1435 MCCCCCI, FEBBRAIO. 1430 555 Da Ravena, dii podestà, di l i. Come ¡1 ducila è a Ymola, per tratar tratato contra Faenza; la ray-na di Ilongaria è lì a Ravena restata, per il tempo cativo ; eliam aspeta certe robe di Ferara ; ma lui crede sia salvo conduto dii dueha ; et edam ivi hè lo episcopo di Sessa, governador di Forlì, qual à spazà questa note do corieri a Ymola. Di Zervia, dii podestà, di 15. Como eri sera, a hore una di note, spazò il corier suo qui, con l’avi-so etc. ; et questa matina fè levar li do contestabeli, con quelli pochi fanti, e andar fino al Ccsenaticho, per difender li chariazi di ditta dona presa, qualli sono sta condati in Zervia. Item, eri passò de lì la raina col governador di Cesena, al qual esso podestà ha-vea scripto di la dona; et a ditta raina li usò bone parole, ofcrendoli la cita ; et lei rispose optimamen-te. Ite>n, à inteso, dita dona dii capetanio da le fanta-rie, da Urbim in qua haver hauto grandissima guardia da’ spagnoli, qualli hanno manzato e habità dove lei arivava. Item, scrive de alcuni spagnoli, venuti lì con superbia e arme, et esso podestà li fece dimandar le arme. Risposero esser dii ducila. Item, mandò la risposta di la lctcra scrisse, dii co-missario zeneral dii Porto Cesenatico, chiamato M. Zapato. Scrive il governador cavalchò a Cesena ; si duol dii caso etc. Da Udene, dii luogo lenente, di 13. Si scusa di la legation, et avisa esser ritornato el citadim, mandò a Goricia. Dice esser venuto lì missier Andrea Letistaner, con nome di capetanio; qual si dice è homo riclio, non eserciterà l’oficio; et à visto condur cara G di curazine, e fortifichar una di le porte di Goricia. Item, domino Nicolao de Formentinis, di Cividal, referisse haver inteso da uno so cugnado, habita a Goricia, ditto domino Andrea esser per star pocho de lì, et voi convochar uno conscio, non sa perchè, et li ha ditto che, avanti il finir di ronzo, si vederi# gran cosse. Item, avisa di uno suo explora-tor, tornato di Cragna, dice 0 è da conto. Da Padoa, di reclori, di 16. Come à ricevuto nostre, con la deliboration dii senato, di soldi 5 per campo ; chiamono li deputati, et ditoli, risposeno sarano obedientissimi ; unde essi rectori hanno prin-cipià uno libro per descriver li campi eie. Da Pizegalom, di sier Lorenzo Dandolo, prove-dador, di XI. Come capitò lì el Cardinal curzense ; li andò contra, et lo acompagnò un pezo quel dì nel partir, e li à dà do guide; va a Sonzin, poi a Rovere. Da poi disnar fo pregadi. Vene il principe, et fè la relatiom di la captura di la moglie dii capetanio di le fanlarie, ol le previsioni lò il colegio, nel conscio di X, cargando molto tal cossa, e l’andata dii Manenti et di l’orator di Franza ; et come eliam si scriveria por pregadi a Roma et in Franza ; et eliam fo scrito per colegio a Udene, vadi a Gradiscila dal capetanio predito etc. Fu posto, per lì savi} dii conscio et di terra ferma, una letera a l’orator nostro a Roma, avìsarli di la captura di tal dona ; et si debi doler, nostro nomine, al papa, con molte parole. Ave tuto il conscio, et eliam terminato, in consonantia scriver a l’orator nostro in Franza. Fu posto per tutti li savij, scriver a l’orator a Roma il modo si voi dar li corpi di galie fornide, ad ai;rnar al papa, numero 20, et in una poliza descri-pto il tutto. Et ave tuto il conscio. Et, per una poliza, li fo scrito dichi, alias li sopraeomiti fonilo zenthilomeni nostri. Fu posto per tutti, per il bisogno di la custodia di la Vajusa, armar do galie grosse qui, el mandarle al capetanio dii colfo. E fo presa. Fu posto per li savij a tcra ferma et savij di or-deni, elezer, el primo pregadi, do provedadori sopra P armar, per election, qualli siano scontro dii pagador, sub pcena ; e in reliquis con l’auclorità di li altri, et siano soto li provedadori, executori a le cosse di mar. Et fu presa, 26 di no. Fu posto per li consieri e savij di tera ferma, le botege di San Bortolomio si debbi dar a ducali 7 men un quarto, por 100; et li danari siano ubligati per Napoli di Romania, come fu preso. Et fo presa. Fu posto per li ditti, ut supra, le rive di la Signoria su la Riva dii Ferro, eliam si debbi incantar come le botege, ut supra. Ave 5 di no. Fu posto per lhoro, che li ogij di ternaria, chi si voi francliar, pagi ducati tre per mier, termine zorni 8 etc. El fu presa. Fu posto per li consieri, un salvo conduto a uno Zuan Antonio da Cusam, milanese, per mexi 4. Ha ve 13 di no. Fu leto la letera di la scusa di sier Antonio Lo-redam, el cavalier, orator al re di romani ; e, posto per li consieri di acetar la scusa, non fu presa. Fo ballolà do volte : la prima, niuna non sincera, 71 di no, 76 di la parte. Et iter mi baiolata: una non sincera, 52 di la parte, 102 di no. Et fo preso di no. Et cussi li fo scrito letere per colegio, avisarlo di questo, et si poni in horcUne eie. Fo fato scurtinio, uno sopra le vendede, in luogo di sier Piero Duodo, è intrado consier. Rimase sier Hironimo Duodo, fo a l’arsenal.