— 133 — simo quadro della storia spalatina del trecento. Ci basti avere accennato alla sua importanza e aver constatato la mancanza quasi assoluta di fonti atte ad illuminarla. A questa mancanza vuole ovviare la raccolta di documenti che pubblichiamo. Essi provengono tutti dal così detto «Archivio antico di Spalato » che da mezzo secolo circa trovasi annesso all’ attuale R. Archivio di Stato di Zara. L’archivio di Spalato consta di 986 volumi che vanno dal 1341 al 1797. La parte più antica, quella cioè che è anteriore al racquisto di Spalato da parte di Venezia (1420), comprende in tutto 16 volumi. Volumi per modo di dire, chè si tratta realmente di poveri frammenti, miserrimi resti che ancora serbano le traccie della distruzione che i secoli, l’umido, la polvere, i tarli e le tarme menarono tra le antiche carte dell’ archivio spalatino. Con pazienza abbiamo sfogliato questi volumi e ne abbiamo cavato tutto quello che ci parve potesse in qualche modo illuminare non solo la storia e la vita spalatina nella seconda metà del trecento, ma le regioni finitime, i comuni vicini, le persone e i dignitari laici ed ecclesiastici che, per una ragione o per l’altra, ebbero relazioni o entrarono anche indirettamente nella storia del comune spalatino. * * * Gli atti che pubblichiamo sono tutti tolti da imbreviature di notai ‘). Sono circa duecento documenti che vanno dal 1341 al 1414. Anche quando riguardano affari pubblici hanno sempre la forma caratteristica del documento privato, o per meglio dire, dell’¡strumento. Naturalmente in quella forma incompleta ed abbreviata come i notai li registravano nei loro protocolli, e, alle volte, ancor più incompleta, come ne facevano la prima stesura nei bastardella Non è qui il luogo di parlare delle caratteristiche dei singoli volumi. Ma bisogna che mostriamo il modo seguito dai notai nel redigere, in base alle note, 1’¡strumento completo. La nota reca di solito questi elementi: 1) la data, limitata all’indicazione del giorno e del mese, 2) il testo, 3) l’«actum» con l’indicazione topica, 4) i nomi dei testi, che di solito sono due, 5) l’indicazione, fatta dallo stesso notaio, dell’esaminatore o del consigliere a ciò deputato. Questi elementi, prima di passare nell’¡strumento completo, hanno anzitutto bisogno di essere preceduti e integrati dal protocollo, che nelle *) Accanto a queste, esistono due libri di riformazioni votate nel Consiglio Generale, alcuni libri di conti e un fascicoletto di processi criminali.