985 MCCCCC, OTTOBRE. 98 fi Morexini, solo avogador, et li fo comesso questo. Et cussi ditto sier Fantin si apresentò a le prexom. Vene una letera dii re di romani, data ex Ver-(lea, oppido Suevorum, in risposta di la nostra, zer • cha el transito di quelli vano in Eiemagna, che siano lassati andar. Et risponde altamente, che la nostra amicìtia non richiede questo, et che non vai la scusa dii re di Franza, che non ha rebelli; et zercha questo scrive assa’. La qual letera fo scrita a dì 17 octu-brìo in quel castello imperiai. In questa matina fu parlato zercha le provisìon a trovar danari, e cadauni di colegio disse qualcossa, et il principe. Et eliam fo proposto di far una for-teza a Sapientia questo inverno, a l’incontro di Mo-dom, et una altra a le Gadene di Cataro. Da poi disnar fo gran conseio, et gran pioza. Fato avogador di cornuti in luogo de sier Alvixe Ve-nier, refudò, con la pena. Ussì per scurtinio sier Beneto Sanutlo, savio di tera ferma, quondam sier Matio ; et rimase da sier Christofal Moro, cao dii conseio di X, et sier Francesco Foscari, savio a tera ferma, quondam sier Filippo, el procurator. E fu fato altre voxe. Da Corfù. Fu leto in colegio, reduti i savij, una letera per Zuan Jacomo, drezata ai cai di X, di 13, di sier Lucha Querini, provedador. Chome era venute certe barze, di quelle di l’armada yspana, lì; et dismontadi con le arme per la terra, fo admonito non si usava portar arme ; lhoro usò stranie parole eie. ; tamen fo sedato, et sì ricognobe chiedendo perdono, et si partì essi spagnoli. Di Hongaria, di li oratori, di 9 octubrio, da Buda. Come quel zorno, a vesporo, il re era montato a cavalo per Bazia, con solum cavali 500 ; le altre zente d’arme erano aviate. Essi oratori fono da soa majestà a tuor licentia ; qual li le dir, lui presente, per il reverendo vesprimiense, andava con bon animo eie., e perhò la Signoria si volesse far etc. con-tra questi turchi. Et disse : Quella Signoria à raxom ess r ajutata ; da nui non mancha, nè mancherà. Essi oratori li risposeno justa i mandati. Item, el re disse a Francesco da la Zueeha, secretario, qual li dè licentia : A bocha direti il tutto a quella illustrissima Signoria. Item, V orator dii turcho è rimasto lì ; et la rezina Beatrice si parte per Napoli ; et il re à dato licentia a l’orator yspano e neapolitano. Item, essi oratori tolseno licentia dal ducha, fratello dii re, qual è andato con soa majestà. El reverendo ystrigoniense, si è ditto per vìa di Focher, è stà fato cardinal, non sì certo; è a Ystrigonia ; si aspeta de lì per andar poi dal re. Item, mandono una ri- sposta fata per il re di romani a li oratori di quel re di Hongaria, e una letera scrivea l’orator, licei siano cosse vechie, pur in quelle n’ è qualcossa degna di relatione. Item, il re à donato a li oratori yspano e di Napoli cope d’ arzento e cavali. Di Francesco da la Zueeha, secretano, data a 392* Buda, a d: X. Come il re avanti non li avia voluto dar licentia, se. non eri, nel suo partir ; e lì comesse dovesse exortar la Signorìa a non dimorar più etc. Item, fin 3 zorni si partirà, perhò che aspetta ¡1 reverendissimo ystrigoniense, qual li à mandato a dir, lì voi parlar. Ozi in colegio fo consultato zercha le parte si à meter di trovar danari, perhò che ne è notade forssi X parte, et lezerle tutte el primo pregadi, e dar tempo da pensar. A di 29 octubrio. In colegio, el principe con li consieri dete audientia, e li savij daspersi consultono le parte etc. Da Bologna, dii conte Nicolò Rangon, di 24, a Piero di Bibiena, secretario di Medici, è qui. Come missier Zuane si mete in hordine; hanno tolto el conte Itanuzo dì Marzano, con homeni d’arme 120, qual eri intrò in Bologna honoratamente ; e le sue zente, tra Pisa etc., sarano in hordine. Item, domino Italiani da Carpi, con 25 homeni d’arme, domino Alberlim Boscheto, con 50 homeni d’arme, che sono 200 in tuto ; poi missier Zuan Bentivoy con li fioli...... homeni d’arme, e lui conte Nicolò, per la comunità, con 100 homeni d’arme, et arano 600 cavali lizierì, fanti assai; hanno tolto Pereto Corsso et il fratello, et una bellissima fantaria vi è venuta; danno a li contestabeli 20 et 25 ducati per uno, et à dato parte di danari ; è alozati per le caxe di amici, et ne ha fin qui 800 boni fanti, e li homeni dii paexe, reduti benissimo in hordine di arme, sarano 12 mìlia. Et dice il vero, nè voi dir busia: missier Zuane non si impaza di Romagna, ma si voi difender. Di Rimano, quel signor era a la Torre di la fossa ; si dice vien lì o a Mantoa ; voria non venisse lì. Et di Franza missier Zuane non dubita, per esser ben con soa majestà. Di Faenza, è intrato il conte Guido Torelo, ma è gran divisione in la terra, e il castelam dubita assai eie. Item, el Vincala Cardinal par voi andar in Lombardia, a la badia sua di Chia-ramonte. Item, elpapa à mandato uno mandario (sic) a quel rezimento, a dir ajuli il ducha; li à risposto, è contenti di farlo. Item, ha missier Zuane da Roma, di 1’ orator di Franza, bone letere etc. ; voria esser in la gracia di la illustrissima Signoria. Item, a Fiorenza stanno mal, non hanno vìnto alcun partito di