m MCCCCC, SETTEMBRE. 814 la galia Doltina, ben armata, videlicet di suo fratello, sier Alvise ; sopra la qual era sier Beneto Trum e Alvixe Zio, vanno dal zeneral con danari e arzenti ; 324 * unde, li à comodati di la galia tragurina, in Iodio di quella ; qual starà nieio lì in questi tempi sforzeveli australi. La galia sibinzana, mandoe ini Puia, non era ancor tornata per li tempi chàtivi ; la voi mandar di conserva con la tragorina, e torà la galia Vi-tura, si aspetta, per star a la spiaza. Itera, le zente turche de lì sono partite. E cussi in quella hora si levavà per dar una volta al Fanù e a le Marlere, per sopraveder di la fusta maltese, et 5 la tornata farà la volta di la Zimera. Da poi disnar fo pregadi per li syndici. Et co-legio si reduse. Fu promosso di mandar uno orator al soldan, con presenti, a conto di cotimo, e terminato mandar per li merchadanti eie. Di Cremona, dì 21. Come mandavano de qui per Po Abramin, fo contestabele dii signor Lodovico, qual menò 150 provisionati, di quali ne cerniteno 78 e li hanno avia ti con una paga. Noto, Sonzim Benzom et Carlo Secho, con lhoro compagnie, fono deputali andar in Friul, za più zor-ni, a presso li altri. Di Gradiscila, di siei' Piero Marzello, provedador zeneral, di 20, pii lelere. Dii recever la polvere, barili 210, piombo eie. Item, il governador, signor Bortolo, e capetanio di le fantarie, dicono è spesa butà via, a far sì pochi provisionati ; eryo eie. Ilem, per una altra letera, avisa il venir qui di Domenego Bu-sichio, capo di stratioti, qual con Thodaro Ralì a Ude-ne fonno in parole, e ditto Domenego li dè un pugno a Thodaro, adeo messi nel governador, l’Alviano e capetanio di le fantarie, hanno sententiato, e manda la copia di la sententia, che ’1 ditto Domenego vadi da Thodaro a dir li dagi un altro pugno a lui ; e voleva esso Thodaro prometesse noi ge dar ; qual non volse prometei’. Dice albanesi e greci sono per questo le compagnie divise. In questo pregadi parlò sier Nicolò Dolfìin, fo synico, contra sier Bernardo da Canal, fo podestà in Antivari, rispondendo a Rigo Antonio. Li rispose Aurelio Bazineti. Poi andò sier Jacoino da Canal, liol dii ditto sier Bernardo, e parlò altamente; justifichò assai, commovendo eie., et sperava una larga justi-cia. Or fo mandate le parte. Primo di procieder : ha ve 26 non sincere, 21 110, 48 di la parte. Poi fu posto, perii consieri (Trivisam), che ’1 ditto sier Bernardo stia ini prexon serado, lino el pagi ducati 100 a li syndici; restituissa li danari tolti in Antivari, qualli siano per la fabricha ; sia bandizà per anni 5 di oflicij e beneficij eie., im perpetuo di Antivari; e sia taià le condanason fate contra li 5 antivarani eie., fata contra raxom. Et questa non fo presa. Ilem, posto per sier Domenego Bollani, el consier, e sier Pollo Querini, cao di 40, che ’1 compia un anno im prexon serado, et non ensa fuora, se prima non sarà liquida quello dia restituir; pagi ducati 100 à li syndici; bandizà di tuti oilìcij eie. per anni 4; non li possi esser fato gracia eie. Fu posto per sier Antonio Trun, el consier, che ’1 sia confìnà a Chersso, e si presenti al retor, stia uno anno ini prexom, con taia eie. ; stagi im prexon fin el pagi, e li danari si recupere-rano siano mandadi in Antivari eie. Ilem, fu posto per sier Bernardin Loredan e sier Nicolò Dolfim, syndici, che ’1 stia uno anno serado im prexom ; restituissa, ut supra; e sia confina in l’ixola di Pago, con taia ducati 100; e la condanason sia publicà in gran conseio. Andò le parie : S) non sincere, 9 di no-, di syndici 12, dii Trum 14; e queste andò zoso. Di sier Baldisera Trivisan, 20 ; di sier Domenego Bo-lani, 44. Ilerum queste do balotade : 40 dii Trivisan, 46 dii Bollani. Et ilerum, dii Trivixan, 38, et dii Bollani, 48. Et questa fu presa. Ordenì da esser dadi sì a nave corno a galle grosse 325 et a galie sotil, el ad altri legni. In nomine Jesu Christi et gloriosce Virginis Mance ac prolecloris nostri Saneti Marci, totiusque cu- ■ ri(e ccelestis, Nos, Benedietus de cha’ de Pesaro, prò serenissimo el excellenlissimo duce, Dominio Venctia-rum eie., capilaneus generalis maris. Perchè da la obedientia e unium prociede beneficio grande, ne la qual consiste la segurtà de l’ar-mada de la nostra illustrissima Signoria a nui co-messa, che per inobedientia et separation siegueno molte jaclure et danni, conio per propria experien-lia se è veduto ; desiderando nui, che in questa ar-mada sia la debila unioni et obedientia, cometemo a vuj, magnifico missier Marco Orio, capetanio de le nave armade, che con tute le nave far dobiate quanto di soto se contien, stando sempre unito et conzonto con quelle, soto pena de la indignation nostra, et navegando sempre con nui. Ordine del navegar lutti insieme con el clarissimo zeneral, dovendose investir. Primo a la velia esser debia el magnifico capeta-tanio de le nave, con tutte le nave unite et strele. Secondo el magnifico capetanio de le galie grosse, con tute le galie grosse unite et strete.