1453 MC.CCCCI, FEBBRAIO. 1454 Dii dillo orator, di 3. Come il Cardinal quel zorno ave audientia secreta ; lo exortò a l’impresa, li saria honor, gloria e amplitudine ; li disse lu disposinoli di principi christiani, dii papa, di Franza, di Spagna, qual à principiato con l’armata, e di la Signoria nostra, qual, oltra quello ha fuori, fa grandissima armata per tuli li squeri, et in arsenal si lavora galie eie., et laudò la fede di Ja Signoria nostra ; dii subsidio, oltra li thesauri cclcsiastici, il papa voleva dar ducati 40 milia a l’anno per 3 anni, et la Signoria nostra ducati 80 milia. E a questo, il re guardò intorno, dicendo a la fin, li fu promesso 100 milia ; et tandem esso legato, come li à dito il reverendo episcopo caliense, li promisse li ducati 100 milia eie. Et fo rimesso la risposta, per aspe-tarsi il conte paladin e altri baroni ; et si doleno, è mexi 14 è in tal praticha con la Signoria nostra eie. llem, l’orator dii turcho solicita la expedition, e alcuni voriano pur percipitar in le trieve eie., et nomina, che il tesorier combate con uno baron, come li à dito el caliense ; sopra di zio. Item, di sier Zorzi Pixani, orator nostro, 0 si ha ; che di novo par. Dii ditto, a di 4. Come intese, dito sier Zorzi Pixani esser mia 240 lontan de lì, sarà a dì X lì. Ilem, ricevete avisi dii prender di la Zefalonia, per nostre lelere, mandò a notificar al re e al Cardinal ; c poi io da sua majestà ; letoli li sumarij mostrò nel volto alegrarsi assai ; e li disse, l’orator nostro fin 6 dì saria de lì. Ilem, è venuti li oratori di vlachi, quali non sono stà expediti. Ilem, uno orator dii fratello, ducha di Lituania, venuto con 60 cavali ; voi socorsso contra moschoviti e tartari, e contra F altro fratello, re di Poiana. Ilem, l’orator dii turcho va ogni dì a F audientia dal re ; e à inteso quello era dal re di Polonia è partito, con le trieve fate ; lamen, dicono, sequendo il romper dii re al turcho, li romperà le trieve. Item, il nontio dii turcho partì con una letera dii re ; li scrive non à spazà il suo orator, per le gran occupatione, ma lo spazerà presto ; et, si non è lassato andar fuor di caxa, è perchè era venuto uno Cardinal legato dii papa, per nome di altri principi christiani tutti ; e acciò non siegui remor, non voi si parti di caxa eie. Ilem, ozi si parte Andrea di Franceschi, fo secretano di sier Vetor Soranzo, suo collega ; lo lauda assai ; vien per Alemagna. Item, el Cardinal ystrigo-niense scrisse a la Signoria ; la copia sarà qui avanti ; et etiam il Cardinal legato, di 4. i>63 Da Sibinicho, di sier Velar Bragadin, conte el capetanio, di 12. Come da alcuni citadini de lì, venuti eri da Traù, à inteso, el zorno avanti esser corsi cercha 500 cavali di turchi a presso Traù, el à depredato e conduto via molte anime de li orli de dieta cilà, et che nostri haveva preso et morti alcuni turchi et cavali, e alcuni vivi conduli in Traù. Ilem, in quella matina è venuti nostri contadini soto Castel Novo, e ha ditto haver recuperado cercha 100 animali, in dito zorno depredati per inartelosi, in conia’ de Traù. Ilem, è avisato, turchi è per venir a depopular le ville de Grebazo et Cavocesta, dove sono grandissimo numero de homeni et animali ; dal canto suo farà ogni provision eie. ; à mandato 12 fanti per cadauni di ditti lochi, con polvere di bombarda e altre artilarie, e clic fazino redur dentro tuli li homeni e animali. Si scusa, si dubita quel conta’ sarà dipredato, et non mancha solum quello conta’, perchè li altri quasi penilus da’ turchi sono stà depopulati. Ilem, la camera è poverissima ; dei dacij 0 si scuode, ni etiam di salii pocho si traze ; le spexe acresceno ogni dì, è senza danari non si poi far alcuna bona provision, non homeni che basii, li mancha la polvere, li vardiani di le forteze morello di fame ; suplicha se li mandi ducati 1000, barili 400 polvere, et micra 20 biscoto ; aténde far fabrichar el fosso versso San Francesco, e fortifìchar da ogni banda la cità ; e si se dovesse impegnar lui instesso, non resterà di far il tutto eie. Voria la trata di sali per la Marcila eie. Dj, Zara, di reelori, di XI. Come l’asunanza fata in Bossina, come scrisscno, za saria venuta, se non fusse stato le neve; lhoro solicitano la repara-tion di le forteze, e provision-dii conta’, e si la fusse venuta, haria fato pocho danno al paese. Ilem, el castello di Lavrana à bisogno di reparatiom, per esser unafazadadi muro minata, e un’altra score pericolo, per certa cava, fata za più anni, per far una cisterna, eh’ è rimasta imperfela. Ilem, hanno dato li danari a li stipendiati vechij et novi, e tra danari, formenti, farine eie., sono satisfati fino a dì 20 dii presente ; ma dimandano una altra paga ; voriano schiopetieri 200, perchè quelli provisionati novi è in alla de partirsi, e ne son levati, et di 230 non è numero 130; dii luto hanno tenuto bon conto, et lo manderano. De li ditti, di 12. Come a dì X, cavali 500 di turchi corseno nel teritorio di Traù, e depredono quel contado ; il danno facto non lo intendono ; si dubita, Ira ozi e doman non corano sul conta’ di Sibinicho et su quel di Zara ; starano vigilanti. Da Spalalo, di 5. Come quella Poliza li dà da far, perchè erano su le arme fra lhoro, Ira patrimoniali e zentilhomeni, por diferentie per causa di certa