1519 ’ nccccci di madama Cerlola, sua (ìola; poi andono in Via-rom, dove trovono essa iìola ; et che il Cardinal Roani fo causa, a requisition dii papa, non andaseno avanti ; qual li ha promesso, si ’1 fa questo, la lega-tion di Pranza, di la qual trarà ducati 100 milia. Et ivi fo concluso le noze in monsignor di la Rozia, e dati li scudi 20 milia; poi a Bles fo compite esse noze. Item, fa armala grande ; sarà, tra le altre, 5 nave grosse di bote 1500 1’ una, arma im Provenza, Bertagna e Normandia; sarà in bordine per luto il mexe di luio ; poi dicono, el ducila di Savoia non li voi dar il passo a venir in Italia, e sguizari sono col re di romani; et esser scampà di llioro l’orator dii roy. Item, come ésso nostro orator, a di 23, ricevete nostre andava in Sicilia a don Consalvo Ilcr-nandes; le à mandà per terra, sarà in zorni 12, passerà per mar mia 7. In Calabria si dice ditto cape-tanio è venuto in Catania. Dii dillo, di 27. Come fo dal re, qual li fè gran coloquij : il re di Franza voleVa luta Italia dominar, e clic monsignor di Ugni à Siena, Fiorenza e Bologna, da le qual cita ha ducati 9000 a l’anno ; per tanto voi haver conseio da la Signoria nostra, di quello habi a far ; voi far il tutto per non perder il stato, chiamerà turchi in suo ajuto, dicendo el non fa da bon principe christiano, tutti doveriano esser uniti contra turchi. E il papa non fa ben ; dice voi armar; harà faticha armar, e za si doveria haver principiato. In Ancona non potrà armar 3 galie ; et ritornò, come saria meio atender a quello si à oferto di far, e contratar pace col turcho e la Signoria nostra, coni proposition honoriiiche. Poi disse, il re di Hongaria non è homo di guera. Item, la raina è zonta nel regno a Sanguana, lontan di Napoli zornate 4. Dii dillo, di ultimo fevrer. Come domino Tlio-maso Regulano parli con la risposta di colonesi per Roma, per le trieve con Orssini, et che fariano senza saputa dii papa ; fanno gran promesse, et il signor Fabricio Colona e Camilo suo nepote è partiti de lì ; è rimasto il signor Prospero. Item, il re ha dimostrato con esso orator haver abuto piacer di le galie prese per il zeneral, e tolle da’turchi. Item, è ritorna di Alemagna uno suo secretano, nominato Gregorio ; dice il re di romani è zorni do di camino lontan di Norimberg, dove si fa la dieta ; aspelano li oratori nostri. Item, il re Fedrico fa lavorar le galie ; à fato taiar molli legni in uno bosclio dii conte di Piliano, a Nolla. Item, c’ e letere di Fiorenza, di 4 zorni, come aspetavano la tornata di Ihoro oratori di Franza, e manderano do altri ; il re voi da Ihoro ducati 140 milia, aliler voi rimeler Piero di , marzo. 1520 Medici in stato. Item, à spazà il privilegio di fe Ira le di cara 1000; et uno domino Francesco Spinola, ze- nero di domino........, à homeni d’arme 40, qual è lì. Si à oferto venir a soldo di la Signoria nostra. Dii Ferara, dii vicedomino, di 7. Come hessendo morto a Roma il conte Antonio di la Concordia, venere di note, il conte Zuan Francesco di la Mirandola, suo nepote, con ajuto di Mantoa, andò a la Concordia, dove era uno zenero dii conte Antonio Maria, e li dimandò la terra, per esser morto suo barba. Li rispose, voleva prima saper il testamento. Or li fè diserar alcune artilarie e bombarde, adeo ebbe la terra, e intrò dentro; et dè la bataia a la roclia, qual combatè assai, a la fin si rese. E cussi 587 * bave il dominio. Ma il signor Lodovico, suo fratello, investilo di dito loco dal conte Antonio Maria, con ajuto dii ducha di Ferara, andò lì, ma fu tardo ; ju-diclia, chi ha al presente tegnirà. Dii capelanio zeneral di mar, date in galli, a Corfù, di 19. Come à mandalo 7 galie grosse a disarmar; e li sopracomiti et ofieiali levò di le galie sotil, zurme e provisionati di Corfù, e maistranze di Jacomo Coltrim, quali non merita laude; per tanto si provedi. Item, Coltrim è amalato; non lo poi mandar a Napoli; e ancora non è parliti li do navilij per il Zonchio, con li qual manda biscoto, tormento, orzo, danari e molte altre munition, et etiam a Malvasìa certa quantità di formenti per quelli populi ; e manda al Zanle monition, chome par in certa po-liza inclusa. Et per tempi di sirocho non sono partiti ; manderà a la Zefalonia miera 30 biscoto e danari, per dar una paga a quelli provisionati dii castello; e in sti principij si voi lenirli ben pagati. Lauda sier Alvise Salomon, provedador de lì. Dimanda se li mandi danari per dar a le galie sotil ; tutti dimandano, e le galie mal si opererà, se non se li provedi. Sono in gran necessità ; dimanda ga-lioti, per esser morti tutti quasi li lombardi ; item, arbori e alitene per tenirle a Corfù per li bisogni, et gomene di aqua e sartie. Avisa nove abute da Constantinopoli, e dii zonzer lì di Christofal Maro-verti, fo scrivani di sier Francesco da Mosto, fo preso da’ turchi eie., e fo schiavo dii sanzacho di Galipoli, capetanio di l’armata, e rischatà, cliotne el dice, per ducati 500. Partì a dì 12 decembrio da Galipoli ; referisse molte cosse, et tra le altre, Andrea de Re, era comito di esso sier Francesco da Mosto, ritro-varssi a Galipoli; à aspri 9 al zorno; sta mollo diserto, in eaxa di uno prothoiero, chiamato maistro Conslantin, e ogni dì feva lirar galie in terra ; e, fra