual rimase a Parenzo ; et par lì intendesse da suo Col, sier Vicenzo, la parte presa, che, venendo con la soa galia, dovesse con li ferri ai piedi esser posto in la prexom Forte. Lui medemo mandò a dir a sier llironimo Bondimier, podestà di Parenzo, si havea alcun hordine da la Signoria. Rispose di no. Et dimandò un per di ferri, et lui medemo si li messe, et montò in barella di peota, et vene qui, senza andar pur a caxa. Or fo portato da 4, perchè haveva li ferri ai piedi, posti da lui medemo. Era vestito di scarialo, con uno mantello di scarlato sopra una vesta paonaza, calze di scarlato, et barcta negra in capo, e barba di XV zorni. El si dice, ozi, venendo, have gran fortuna, pocho. manchò non si anegasse. Or era lì a la riva, nel dismontar, el reverendissimo cardinal suo fìol, qual li deva man, venendo portato suo padre; et da l’altra banda, domino Antonio Pi-zamano, prolhonotario, poi li fidi driedo, zoè sier Vicenzo e sier Hironimo, perchè sier Piero era anialato. Or, quando el fo portato fuor di barcha, si to-chò la bareta, dicendo : Bona sera, a sier Andrea Cabriel e compagni. E non li fo risposo nulla da niuno, se non che sier Piero Balbi disse a Gasparo da la Vedoa : Menalo in la Forte. E lo acompagnono fino a la porta. Et il Cardinal suo fìol veniva spento eie. Et ivi fu posto, e volleva uno in sua compagnia di soi, e non li fo voluto dar. Sopravene li avogadori : primo sier Nicolò Michiel, poi sier Marco Sanudo, qualli andono im prexom a vederlo. Et fo ditto, sier Nicolò Michiel disse a’soi (ioli : Meio saria 17 per vuj, che ’1 crepasse. E li rebufono assai. Qualli tutavia pianzevano. Et publice disse, lo voleva menar a gran conseio, et farli taiar la testa, perchè hàvia ruinà e disfato questa terra. Et tutta la terra parloe di la disobedientia sua ; et diceva, el meritava mille forche, si non per altro, per questo. Et intisi, in quella note mai dormite ; dimandava a li guardiani : Che borra è ? Poi li fo dato stuore, sì che starà in la Forte. Et la matina, Marco Bevazan, suo secretario, fo in colegio, et disse lui non havea colpa, nè mai havia scrito letere di suo man, et altre cosse secrete. Itevi, Piero di Paxe, suo sora masser, portoe ducati 3000, che esso capetanio havia portati qui con lui, di raxon di la Signoria nostra, che ancora fo pezo esser partito di l’armata, e haver portato li danari via. Item, Zorzin da la Modena, suo armiraio, etiam andò im prexon. A dì 3 novembrio. Da poi grani conseio, fo pre-gadi, et referite sier Antonio Loredam, el cavalier, venuto orator dii re di Franza, e poi etiam sier Nicolò Michiel ; et fono laudati dal principe. Da Milani. Si have letere, come il re partiva di Milan, falò Sali Martin. Qual poi, seguito il rumor dii populo in corte vechia, chiamato tutti li citadini e populo, disse, come non era venuto a tuor quel slato per tyranizar, et che havia fato la spexa di ducati 400 milia per otegnirlo al tutto, e che volea partirse, e vegnir ogni anno lì una volta a visitarli. Poi exortò il populo a pagar per questa volta 1’ angaria, non a lui ma a li citadini ; et che lassava mis-sier Zuan Jacomo in suo loco, et monsignor di Lignì, capetanio di le zente d’arnie in Italia ; sì che tutti li zurono fedeltà. Et è da saper, monsignor di Lignì disse a li nostri oratori, partito il re, voleva venir qui per Po. Et monsignor di Beumonte, fo qui orator, è andato in Franza ; et 1’ altro era qui, el re prima lo fece governador a Zenoa, poi li scrisse voleva fusse cao dii conseio di la justicia, lì a Milano. In questo pregadi fo posto per li savij che, andando il re in Franza, uno di do nostri oratori vadi con lui, per tessera o per acordo ; e l’altro vengi qui, acompagnato sua majestà a Turili. Et sier Francesco Bolani, cao di 40, messe che l'osseno tutti do balotadi ozi im pregadi, et chi havia ■ più balote, rimangi. Et cussi, sier Marco Zorzi have 51, e sier Beneto Trivixarn, el cavalier, 110; et lui fo deputato andar con il re. Item, per molte vie si have, il re di romani non si voi mover per el signor Lodovico, et la dieta de Sturzen esser compita, e posto bordine di farne un’ altra fin 6 mexi. E il ducha, come ho scrito, va a Viena ; et che havia poco credito, et fino li osti non li volea dar da manzar senza danari, zoè immediate conveniva pagar. A d' 4 dillo. Fo pregadi per spazar li oratori di Cremona. Et par fosseno expediti l(i capitoli, et li savij deputati ponevano lhoro opinione ; lamen sier Alvise Bragadim, procurator, per esser amalato, non si potè operar, et sier Francesco Bolani, cao di 40, parloe conira ; è con sier Filipo Trum. Noto, in questi giorni, avanti li oratori venisseno di Franza, fo mandato per la Signoria nostra a donar al Cardinal Roam ducati 1000. Nel mexe di oclubrio. Acadete, che zupani et