— 261 - quella di Ragusa nominò per ambasciatore residente a Roma lo Stay che, come è noto, era stato segretario per le lettere latine di papa Clemente XIII e capo della Segreteria dei brevi ai Principi sotto Clemente XIV e Pio VI. Nel n. 95 del « Banditore della Verità » di Roma si legge un suo proclama, in data 21 aprile 1798, nel quale rivolgendosi ai nuovi Consoli si fa interprete dei buoni sentimenti di amicizia tra le due Repubbliche, separate unicamente da uno stretto golfo. Manifestando poi il suo dispiacere di non poter adempiere personalmente l’incarico affidatogli dal suo governo, a causa della Podagra (col p grande!) di cui era affetto, prega i Consoli della Repubblica Romana di accettare in suo luogo il cittadino Giacomo Bonfiglioli, segretario di legazione, poiché egli era stato espressamente autorizzato dal governo della sua Repubblica a farlo supplire in sua vece. E conclude: « Molto bramo di avere li fortunati incontri, di sempre, coll’ ossequiosa mia interposizione, rendermi grato, ed accetto a voi, Cittadini Consoli, alli quali professerò sempre la più rispettosa venerazione, confidando nel vostro grande animo di riportarne in ogni occasione il favorevole aggradimento. Salute, e rispetto ». Quanto alla Repubblica del Titano, il Rava scrive: «San Marino invece, nel 1798, inviò il suo nobile figlio Antonio Onofri, ma non tenne a Roma un residente. Dopo la restaurazione del 1815 San Marino ebbe una legazione fissa a Roma, ma, pur avendo il legato, essa inviò di nuovo, nel 1815, l'illustre Onofri per concludere un trattato relativo alle materie che avevano fatto argomento i primi accordi del 1798 ». G. Praga P. LEODEGARIO PlCANYOL D. S. P., Un insigne latinista : Marco Faustino Gagliuffi. «Parva Bibliotheca Calasanctiana, n. 11 ». Roma, PP. Scolopi di S. Pantaleo, 1934, 8°, pp. 48. Pubblicazione intesa ad onorare M. F. Gagliuffi nella ricorrenza del primo centenario della morte, e che raggiunge egregiamente lo scopo A renderne conto ci serviamo delle stesse parole del dotto p. Picanyol, che diligentemente la elaborò su materiali della biblioteca e dell’ archivio generalizio della Provincia scolopica Romana in S. Pantaleo, e che così nella prefazione la presenta: «Dapprima si premette un cenno biografico, corredato da opportune note illustrative e completato con un elenco delle opere a stampa del nostro Gagliuffi. Seguita poi un saggio di poesìe estemporanee e meditate, nonché alcune reliquie letterarie, tuttora inedite, provenienti dall’archivio generalizio. Infine si pubblicano lettere del suo carteggio col P. Gian B.ta Rosani, ed altri religiosi nostri, oppure con altri diversi personaggi ». Il saggio biografico, completato da due ritratti, uno dei quali esistente nelle Scuole Pie di S. Pantaleo, è ampio ed elaboratissimo, di gran lunga migliore e più completo di quanti sinora siano stati scritti. Anche 1’« Elenco degli scritti a stampa » (pag. 16 segg.) si avvantaggia di parecchio su quello pubblicato dal Giannini nel fase. 15 (giugno 1927) dell’ Archivio Storico per la Dalmazia, notando in più ben cinque pubblicazioni, particolarmente dei primi anni dell’ attività letteraria gagliuffiana. Bellissimo letterariamente, e importante per la documentazione umana di questo 5 Sorte Ragusinus, vita Italus, ore Latinus », il materiale inedito (pag. 23 segg.). La Prolusione alla Cattedra d’Eloquenza in Genova recitata ai due dicembre 1803 » è un piccolo capolavoro. Con vera commozione si legge il « paragone... fra le due Patrie che vanto, fra la naturale che è Ragusa e fra la adottiva che è Genova ».