— 346 - dedurre che il largo uso dell’a carolina anche in mezzo di riga (cfr. il documento della tavola IV) fu determinato non come qualcuno osservò da diretta influenza della carolina su suolo dalmatico, ma da un più saldo affermarsi della tendenza, già manifestatasi a Montecassino e ben marcata nei nostri frammenti, di far a meno dell’ a beneventana ingombrante e facilmente confondibile con altre lettere ». E il Barada : « a pag. 65 dicendo come nel frammento del « Breviarium in Psalmos » si trovi accanto all’ a beneventana anche la carolina in modo particolare mette in rilievo questa circostanza e se ne serve nella datazione e ciò perchè il Loew l'avrebbe notata come una particolare caratteristica di tutti i buoni manoscritti in beneventana; a conferma poi di questa asserzione si richiama nella n. 2 alla pag. 133 del Loew. Se aprite il Loew alla pagina indicata, non solo non vi troverete questa o una simile asserzione, ma proprio una contraria. Il Loew li dice: „When we find it — cioè l’a onciale (carolina) — in some 12 th - and 13 th - century M S S. frequently used in thè middle of thè line, it is due to a declining sense of thè traditions of thè script“. La comparsa dunque di questa a e nel sec. XII e nel XIII è indice di decadenza, e tanto meno nell’ XI deve essere particolare caratteristica dei buoni codici». Nossignore! Rilegga un poco la nostra prosa e ci indichi se è capace dove mai abbiamo notato come caratteristica del « Breviarium in Psalmos » l’uso dell’a carolina in mezzo diriga. Ne abbiamo constatato l'assenza assoluta, al cento per cento dei casi, 16 su 16 (ogni mediocre paleografo sa che 1’ a di amen non deve essere presa in considerazione), ed è da questa constatazione che procedono tutte le nostre successive argomentazioni. Abbiamo invece rilevato l’uso dell’a carolina soltanto in fine di riga, e questa sì che è una caratteristica propria dei buoni codici in beneventana, e questo sì che è stato notato dal Loew, proprio alla pag. 133 e proprio implicitamente nelle parole che il Barada s’ è preso il disturbo di citare ed esplicitamente due righe più su, nella frase che egli opportunamente ha ignorato : « used only for special reasons, as at thè end of a line where space is lacking for thè normal a ». Sa egli in italiano il significato, il valore e l’uso della parola «questa»? Sa che cosa significhi «in seguito», «anche»? Sono tra le più facili ed elementari parole del lessico italiano. Dove poi egli abbia trovato che ci serviamo di questa caratteristica per la datazione del « Breviarium », rimane par noi un mistero, a meno che egli non abbia preso un’altra formidabile cantonata nell’applicare all'a carolina quello che noi a pag. 74, riga 14, diciamo dell’a beneventana. Cantonata? Oh, ormai conosciamo i suoi metodi di discussione. 11 consequenziario del «comparare», il metodologo dei « codici di Oxford e di Berlino», il misuratore della « tavola VI » non è soltanto colpevole di ignoranza o di negligentia in-quirendi. Egli è colpevole di capovolgere intenzionalmente il senso della nostra prosa. Di questo si rende colpevole quando alla sua nota 1 7 cita una nostra frase