("Ml MCCCCC, NOVEMBRE. 101-2 castelle facendo provisiom, -e, si non è Iratado dentro, si difenderà. E li castelli di bolognese sono forniti di fanti e altro. Da Faenza, par a bore 16 ozi si atrovò a la porta, qual erano serate, e il populo tuto in arme a la rocha; e intese questa note passata, il populo haver, ad bore 5 di note, preso uno Guielmo Tempiali), di quel di Yinola, e uno Lucha, di quel di Faenza, capo ili parte, quali erano andati a parlar al eastelan in rocha ; unde la matiiia el populo havea preso 4 eitadini di Faenza, tra i quali missier Va-dino e missier Lodovico di Scardoni, fo tesorier dii signor, e li altri non sa il nome, per esser sta lassalo intrar. • Da poi disnar fo pregadi. Non fu il principe. Et, reduto il colegio in camera da basso, senza perhò il prìncipe vene I’ orator di Pranza, e mostrò una le-tera li scrive» il re, sotoscrita di suo mano, in risposta di soa, data a Nantes, a dì ì'ì octubrio, molto bona. In conclusion, voi far assa’ cosse con tra il tur elio questo altro anno, per amor dii doxe, di la Signoria di Veniexia, soi amici, aligadi e confederati. E, inteso dii bancheto voi far il turchi) contra la chri-stianità, li voi preparar una collation ; et in questo mezo fa scuoder li danari di le decime, ni in altro voi spender, cha conira il turcho. A presso li soi voi venir a Bles, poi in una altra (erra, e, passato Nadal, verà a Liotn e più avanti, lino a Milani, per ordinar la ditta impresa. Item, lo prega perseveri in avisar, e far quello à fato, non sarà inmemore. Etiam el Cardinal di Ambosa, di 21, da Nantes, li scrive in conformità dii re, et di la bona niente contra turchi; et, quanto a la licenlia el dimanda di partirsse, la faria dar, si non facesse dispiacer a la Signoria. Et el re elìam scrive, zercha l’andata di Martin da Casal; et el Cardinal dice, si el re di romani non farà novità, il re farà gran cosse ; ma, facendo, si converà difender. Et il re in la sua letera scrive voi pacifi-charssi con tulli li principi christiani, per poter unitamente atenJer a l’impresa contra turchi. Et per sier Lucha Zen, consier, fo ringraciato, e ditoli ne doleva nè per niun modo volevamo el si partisse, per esser tutto nostro. In pregadi, poi leto le leterc, fu posto per sier Zuan Trivixan e sier Zuam Corner, provedadori sora i otìcij, una certa parte, zercha il saldar li libri di oficij a llioro sotoposti, e altri boni ordoni. E fu presa. Item, fu posto per li consieri una parte zercha Monopoli; sia observado la tavola fè li syndici eie. E ave tutto il conseio. Item, per nui savij ai ordeni, Mocenigo, Moro et ini, el lo parte notada di mia mari, di far per colegio uno eastelan popular a Malvasia, con ducati 12 al mese, et 20 compagni con ducati 4 al mexe, non possi ussir in pena di la testa, siali dà sovention di mexi 4, e artilarie. Item, el podestà, eh’ è sier Zuan Matio Contarmi, va, non possi dar audientia nel castello, come prima fevano, ma vengi in la terra, sub poemiprivationis et ducati 300 d’oro. Et andò la dita parte. Ave 17 di no, 103 di'sì. E fu presa. Ilem, fu posto per tutti i savij una letera al ca-petanio zeneral, laudandolo di le operatiom sue, la qual Jo feci notar in bona forma, et che con l’armata vspana speremo haverà fato qualche bona cos-sa eie. Andò in renga sier Lorenzo di Prioli, quondam sier Piero, procurator; aricordò, zercha l’hor-dine di 1’ armada yspana, è bon vadi invernar in Sicilia. Li rispose sier Piero Duodo, era in setimana. Poi parlò sier Hironimo da Mulla, era di pregadi, aricordando si facesse qualche forteza a Sapientia e/c., la qual cossa perhò era sta consultada in colegio, e si voi farla secretissima eie. Andò la letera preditla. Ave 14 di no, el resto di sì. Et fu presa. Ilem, fu posto per tutti li savij, e sier Anzolo Trivixan e sier Zacharia Dolfìm, provedadori sora 1’ arsenal, una parte per el bisogno di l’arsenal, che per cadauna camera e tera nostra, da terra e di Cavo d’Istria e Ravena, sia mandà di mexe dal primo dì di novembrio fin avosto la decima di quello sco-deratio a l’oficio di camerlengi, qual sia dato per 1’ arsenal, e cussi a tutti li officij di questa terra, exceptuando quelli sono deputadi a la camera d’im-prestidi ; e sia coniessa questa parte, la execution, a essi provedadori sora l’arsenal. Et sier Hironimo Orio andò in renga, aricordando si suspendesse tutti li pagamenti di fuora per do mexi, saria assa’danari ; dicendo a Bergamo è assa’ spexe superflue, dove è sta podestà. Or sier Antonio Trum, el consier, messe fusse posta una decima persa per 1’ arsenal. Et andò le parte : non sincere..., di no..., di quella dii consier 15, di savij il resto. E fu presa. Ilem, fu posto per li savij dii colegio e di tera ferma, li Ire da esser electi sopra le stime di le caxe, non possino refudar solo pena di ducati 500 eie. E ave tutto el conseio. 138. Et cussi fu fato il scurtinio. Rimase : 104, sier Marco Bolani, fo podestà a Padoa; 105, sier Antonio Valier, fo consier ; 102, sier Alvise Venier, fo cao dii conseio di X. Fono tolti : 73, sier Lucha Zi-vran, fo consier; 55, sier Nicolò Dandolo, fo cao dii conseio di X ; 35, sier Andrea Dandolo, fo cao dii conseio di X ; 41, sier Marco Donado, fo di la zonta.