- là? - epoca? È nuovamente il medesimo professore che c’insegna, che tra i « Romani », cioè Neolatini delle città dalmate dal secolo XI in poi troviamo, secondo i documenti, numerosi nomi slavi ('). Erano dunque Neolatini portanti nomi slavi, proprio com’è il caso di molti Romeni di oggi; i nomi dunque in tutti questi casi da soli non indicano la nazionalità. E poche righe dopo l’autore osserva un identico fenomeno: i cognomi degli Italiani di Veglia oggi sono quasi tutti slavi. E chi mai, senz’altri indizi, potrebbe indovinare quale lingua parlassero quei Bogdanellus, Prodanellus e moltissimi altri che portavano i nomi ibridi, di cui s’è occupato il prof. Skok? Con ciò nessuno pensa a mettere in dubbio la simbiosi dei due elementi etnici in varie città della Dalmazia e il conseguente bilinguismo in determinate epoche. Già il Lucio, come vedremo in seguito, lo aveva affermato nettamente, senza aver fatto studi speciali suU’onomastica (2). Ma in un paese di confine, dove tendenze e influenze etniche, culturali, politiche s’incrociano spesso in modo inestricabile, nessun indizio più fragile e mutevole dei nomi di persona e famiglia nei riguardi della nazionalità. Chi non ha vissuto a lungo in questi centri, difficilmente potrà comprendere e spiegarsi questo fenomeno che sfugge a qualsiasi classificazione scientifica. Noi ricordiamo che da giovani, vivendo in una borgata slava dell’ isola di Lesina, abbiamo riscontrato il caso che famiglie del popolo, che d’italiano sapevano pochissimo e in casa e fuori si servivano esclusivamente del dialetto serbo-croato, portavano questi soprannomi, coi quali erano chiamati da tutti i paesani : Settemesi, Magnagazzetta, Lampo, Cambina; eppure della nazionalità slava di queste famiglie non si potrebbe dubitare. Una delle poche famiglie della vecchia nobiltà dalmata, gli An-dreis, che in casa parlavano italiano, dal popolo veniva chiamata Andrijic. A Spalato, i Capogrosso, famiglia di nobiltà veneziana, dal popolo erano chiamati Kagrusovic. Affermeremo forse, in base a questo nome popolare, che la famiglia in una data epoca si sia slavizzata? A ciò si oppone tutta la tradizione familiare. Nelle isole adiacenti a Zara numerosi sono i casi di famiglie dal nome prettamente italiano, mentre le persone che lo por- (*) Razprave, pag. 15. (2) LUCIO: De Regno Dalmatiae et Croatiae, lib. VI, cap. IV, pag. 281.