- 304 - Zbomik naucnih radova Ferdi Sisicu povodom sezdesetgodisnjice zivota ( 1869-1929) posve-cuju prijatelji, itovatelji i ucenici (Raccolta di lavori scientifici offerta a Ferdo Sisié nel suo sessantesimo compleanno (1869-1929) da amici, estimatori e scolari), Zagabria, Albrecht, 1929, 8°, pp. XVI-677. È una ricchissima miscellanea di un’ottantina di lavori, alcuni molto pregevoli, che, a cura di Grga Novak, è stata messa insieme e presentata a Ferdo Sisié, professore di storia croata all’Università di Zagabria, senza dubbio il maggior storico croato vivente, che, per la sua indefessa attività e per le conquiste scientifiche, ha veramente meritato questo bellissimo omaggio. Vi hanno collaborato quasi tutti gli storici jugoslavi, molti di altre nazioni slave, particolarmente bulgari, cechi e polacchi, e qualcuno di altri stati. La più parte dei lavori è di argomento storico, intesa la storia in senso assai lato, e non pochi interessano direttamente il nostro ambito di studi. Ogni collaboratore ha usato la lingua della sua nazione, si che il volume è in massima parte scritto in lingue slave. Date le difficoltà che tali lingue presentano agli studiosi europei, molto opportunamente i redattori hanno provveduto a corredare i singoli lavori di un sommario in lingua francese, tedesca o italiana, in cui si espongono e sintetizzano i risultati dello studio. Espediente utile, ma — e non ci riferiamo soltanto al volume recensito — pieno di pericoli, poiché questi sommari non sempre riflettono il valore del lavoro, nè ne rispecchiano i reali risultati : si dànno alle volte per dimostrate delle semplici tesi; si disegnano quadri a comporre i quali nel lavoro non sono stati sviluppati i necessari elementi; infine, si mette tutto, l'ottimo, il buono, il mediocre, e anche meno, allo stesso livello. Nel dare notizia dei lavori che ci interessano, non terremo naturalmente conto di questi spesso fallaci sommari, ma considerer«mo e valuteremo il solo testo. * M. ABRAMIC, Jedan doprinos k pitanju oblika hivatske krune (Un contributo al problema della forma della corona croata), pp. 1-12. — È un nuovo lavoro che si aggiunge alla già cospicua bibliografia, accumulatasi dal 1924 in qua, sul bassorilievo medioevale del Battistero di Spalato, rappresentante un signore in trono. La moderna critica storica e d’arte croata, rappresentata particolarmente dall’ Abramié, dal Kara-man e dal Klaié, vuol vedere in quel signore non il Cristo in trono, come pensarono il Jelié e il Bulié, ma un regnante terreno. E, posto questo, vogliono vedervi un re croato. E, posto questo, vogliono studiare la forma della corona reale croata. Che si tratti di un signore terreno pare accettabile. Ma, a nostro modo di vedere, è inammissibile che si tratti di un re. Vi si oppongono ragioni storiche, artistiche, iconografiche. Limitiamo, come l’argomento del lavoro dell’A. vuole, l’esame alla forma della corona. Posti nell’ alternativa di riconoscere in quella corona uno atéipavog imperiale o un diaòsfia regale, vi riconosciamo senz’ altro il primo. 11 rude artista, certamente del secolo X, ha rappresentato rigido e tutto in un corpo, il cerchio e le bende imperiati ricoperte di perle, per insufficienza tecnica e artistica, oppure perchè tale veramente si presentava lo arécpavog tutto intessuto di perle e formante con le bende un corpo solo? L’una e l’altra ipotesi è ammissibile. Ricordiamo l’avorio del «Cabinet des Médailles» di Parigi (una buona illustrazione è in Ch. Bayet,