- 376 — ogni buona ed onesta causa poneva sè stesso con quella signorilità magnifica che sa anche precorrere la domanda e che comunque in Lui era in piena, perfetta rispondenza con le altre qualità del suo spirito. Non aveva ancora cinquantott’anni e per giunta sembrava che la vecchiezza sarebbe scesa su Lui più tardi che su gli altri e che avrebbe saputo foggiarsela e godersela con la Sua signorile finezza ! d. o. 'WBtà. Ad onorare in maniera degna Roherto Ghiglianovich provvederemo tra non molto con un’apposita monografia persuasi come siamo che alla figura di Lui non occorrano, perchè sia colta nella sua saldissima unità, lontananze di prospettiva. Lasceremmo tuttavia insoddisfatto non dico un dovere, sì bene un bisogno del cuore se anche qui innanzi al ricordo del Suo ingegno svegliatissimo e vigoroso, del Suo carattere saldo come il bronzo, della Sua onestà cristallina, del Suo patriottismo che quando tutto aveva dato si doleva amaramente di non poter dare ancora, non ci inchinassimo reverenti e commossi. j 'Wfe, Con Silvio Mitis si è perduto il 9-XII-l 934-X1II non solo un uomo e un patriota di integrità perfetta, che pensiero e azione congiunse sempre in rara armonia, ma un insegnante e preside che alla scuola dedicò tutte le ricche energie del suo ingegno forte e del suo animo quanto mai nobile e generoso. Di Lui ci piace soprattutto ricordare che fu insegnante meditativo e fervidamente operoso nel nostro ginnasio e che allora alla scuola del Benevenia, del Brunelli si formò quella soda e profonda preparazione agli studi storici di cui diede prova in molti scritti attinenti in ¡special modo alla vita di Cherso, la sua isola nativa. Del patriota autentico ebbe anche il riserbo e per essere stato fieramente avverso a quell’opportunismo volgare che non mira che a conseguire il successo facendo getto di ogni dignità e d’ogni fermezza di principio, fu oggetto da parte del cessato regime di tristi persecuzioni. d. o. Tlifc Ricordare qui il prof. Giuseppe de Bersa è un dovere ed un onore. Chè con lui si ricorda non solo un nostro affezionato collaboratore, ma anche un perfetto gentiluomo, una mente ornata di profonda e varia dottrina, uno studioso abituato a riplasmare continuamente fino agli ultimi giorni di vita il suo pensiero e ad affinare il suo spirito, uno scrittore forbitissimo, un lavoratore instancabile che al nostro Museo di S. Donato donò tutto sè stesso con dedizione completa, non ricusando mai nè fatiche